Abbiamo sempre mangiato i cavolini di Bruxelles nel modo sbagliato (no, la ricetta non c'entra)

Indagine sul perché un ortaggio per gusti forti si è fatto una reputazione skin friendly e sta entrando nella beauty routine delle donne di mezzo mondo.

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Unsplash.com

Cosa c’entrano i cavolini di Bruxelles con la beauty routine? La beauty routine è sacra, va rispettata, è benefica per il corpo e per la mente. Gli antirughe funzionano di più se ci crediamo, dimostrò una ricerca di qualche anno fa, non per effetto placebo, ma perché fidarsi di ciò che usiamo abbassa il livello di stress, tranquillizza, e di conseguenza ne favorisce i risultati. Abbiamo scoperto che lo skincare passa anche attraverso l’alimentazione, ad esempio assumendo più collagene. Il collagene lo abbiamo trovato nel brodo, o lo abbiamo assunto con i rimedi biologici concentrati che ci offre la scienza. Vorremmo scoprire ogni giorno nuovi rimedi e a volte non sappiamo che sono lì, alla portata del nostro… carrello della spesa. E magari ci passiamo davanti ignorandoli. Proprio come facciamo con i cavolini di Bruxelles, a cui invece dobbiamo forse delle scuse e smettere di dire che sono cattivi e hanno un cattivo odore perché loro, invece, ci amano e forse possiamo considerarli degli antirughe naturali.

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Joseph Gonzalez/Unsplash

Premessa: sì, lo sappiamo tutti che mangiare più vegetali fa bene, che rientrano in un regime alimentare più sano ed equilibrato. E quando il corpo è in salute, è normale che l’aspetto generale sia migliore. Eppure, il cavolino di Bruxelles sta guadagnando sempre di più la reputazione di una sorta di superfood grazie agli effetti che ne farebbero un cibo miracoloso (per usare un’espressione abusata). Ma cosa c’è di vero nelle decantate proprietà antirughe del cavolino? La storia parte dal suo alto contenuto di fitoestrogeni che induce anche qualche ginecologo a consigliarne il consumo in menopausa per alleviarne i disturbi. Tutto qui? Solo una questione di ormoni vegetali che mantengono soffice la pelle? In realtà le cose stanno un pochino diversamente e ce lo svela la biologa nutrizionista Chiara Usai.

Keenan Loo/Unsplash

“I cavolini di bruxelles sono ricchi di cumestani che sono, è vero, una classe di fitoestrogeni”, spiega la dottoressa prima di mettere i puntini sulle "i". “Ma i cumestani hanno un debole, se non nullo, effetto sull'essere umano. Gli studi di questo tipo, infatti, si orientano di più sui fitoestrogeni contenuti nella soia, gli isoflavoni, che poi sono quelli che si ritrovano negli integratori e con attività più spiccata”. Quindi l’effetto benefico dei cavolini di Bruxelles sulla pelle è solo una leggenda? Non proprio. Solo che a determinarla è un altro componente (che conosciamo bene, molto bene). “I cavolini di Bruxelles contengono comunque molta vitamina C, e la vitamina C partecipa alla formazione del collagene. Questo effetto si unisce a quelli di minerali come zinco e il rame che proteggono le cellule dallo stress ossidativo. Attenzione però: sulla vitamina C c’è sempre da ricordare che è termosensibile. Quindi niente cotture aggressive, sì alla cottura al vapore”. In breve, da una leggenda siamo arrivati alla verità. Niente miracoli ormonali, ma possiamo (dobbiamo) aggiungere i cavolini di Bruxelles alla nostra alimentazione anche se la causa dei suoi effetti è un’altra. Ciò che conta è il risultato: pelle più morbida e meno rughe.

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