Mettiamo una pietra sull'eterno dilemma "la frutta è meglio con la buccia o senza?"

Sì, no, dipende: il modo migliore per mangiarla, e per trarne il massimo dei benefici, cambia da frutto a frutto e non è sempre come ci aspettiamo.

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C’è un paradosso in corso, ed è quello per colpa del quale si vedono in giro, più all’estero che in Italia, confezioni in plastica con dentro frutta già sbucciata. Negli Stati Uniti si trova in distributori automatici e suscita un po’ di perplessità nei turisti che vengono da paesi come il nostro, o la Spagna, la Grecia, il Sudamerica dove di frutta se ne consuma tanta e fresca. È molto comodo, dicono i produttori, e permette di mangiarla nelle situazioni in cui non hai un coltello, o non c’è modo di lavarsi le mani dopo. E poi, dicono, la buccia è antigienica, è un ricettacolo di polvere, di pesticidi e di conservanti, che mentre sbucciamo si trasferiscono dalle nostre dita al frutto (e quando viene fatto da chi la confeziona, invece no?). E si riapre l’annosa, decennale, generazionale domanda: la frutta è meglio con la buccia o senza?

Dipende. Cominciamo con la più banale, La buccia della mela. Le mele vengono coperte in genere da uno strato di una sostanza cerosa di diversa natura che serve sia a rallentarne la maturazione, sia per renderle più lucide e belle. Queste sostanze sono in genere innocue, anche se esistono quelle più o meno biocompatibili che vanno dalla cera d’api alla gommalacca. Se vogliamo mangiare una mela a morsi è quindi consigliabile che sia biologica, altrimenti, tenerla immersa in una soluzione di acqua e bicarbonato dovrebbe bastare, così come prova un test pubblicato dal Journal of Agricultural and Food Chemistry. Comunque, la buccia della mela non ha proprietà particolarmente diverse dalla polpa, oltre a una maggiore quantità di fibra.

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La buccia degli agrumi. A nessuno viene voglia di mangiare un arancio con tutta la buccia. Però può capitare di usarla per altri scopi. Ad esempio, a pezzetti per aromatizzare l’impasto dei dolci, nella crema pasticcera, nel condimento delle olive nere. Anche in questo caso, molto meglio il biologico. La maggior parte degli agrumi nostrani o importati è infatti irrorata di difenile, una sostanza che può far conservare un’arancia o un limone per settimane, anche mesi. Al contrario delle cere della mela, il lavaggio con bicarbonato non elimina il difenile, e non c’è prova che rimanga solo sulla buccia, tra l’altro. Ma meglio non mangiarla.

La buccia dei fichi. Con l’arrivo dell’estate tornano anche i fichi, forse la frutta più amata in assoluto. C’è il detto popolare secondo cui la buccia dei fichi sarebbe la parte migliore, ma gira anche la leggenda che sia velenosa, come si dice del latte di fico, la sostanza che scaturisce dai rami rotti (e che qualcuno creda ERRONEAMENTE che sia un buon abbronzante). La buccia dei fichi è ruvida per cui trattiene molto la polvere e smog, ma in genere è una di quelle meno trattate. È effettivamente buona di sapore e ricca di nutrienti per cui, okay a mangiarla, purché il frutto non venga dal ciglio di una strada trafficata, e comunque ben lavata.

La buccia della pera. Le pere non vengono spennellate di cera per renderle lucide, come le mele, ma non sono esenti dal trattamento con pesticidi e conservanti, per cui è sempre meglio, se si vuole mangiare la buccia, cercare rigorosamente quelle biologiche. La buccia della pera infatti fa benissimo perché è ricca di minerali come potassio e rame, di vitamine come la C e la K e di fibre. Proprio queste ultime possono fare da controindicazione. L’eccesso di fibre può infatti essere molto fastidioso per chi soffre di diverticolite quando è nella fase acuta con i crampi. Per tutti gli altri, la buccia di pera è ottima per stimolare la motilità intestinale.

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La buccia della frutta esotica. Qualcuno se lo sarà chiesto ma è meglio fugare ogni dubbio: decisamente no. A parte che nella maggior parte dei casi è dura e non attraente, c’è per esempio quella del frutto del dragone che è addirittura tossica e bisogna fare attenzione a non mangiarla accidentalmente. Se non bastasse, la frutta che viene da lontano è completamente coperta di conservanti chimici per impedire che si guasti durante il viaggio e i lunghi stoccaggi.

La buccia dell’anguria. Mai presa in considerazione? Eppure non solo è commestibile, è anche buona ed è alla base di ricette interessanti, soprattutto in Brasile. Ci si può fare la confettura, si può marinare sotto aceto, ci si preparano piatti salati a base di vino bianco e molto altro. Sempre solita regola: molto pulita e possibilmente di provenienza del campo del contadino. In attesa dell'arrivo delle banane con buccia commestibile. Pare che siano in arrivo a breve e saranno un supersnack.

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