Hannes Peer: talentoso architetto e decoratore d'interni

Visita al creativo nel suo nuovo atelier milanese, summa del suo eclettismo: colto palinsesto di epoche in un set contemporaneo. #MCMaisonCoverStory

lorenzo pennati, hannes peer, cover story, marie claire maison italia, maggio 2021
Lorenzo Pennati

Sopra, Hannes Peer con il Jack Russell Rocky di fronte al murale Envy, di sua creazione. A sinistra, brise-soleil di Jean Prouvé, ideato per una scuola a Béziers, Francia, da Galleria Bellucci, come la luce Taccia. Per l'outfit: camicia e pantaloni Acne Studios; scarpe Loewe.


Luci di Gio Ponti, modernariato brasiliano, tocchi neoclassici e pezzi di sua creazione, tra i quali il divano nel conversation pit e il murale Envy, a metà tra Bauhaus e ironia alla Pedro Almodóvar. L'architetto Hannes Peer ci accoglie nel nuovo atelier milanese, concepito come un appartamento in un'ex tipografia risalente alla metà del Novecento: manifesto filosofico di un creativo che ama «i clash tra memorabilia (perfino con incursioni barocche o neogotiche) in contesti contemporanei. Ovvero, la trasposizione décor di una playlist eclettica, comprendente Beethoven, Kanye West, Led Zeppelin, Beatles e Smashing Pumpkins», spiega. Nato a Bolzano quarantacinque anni fa, forte di studi al Politecnico nel capoluogo lombardo, ora è un immaginifico artefice di interni (residenziali, retail, hôtellerie e uffici), pronti a rivelarsi autentici palinsesti di epoche e mood nutriti da suggestioni colte: «Le idee potentissime di donne geniali, da Gabriella Crespi a Nanda Vigo, lo spirito trasgressivo di Rem Koolhaas, mio maestro; e poi, l'utopia sociale unita alla sperimentazione dei rivoluzionari anni Sessanta e Settanta».


Sofà custom-made, di Hannes Peer, e sedute brasiliane Boomerang, di José Zanine Caldas, Móveis Artísticos.
Giulio Ghirardi

Il flagship store di N°21 a Tokyo.
Rob Walbers

Il flagship store di N°21 a Seul.
Courtesy photo

Il progetto a Parigi per Cantiere Galli con la consolle Butterfly, SEM Spotti Edizioni Milano.
Giulio Ghirardi

Lampade Fold, di Hannes Peer, Nilufar Gallery.
Daniele Iodige

Hannes ha all'attivo arredi per Spotti, limited edition per Nilufar Gallery e una serie di prototipi; inoltre, ha ideato i negozi Iceberg e i flagship store di N°21 a Tokyo e Seul. Attualmente work in progress il restyling di un albergo in Camargue e un ristorante a Miami, nonché un tavolo marmoreo per il brand La Chance. La dimensione internazionale – che si sostanzia nella conoscenza di cinque lingue – affonda le radici nel savoir-faire italiano: artigianalità (è anche ebanista), vocazione bespoke e una passione viscerale per la grande bellezza del nostro Paese: «Luoghi nei quali scopro un caminetto o una boiserie destinati magari a trainare un intero progetto, pensato da me con rigore eppure aperto alla casualità e a illuminanti incidenti di percorso. Adoro l'atmosfera del cantiere; ci dormirei se potessi, in contemplativo ascolto». Oltre alla vista, è il tatto a dimostrarsi cruciale e si esprime nella matericità delle texture, nella densità di una patina, nell'incanto di un'imperfezione sul cotto. «Ho una predilezione per il travertino a poro aperto, perché questa lavorazione esalta l'aspetto naturale della pietra», aggiunge Hannes, al pari amante del seminato veneziano e, in ambito cromatico, del blu cobalto e del rosso presente negli affreschi di Pompei. Dalla moda (il partner è Philippe Rinaudo, una carriera presso Alessandro Dell'Acqua) ha imparato «il coraggio di osare nelle contaminazioni e la rapidità d'inventiva»

Nell’appartamento milanese per Valerio Leone, seduta Nuvola, Paesaggio, di Peer, SEM Spotti Edizioni Milano; luce Seventies; posacenere da terra Urano 1402, Ico Parisi, Stildomus. Il camino è in marmo Giallo Siena e Rosso Levanto, di Peer, prodotto da Fratelli Marmo.
Helenio Barbetta/Living Inside; styling di Chiara dal Canto

Un immaginifico artefice di interni, pronti a rivelarsi autentici palinsesti di epoche e mood nutriti da suggestioni colte

Ancora nella casa Leone, dormeuse di Robert Slezák (1930) e lampada Attr (1970), Tommaso Barbi.
Helenio Barbetta/Living Inside; styling di Chiara dal Canto

Un ritratto di Hannes Peer.
Helenio Barbetta/Living Inside; styling di Chiara dal Canto

Il futuro post-Covid? «Ricevo un numero esorbitante di richieste per abitazioni. Oggi la casa è il primo desiderio: uno spazio tutto per sé, carico di ricordi e storie personali, pieno di noi. L'antitesi del minimalismo». Una consolatrice Wunderkammer del cuore.

Tavolo firmato Giovanni Offredi per Saporiti Italia; sedie Pamplona, Augusto Savini, Pozzi; chandelier Fun 1DM, design Verner Panton, J. Lüber; a muro, di Hannes Peer, artwork Superstructure IX.
Helenio Barbetta/Living Inside; styling di Chiara dal Canto

This content is created and maintained by a third party, and imported onto this page to help users provide their email addresses. You may be able to find more information about this and similar content at piano.io
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Incontri