“Siete invitati al safari di Taste Of Roma 2018 a bordo di una Vespa. RSVP”. Oh per la miseria. Io non so guidare la Vespa. Nemmeno lo scooter, se è per questo. In macchina sono modestamente Nuvolari e mangio asfalto sul Lungotevere come pochi altri, ma le dueruote le ho affrontate sempre e solo da zavorrina. “Ma non mi fate guidare, vero? Mi pianto alla prima curva” confermo scherzosa alla mail di invito all’anteprima di Taste Of Roma 2018, dal 20 al 23 settembre ai Giardini Pensili dell’Auditorium Parco della Musica (ça va sans dire, uno dei posti più suggestivi dove organizzare un festival di food). Vengo rassicurata: non avrò incontri ravvicinati di faccia sui sanpietrini. A occuparsi della guida ci saranno gli esperti di Punti di Vespa, che si dedicano anima e corpo ai loro motori vintage (urletti di sottofondo) e a organizzare deliziosi tour di Roma in sella, per scoprire punti e prospettive della città eterna che altrimenti ti sfuggirebbero.

Unica raccomandazione: look adeguato al mezzo e, sopratutto, al programma. Che la Vespa servirà a svolazzare tra 4 ristoranti e altrettanti chef romani di fama internazionale che hanno appositamente studiato i loro piatti per la manifestazione. Anfitrioni di un’edizione 2018 più stellata che mai: Taste Of Roma chef come Angelo Troiani, Oliver Glowig, Cristina Bowerman, il tristellato Heinz Beck, Roy Caceres, Giulio Terrinoni, tanto per fare qualche nome. E saranno installate 18 cucine per permettere al pubblico di assaggiare le creazioni incredibili (e accessibili) nei quattro giorni della manifestazione.

Shabu Shabu con orzotto al parmigiano di Kotaro Noda
Courtesy Taste Of Roma

Roma sfodera una delle sue giornate settembrine più belle, col sole caldo e l’aria fresca. Cose da fare a Roma assolutamente: il tour in Vespa e ad ammirare l’arte che si nasconde ombreggiata tra le strade della Capitale. Arte tema portante di Taste Of Roma e chef si sono ispirati proprio al mondo dell’arte figurativa e della scultura per realizzare i loro capolavori di sapore. Il meeting point è al Bistrot 64 Al Flaminio, dove la brigata cresce e lavora sotto l’ala minimalista ed elegante di Kotaro Noda. Ad accoglierci sono le creazioni che lo chef di origine giapponese ha pensato appositamente per la manifestazione food romana e che il giovane, promettente sous chef Giacomo Zezza ha riprodotto in assoluta anteprima per gli affamati foodie: si apre con lo Shabu shabu di Hidagyu con orzotto al parmigiano. Gli fa seguito la sempiterna, assoluta meraviglia degli spaghetti di patate con burro e alici, piatto re della scorsa edizione di Taste, che fa venire voglia di piombare in cucina ad applaudire la brigata (e chiederne almeno un’altra porzione, golosi che non siamo altro).

Con ancora il sapore morbido del burro e alici sulla lingua, è tempo di salire in sella alle Vespe e ammirare il verde rigoglioso che gonfia l’azzurro del cielo sopra il Ponte della Musica, il Lungotevere e le vie squadrate che scendono dolcemente verso il Flaminio. Seconda tappa al Ristorante All’Oro, che ha gli interni tra i più belli dei ristoranti romani. Scuro, vellutato, esteticamente superbo e di lussuosissima classe in ogni dettaglio, è il regno delle creazioni di chef Riccardo Di Giacinto che propone le sue personali versioni della tradizionale cucina romana. Al Taste porterà il suo Macaron Romano, che rivisita l’amatriciana in un assaggio di polentina con cuore di guanciale e pomodoro. Spazietto delicato anche per il Riassunto di carbonara, amuse-bouche di tenerezza pura che accoglie nel guscio d’uovo la spuma di pecorino spolverata al pepe, la morbidezza del tuorlo lavorato e un cubetto croccante di guanciale. Extra tip: prenotate per cena e dopocena, ché il Ristorante All’Oro è all’interno del meraviglioso albergo The H'All Tailor Suite dove rilassarvi dopo un'altissima di food experience.

Macaron Romano di Riccardo di Giacinto
Courtesy Taste Of Roma

Metti la Vespa, mettici Roma, ed è subito Piazza di Spagna. Posto che di Audrey Hepburn con me ce ne fai due, è impossibile non pensare alla maldestra principessa di Vacanze Romane dribblando il traffico del Muro Torto per riconquistare quella Roma antica, dolente, sfuggente di Via Veneto ed epoca annessa. Pre-felliniana, ancora acerba, dolcissima nel rialzare la testa dopo le fatiche della guerra. È la strada (dei ricordi) che conduce sopra Trinità dei Monti, all’Hassler, dove dal sesto piano si viene travolti dalla vista più bella della città. Una Roma lattea, luccicante, punteggiata di poesia. Il fiato termina definitivamente con l’invito nelle cucine di Imàgo all'Hassler da parte di chef Francesco Apreda, una stella Michelin e due stelle azzurre di occhi attenti che spiegano, mescolano, decorano la sua Pasta, Patate e Granchio con cui promette faville. Un piatto dove la sua infanzia napoletana incontra il sapido del granchio (usato nel brodo in cui cuoce la pasta integrale) e le peregrinazioni in India, e seduce la lingua con il curry profumatissimo della crema di patate. C’è tempo per qualche selfie con vista, qualche scatto extra nella luce che taglia i palazzi di fianco all’Hassler prima di rimettersi in sella, ammirando tutti quei terrazzi romani che non si potranno mai vivere realmente.

Pasta, Patate e Granchio, chef Francesco Apreda
Courtesy Taste Of Roma

La tappa conclusiva è Achilli al Parlamento, storica enoteca che più che un ristorante-negozio sembra uno scrigno di gioielli preziosi. Vini fenomenali da tutta Italia e selezione mirata sulla Francia migliore, Barolo e Amarone da collezione, mirate scelte di rum, vodka con scritte in cirillico, gin da far girare la testa. Sindrome di Stendhal versione wine lover. Lo scarto lo fa l‘accoglienza ruvida, anarchica e provocatoria di chef Massimo Viglietti, ex motociclista dall’animo punk, uomo di vento ligure trapiantato a Roma e stella Michelin per il suo lavoro nella raffinata enoteca. Chef presenta un dolce non dolce completamente diverso da ciò che era prefissato, un Gambero Suzette dal gusto esoterico, immediato ma stratificato, che spiazza per sapori e consistenze senza darti il tempo di respirare. Profondamente diverso, unico. Una ricerca che va oltre l’idea del piatto forte e crea dissacrando le certezze.

Il safari di Taste Of Roma 2018 finisce così, con i tacchetti incastrati nei sanpietrini e con il crumble di frolla che rigira il sapore minerale del gambero sul palato. Un’occhiata ad un programma di chef e ristoranti che promette di regalare un’edizione 2018 piena di ispirazioni. Roma da assaggiare, ristoranti di Roma da visitare in un colpo solo, creando il proprio menu personalizzato già sul sito ufficiale. E quando vi ricapita, un tour gastronomico di Roma così.