Cosa succede se sottovalutiamo i sintomi della celiachia?

La "malattia della civiltà", il "disturbo degli schizzinosi", il "problema di chi si crea problemi": NO, la celiachia è un'intolleranza da non minimizzare.

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Jennifer Pallian su Unsplash

Siamo tutti concordi nel dire che di celiachia se ne parla spesso e volentieri a sproposito? Siamo tutti concordi nell'affermare che tra intolleranza e allergia al glutine c'è differenza? E pure molta? Siamo tutti sicuri di non star sottovalutando i sintomi della celiachia? E che, certi disturbi intestinali, non siano proprio riconducibili ad essa? Prima di correre a diagnosi affrettate o da Google-inomani, prenotate una visita dal vostro medico, mi raccomando.

Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di celiachia, un termine, talvolta usato a sproposito, che ha dischiuso le porte a un settore di mercato che oggi fa decisamente moda: il gluten free (vedi le birre senza glutine TOTEMICHE). E, però, la celiachia non è certo una malattia recente. Ha infatti origini molto antiche, che si possono far risalire a quando, più o meno 12 mila anni fa, nell’area della cosiddetta “Mezza Luna Fertile” (gli attuali Iran e Iraq, ma anche l'Egitto nilotico) e poi in Europa fu introdotta la coltivazione dei cereali. Una vera e propria rivoluzione alimentare e culturale (si passò dalla vita nomade dei cacciatori-raccoglitori a quella stanziale e cittadina degli agricoltori). Si potrebbe, quindi, definirla una malattia della civiltà, sempre che si accetti che con l'agricoltura si sia passati a un livello "più alto" di civiltà, il che da alcuni studiosi è messo in discussione.

Le Buzz su Unsplash

Oggi la celiachia è l’intolleranza alimentare più diffusa e colpisce all'incirca l'1% della popolazione del pianeta. Si calcola (ce lo dice il Ministero della Salute) che nella popolazione italiana il numero teorico di celiaci si aggiri intorno ai 600 mila, ma ad oggi quelli effettivamente diagnosticati e censiti sono solo 183 mila. C'è quindi un dato ultra significativo: i portatori di malattia non diagnosticati, a causa di una sintomatologia lieve o moderata che non produce invalidità.

Che cos’è la celiachia (grazie, Ministero della Salute) = un’infiammazione cronica dell’intestino. Chi ne è colpito non può mangiare farinacei e tutti gli altri alimenti che contengono glutine, che poi è la componente proteica del grano che si sviluppa quando viene impastato con l’acqua. Si tratta di una condizione permanente e l’unica terapia possibile, ad oggi, è la dieta senza glutine.

Taylor Kiser su Unsplash

Come si manifesta la celiachia = micro guida ai #10 sintomi della celiachia più diffusi = NON (sof)fermatevi alle apparenze. P.S. Questi sono solo alcuni dei sintomi della celiachia più comuni, che possono manifestarsi singolarmente o insieme. P.P.S. Esistono anche casi di celiachia asintomatica, ma sono piuttosto rari.

1) Disturbi intestinali come gonfiore addominale e meteorismo (la sensazione costante di "aria nella pancia"), stipsi, diarrea, dolore addominale, variazioni di peso.

2) Affaticamento e stanchezza frequenti.

3) Infiammazioni della bocca e alterazioni dello smalto dentale.

4) Anemia (da manuale, diminuzione di emoglobina nel sangue che porta stanchezza).

5) Orticaria durante o dopo l’ingestione di glutine.

6) Caduta dei capelli.

7) Dermatiti.

8) Dolori articolari.

9) Problemi di fertilità.

10) Problemi di accrescimento e anomalie dello sviluppo nei bambini.

Monika Grabkowska su Unsplash
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