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E poi venne la ricetta del Martini Dry, il cocktail più cinematografico di sempre

Il drink alcolicamente scorretto, un imperativo da storia del cinema. E un ricetta che dovremmo ri-tirare fuori.

Martini Cocktail
Getty Images

Celebre drink pre-dinner a base di gin e vermut dry, il Martini Cocktail o Martini Dry per alcuni è stato inventato dal celebre barman Jerry Thomas intorno al 1860, secondo altri da Julio Richelieu nel 1870 tant'è che a Martinez, in California, è presente una targa con scritto: «Nel 1874 Julio Richelieu, barista, ha servito il primo Martini a un minatore che, entrato nel suo saloon, aveva chiesto qualcosa di speciale. Gli venne servito un Martinez Special. Dopo tre o quattro bicchieri la "z" si era persa per strada. Il drink era fatto con 2/3 di gin, 1/3 di Vermouth, una spruzzata di bitter all’arancia sul ghiaccio tritato e servito con un’oliva». Secondo altri, infine, fu creato da un certo signor Martini, barista di Arma di Taggia, che per primo, nella New York del 1912, l'avrebbe preparato per John D. Rockefeller.

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Frank Sinatra e David-Wayne in Il fidanzato di tutte, 1955
Getty Images

Come ogni mito che si rispetti, il Cocktail Martini ha un’origine misteriosa, intorno alla quale si rincorrono varie leggende. Uniche solide certezze: nato in America, copiato in Europa, è stato biglietto da visita di stile ed eleganza. La mistura di gin e vermut pare facesse ascendere al cielo attori come Humprey Bogart, scrittori della levatura di Francis Scott Fitzgerald, Truman Capotee Hemingway, che ne battezzò più varianti, e Ian Lancaster Fleming che a James Bond fa ordinare "Vodka Martini agitato, non mescolato", politici del calibro di Roosevelt e Kruscev, registi come Buñuel, che suggeriva di accostare il bicchiere di gin alla bottiglia di vermut per sottolineare che ne bastava davvero poco.

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La ricetta del Cocktail Martini

Ingredienti

6 cl di gin
1 cl di vermut dry
1 oliva o 1 scorza di limone
ghiaccio

Roger Moore, 1968.
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Preparazione

Mettere del ghiaccio in una coppetta per raffreddarla. Mettere qualche cubetto di ghiaccio in un mixing glass con ghiaccio, versare il vermut e il gin. Rimescolare. Togliere via il ghiaccio dalla coppetta raffreddata e versare il cocktail, filtrando. Aggiungere un'oliva. Altrimenti prendere la scorza di limone, strizzarne nel cocktail qualche goccia, in modo che gli oli essenziali del limone possano profumare il cocktail.

Qualche curiosità del re dei cocktail

1. È il banco di prova di ogni barman, perché è realizzando questo cocktail che si vede la bravura e il tocco del professionista.

2. Se si sporca solo il ghiaccio con un filo di Vermut si parla di Martini alla Hemingway.

3. Liz Taylor e Richard Burton brindavano al loro amore a suon di Dry Martini, il loro preferito.

4. Una sua variante, il Vesper cocktail, è diventato celebre poiché cocktail preferito da James Bond.

5. «Non esiste il Martini perfetto, ma c’è un Martini per ognuno di noi. Basta solo scoprire quale sia», Mauro Lotti, il barman mostro sacro del Martini.

6. «Il Martini migliore è quello che ti fai da te… tanto che oserei dire che il momento magico è quello in cui lo si fa, non quello in cui lo si consuma», Umberto Eco.

Nella foto di apertura: Sean Connery nei panni di James Bond in Agente 007 - Una cascata di diamanti, 1971.

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