Non avremmo mai dovuto smettere di mangiare fiocchi di latte negli anni 90

Quarant'anni fa erano il top del formaggio light: finiti fuori moda, usati solo per fare la cheesecake, stanno rivivendo negli Usa un momento di gloria come superfood (inaspettato).

Monika Grabkowska su Unsplash

I fiocchi di latte sono un superfood? Negli Stati Uniti è uno degli argomenti più dibattuti negli ambienti del nutrizionismo, con la conclusione drastica che dovremmo tutti rivalutarli, e mai avremmo dovuto cominciare a snobbarli. Modesti, onesti e sinceri, i fiocchi di latte spariscono e poi tornano sulle tavole di tutto il mondo da un tempo infinito che noi italiani non possiamo ricordare. Il motivo è storico: da noi sono spuntati solo negli anni 80, i primi in assoluto sono stati i fiocchi di latte Jocca, e per il loro lancio vennero indicati come componente di una dieta sana ed equilibrata. Perché in effetti, col boom del fitness, le diete dimagranti erano così proibitive e punitive da farci accogliere con commozione un formaggio che non contenesse tutti i grassi del formaggio. Negli Usa, invece, è un latticino di lunghissima tradizione che, secondo quello che dicono oggi esperti come Dave Potter, presidente di Dairy Connection a Madison, nel Wisconsin, interpellato dall’Independent), ritorna nel menu della gente comune circa ogni sette anni. I fiocchi di latte sono nati ai tempi della colonizzazione delle Americhe, quando gli emigranti non se la passavano tanto bene e gli sprechi andavano ridotti al minimo. Il cottage cheese era la ricottina che rimaneva nel pentolone una volta tolta la crema dal latte. Un cibo per poveri, magro ma ricco di proteine preziose. Durante la Grande Depressione era il sostituto della carne, ma è negli anni 70 che gli americani hanno iniziato a usarlo come un prodotto dietetico, un sostituto del burro o del latte intero nelle ricette per ridurre l’apporto di calorie (infatti è un ingrediente della cheesecake). E piano piano si è creato una reputazione di comfort food buono, utile, e senza sensi di colpa.

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Mentre da noi i fiocchi di latte diventavano sempre più popolari, negli Stati Uniti venivano sostituiti con la stessa velocità dalla moda dello yogurt: più esotico, più chic, utilizzato per le stesse ricette con il risultato di un gusto diverso che risvegliava i palati annoiati. Per un bel po’ in America i fiocchi di latte sono stati relegati nel reparto degli alimenti quasi di nicchia, insieme alla panna acida. Ora stanno vivendo una riscoperta inaspettata, secondo l’Independent anche un po’ sospinta dai produttori di latticini che puntano ai giovani, gli yogurt-nativi, che i fiocchi li conoscono poco. Il suggerimento che gli stanno passando è che il cottage cheese sia uno spuntino meno acido dello yogurt, col doppio delle proteine e decisamente ipocalorico: 100 gr di fiocchi contengono circa 100 calorie contro almeno il doppio degli altri formaggi magri. Ci si può accompagnare la frutta come per lo yogurt, ma si possono mangiare puri senza sentire il bisogno di aggiungere nulla. Unico neo, rispetto allo yogurt il cottage cheese contiene sodio, che per i giovani è però un problema solo da associare alla ritenzione idrica (ma la quantità non è poi così tanta da preoccupare davvero). E da noi? Anche da noi i fiocchi di latte, dopo il picco di popolarità, hanno vissuto una lieve flessione e in genere vengono consumati come pranzo veloce in ufficio, un pasto light. E se provassimo invece a cominciare a riconsiderarli come fondamentali per l'alimentazione? E anche a ingolosirli? Un suggerimento: mescolati con un filo d’olio e usati come condimento dell’insalata. È tutta un’altra storia. Cremosa.

Dale Gray su Unsplash
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