Il vino rosso fa male solo alle nostre paranoie?

Domande amletiche: perché il vino rosso è più sano del bianco, dello champagne e del rosé? P.S. Quanto possiamo berne?

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Christine Siracusa su Unsplash

Gli studi che dimostrano i benefici del vino rosso sono in aumento, nonostante il refrain popolare del "vino rosso fa male". A tal proposito, un rapporto del National Cancer Institute sostiene che tutti gli alcolici hanno effetti cancerogeni sin dal primo bicchiere. A chi dobbiamo credere? Da un lato ci sono gli esperti ufficiali che mettono in guardia contro gli effetti dannosi di tutte le bevande alcoliche, dall'altro i ricercatori che arrivano a risultati opposti. Secondo l'Agency for Research on Cancer (CIRC) il 10,8% dei tumori maligni è da attribuire all'alcol, compresi i tumori alla bocca, alla gola e all'esofago. A questi, inoltre, secondo questa agenzia dobbiamo aggiungere i danni causati dall'etanolo sul cervello, responsabile ogni anno di migliaia di incidenti stradali e atti di violenza. Secondo l'INSEE e l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari (ANSM), l'alcol ucciderebbe 49mila francesi ogni anno.

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Nonostante i suoi 9,6 grammi di etanolo ogni 100 ml di prodotto, il vino rosso buono (s'intende) rimane per molti scienziati un alcol diverso dagli altri. Qual è la sua particolarità? Il suo altissimo contenuto di polifenoli. "Molti studi epidemiologici stabiliscono che in piccole quantità, nell'ordine di due bicchieri al giorno durante i pasti, il consumo di vino rosso è associato a una riduzione del rischio cardiovascolare", osserva il professor Jean-Michel Lecerf, direttore del Dipartimento di Nutrizione dell'Istituto Pasteur di Lille.

Il migliore, ossia il più "protettivo", è il vino rosso ottenuto dalla fermentazione di uve nere intere (buccia e semi inclusi). Contiene 107 mg di polifenoli per 100 ml di vino in media, dieci volte più del vino bianco, dello champagne o del rosé. Durante la digestione dei trigliceridi, i suoi polifenoli entrano in azione: riducono la produzione di sostanze ossidanti e il trasporto del colesterolo responsabile di intasare le arterie. Un'équipe dell'Università di Angers ha anche dimostrato nel 2011 che la delfinidina, un pigmento che conferisce il colore caratteristico alle uve nere, stimola le cellule del rivestimento interno delle arterie a produrre ossido nitrico. Avendo questo gas proprietà vasodilatatrici, il sangue circola in vasi più grandi, da qui l'abbassamento del rischio di sviluppare ipertensione.

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Altro antiossidante tipico del vino rosso buono è il resveratrolo, contenuto nella buccia dell'uva. Dotato di notevoli proprietà antinfiammatorie sembra prevenire l'insorgenza di diabete e di alcuni tipi di cancro. Secondo uno studio franco-americano pubblicato nel settembre 2010 su Carcinogenesis modulerebbe l'espressione dei geni coinvolti nello sviluppo sia delle leucemie, sia di alcuni tumori del seno e del polmone. Sembra anche che combatta l'insorgenza della morbo di Alzheimer. Alcuni studi condotti presso l'Università di Leeds (Regno Unito), pubblicati nel febbraio 2013, hanno dimostrato che irromperebbe in uno stadio chiave della degenerazione del cervello: l'accumulo a grappolo di proteine amiloidi sulla superficie delle cellule nervose, principale causa della loro disfunzione. Gli esperimenti che hanno portato a questi risultati sono stati condotti in laboratorio sulle cellule di cervelli animali e umani.

Le proprietà del vino rosso ovvero le proprietà anti-invecchiamento di questo polifenolo non si fermerebbero qui. Un esperimento condotto presso l'Università dell'Arizona in collaborazione con la Harvard Medical School suggerisce che potrebbe addirittura prolungare l'aspettativa di vita. I test non sono stati eseguiti sugli uomini, ma su degli insetti. Alcune api sono state divise in due gruppi. Il primo gruppo è stato alimentato solo con acqua zuccherata, il secondo con acqua zuccherata arricchita con resveratrolo. Risultato: queste ultime, hanno vissuto dal 33% al 38% in più rispetto a quelle del primo gruppo. A marzo 2013, i ricercatori della Harvard Medical School hanno trovato, forse, la spiegazione. Hanno, infatti, dimostrato che questa molecola stimolava il funzionamento delle cellule attivando delle proteine (le sirtuine) coinvolte nel metabolismo energetico.

Nessuno studio, però, mette realmente a confronto l'impatto dell'astinenza e un suo consumo moderato di vino rosso. Per ora gli studi hanno indagato il meccanismo biologico d'azione dei diversi polifenoli somministrati a concentrazioni ben al di sopra di quelli ingeriti quando si bevono quantità ragionevoli di vino. Per ottenere gli effetti descritti sul cervello, per esempio, bisognerebbe ingerire l'equivalente di centinaia di bottiglie di vino al giorno. Alzare il gomito solo per godere dei benefici del resveratrolo non è, però, una grande idea. Inoltre anche altri alimenti come l'uvetta, il cioccolato fondente e il rabarbaro lo contengono. Resta il piacere delle papille gustative, un piacere insostituibile a condizione di restare lucidi. Alla salute!

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Nel mese di giugno 2016, il National Cancer Institute (INCa) e la Santé Publique France sono stati commissionati dalla Direzione Generale della Sanità della Mission Interministérielle de Lutte contre les Drogues et les Conduites Addictives (MILDECA) per presentare delle proposte circa un nuovo dibattito pubblico sull'alcol. Il 4 maggio 2017 è stato pubblicato un parere degli esperti. I quali hanno risposto alla fatidica domanda "quanto vino si può bere in un giorno?". Questi ultimi raccomandano ai consumatori di alcolici di non consumare più di 10 bicchieri a settimana e non più di due bicchieri al giorno per gli uomini e per le donne. "In termini di informazione al consumatore, è importante per loro che questo avvertimento sia presente anche sulle altre bevande alcoliche, così come il simbolo della donna incinta che non deve bere e il numero di calorie per bicchiere", precisa il rapporto.

Essendo il vino calorico promuove lo stoccaggio dei grassi nel tessuto adiposo. "Essendo tossico, l'etanolo deve essere eliminato dall'organismo", osserva il dottor Arnaud Cocaul, medico nutrizionista, autore di S.A.V des régimes (Ed. Marabout). E questa ossidazione avviene a spese di quella dei lipidi, vale a dire a spese della combustione dei grassi. Un consumo ripetuto potrebbe anche portare alla formazione di nuovi adipociti.

Nelle donne, tuttavia, l'aumento di peso sembra essere inferiore a quello che ci si potrebbe aspettare dato l'apporto energetico dell'etanolo (7 kcal/g). Secondo il professor Goya Wannamethee della Facoltà di Medicina di Londra, che ha condotto vari studi in materia, questo fenomeno deriva dal fatto che bere in modo moderato riduce la secrezione di insulina, quindi riduce l'immagazzinamento dei carboidrati apportati attraverso l'alimentazione.

Per quanto riguardo il contenitore dove il vino rosso viene conservato sembra che non avere importanza la dimensione del bicchiere, ma la sua forma. I ricercatori dell'Università di Bristol hanno studiato i fattori che influenzano la velocità con cui beviamo. Le loro scoperte pubblicate nel gennaio 2013 su Plos One hanno dimostrato che si beve il 60% più velocemente da un bicchiere per vino curvo rispetto a un bicchiere per vino dritto. Tendiamo, infatti, a bere rapidamente la prima metà del bicchiere, ma bevendo da un bicchiere curvo perdiamo i punti di riferimento. Beviamo, infatti, quasi il 70% del contenuto pensando di averne bevuto solo metà. Quindi, finiamo il bicchiere più velocemente e siamo tentati a berne un altro.

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