Non abbiamo mai saputo che grattare la noce moscata fosse un atto hardcore

Una spezia comune, sottovalutata, apparentemente innocua potrebbe essere la sostanza più stupefacente che abbiamo a portata di mano?

image
Bruna Branco/Unsplash

Partiamo dall’infanzia: la noce moscata non è molto amata dai bambini che se dovessero scegliere una spezia in cucina, in genere, andrebbero dritti alla stecca di vaniglia. Forse questa istintiva diffidenza ha un perché genetico? Magari è perché, dopo averla usata tanto, spesso e con gusto, potremmo scoprire che una grattatina veloce di myristica fragrans, questo è il nome botanico di una delle più popolari spezie orientali, è uno degli atti più trasgressivi che ci sia capitato di fare con noncuranza, forse quasi come fumare marijuana o peggio, lanciarsi con il bangee jumping. Okay, non andate a gettare tutte le noci moscate che avete in dispensa. Impariamo a usare bene e al meglio quella che possiamo davvero definire come una droga, termine vetusto che si usava quando i negozi di spezie erano drogherie. Perché la noce moscata non è solo una spezia aromatica con qualche vizio di forma, ha anche qualche proprietà terapeutica, è buonissima. E ha una storia sfrontata, da raccontare.

“Nell’antichità”, racconta la biologa nutrizionista Veronica Corsetti “si reputava che la noce moscata avesse proprietà afrodisiache, tanto che era uno degli ingredienti di una pillola d’amore, o veniva tenuta in tasca insieme a una piccola grattugia per essere usata in caso di situazioni conviviali improvvisate”. Purtroppo nel tempo si è scoperto che spesso gli effetti di potenza sessuale attribuiti ad alcuni cibi erano solo suggestione. Per cui si è cominciato a usare la noce moscata in cucina (e basta): in quella italiana non manca mai nella besciamella, nelle zuppe e nelle paste ripiene, nei finocchi gratinati, nei gateau di patate. “Nei paesi nord Europei invece viene utilizzata anche per insaporire pesce, formaggi e come ingrediente di alcuni dolci”, aggiunge la dottoressa, “ma è comunque una spezia con delle proprietà terapeutiche, tra cui le più importanti sono quelle antimitotiche, carminative, antibatteriche. È un antidolorifico naturale, anche per l’artrosi, favorisce la digestione e può essere utilizzata in decotto in caso di nausea, gastrite e indigestione. Per quanto riguarda i valori nutrizionali, è ricca di sali minerali tra cui il potassio, utile nel mantenimento di una buona pressione sanguigna, di vitamine del gruppo B, A e C. Inoltre, contiene acido folico e numerosi flavonoidi antiossidanti, tra cui il betacarotene. Ha un effetto benefico anche su fegato e reni, come coadiuvante nell’eliminare le tossine e dissolvere i calcoli renali”.

Così come i chiodi di garofano, la noce moscata contiene eugenolo, utile contro il mal di denti e per le sue proprietà antibatteriche, utile anche contro l’alitosi, come ingrediente cosmetico per contrastare l’acne e per le irritazioni della pelle. “A livello del sistema nervoso i suoi due componenti miristicina e il macelignan, hanno un potente effetto stimolante sul cervello in grado di contrastare patologie neurologiche come l’Alzheimer”, spiega la dottoressa. “Inoltre può avere effetti calmanti in caso di ansia e stress, per contrastare l’insonnia, migliorare la concentrazione nelle situazioni di affaticamento mentale”. Insomma tutto ok? Mica tanto. La noce moscata, così carina, friendly e apparentemente innocua ha un lato oscuro. “Sì, la noce moscata è tossica ad alte dosi”, conclude la dottoressa Corsetti confermando una delle leggende che circolano su questa spezia, “non se ne possono consumare più di 5 gr al giorno perché potrebbe causare disturbi come eccitazione, palpitazioni e addirittura allucinazioni, inoltre è vivamente sconsigliata in gravidanza perché il consumo frequente può provocare le contrazioni”. Insomma, come dicono gli spot dell'alcol? Consumala responsabilmente.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Food