L'orgoglio black si esprime attraverso l'arte del collage

Hanno un formato XL i lavori di Njideka Akunyili Crosby, ora oggetto di un’esposizione cult a Venezia. Per parlare di integrazione.

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Al centro: © Njideka Akunyili Crosby; courtesy the artist, Victoria Miro and David Zwirner; foto, Brigitte Sire. Ai lati: © Njideka Akunyili Crosby; courtesy the artist, Victoria Miro and David Zwirner

Interni domestici e scene di vita quotidiana fanno da sfondo a una galleria di giovani che evocano le sue radici africane

Un viaggio a 16 anni dalla Nigeria agli Stati Uniti, alla ricerca di un'esistenza migliore o semplicemente di una vita. Una storia contemporanea ma a suo modo particolare quella di Njideka Akunyili Crosby, i cui lavori rispecchiano la tradizione pittorica occidentale, decorativa e ricca di dettagli perlopiù domestici, aggiungendo elementi provenienti dalla sua terra d'origine, l'Africa. Un dualismo culturale impossibile da superare − come accade a tutti coloro che hanno dovuto dividere la propria esistenza in luoghi differenti − capace di generare una visione nuova, virtuosa. Ora, la serie The Beautyful Ones è in mostra a Venezia nei giorni della Biennale (fino al 13 luglio), alla galleria Victoria Miro.

Njideka Akunyili Crosby posa accanto al dipinto a tecnica mista The Beautiful Ones, il capolavoro che nel 2017 è stato venduto all’incanto per la cifra record di 3 milioni di dollari.
© Njideka Akunyili Crosby; courtesy the artist, Victoria Miro and David Zwirner; foto, Brigitte Sire

Si tratta di tele dalla portata emotiva ancora maggiore se filtrate attraverso la lente dell'America odierna (dove Njideka risiede e lavora), che vive con apprensione il problema delle migrazioni. E allora, non più muri ma stratificazioni, layers fotografici capaci di inglobare pittura, stili e strumenti diversi per fondere due realtà. La tecnica del collage è effettuata su larghi formati, ritagliando immagini da riviste o prendendole dal web.

In ogni composizione Akunyili Crosby costruisce un legame speciale e armonioso tra universi agli antipodi: l'auspicio è quello che gli artwork possano essere un simbolo, un volano in grado di trasportare le intenzioni nella vita reale. Nata nel 1983 a Enugu, in Nigeria, Njideka è figlia di Dora Nkem Akunyili: ex direttore generale della National Agency for Food and Drug Administration and Control, nonché ex Ministro nigeriano dell'Informazione e delle Comunicazioni. Vincitrice di numerosi premi, tra i quali il prestigioso Prix Canson (2016), nello stesso anno è stata inclusa nella lista Women of the Year del Financial Times. E dire che il debutto risale solo al 2012, con la partecipazione al Primary Sources, presso lo Studio Museum di Harlem; da lì in poi ha esposto ovunque negli Stati Uniti e all'estero, con personali e in importanti collettive.

The Beautyful Ones. Series #6, 2018.
© Njideka Akunyili Crosby; courtesy the artist, Victoria Miro and David Zwirner

The Beautyful Ones. Series #9, 2018.
© Njideka Akunyili Crosby; courtesy the artist, Victoria Miro and David Zwirner

La sua sofisticata produzione ha suscitato pure l'interesse del collezionismo internazionale e alle aste ha fatto registrare cifre da record. Nel febbraio 2017, durante la Evening Sale di Christie's New York, l'opera The Beautiful Ones è stata battuta per oltre 3 milioni di dollari. Attualmente sono numerosi i musei in coda per ospitare una sua antologica, ma l'attesa si prospetta lunga considerando che lei si dedica al massimo a cinque/sei quadri l'anno. Senza contare che alcuni capolavori sono già custoditi permanentemente nelle raccolte della Tate Modern di Londra e del Museum of Modern Art di New York. Per l'Italia, a pochi passi dal Teatro La Fenice, arriva l'occasione di apprezzarne de visu l'inarrestabile talento.

The Beautyful Ones. Series #7.
© Njideka Akunyili Crosby; courtesy the artist, Victoria Miro and David Zwirner
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