La curiosità è femmina: confessioni di donne e del loro rapporto con i cocktail

Abbiamo parlato di drink con tre donne (molto diverse), sorseggiando un Moscow Mule

Fever-tree Moscow Mule
Duccio Brachi

In occasione della nona edizione di #casaMC durante la settimana della moda di Milano ci siamo soffermate su un tema a (tutte) noi molto caro. Parla di donne e di una della cose che amiamo fare di più: concederci un momento di relax, divertimento, intimità, condivisione in compagnia di un drink. Abbiamo parlato con tre donne, diverse per età e professione, interrogandoci insieme su quello che è il rapporto femminile con i cocktail al giorno d'oggi. Parliamo ancora di cocktail genderless? Siamo incuriosite dalla scoperta o temiamo l'avventura? Una cosa è certa: il drink perfetto è la chiave di svolta di una serata inaspettatamente speciale, il richiamo delle sensazioni più dolci, il segreto per conoscere - ancora meglio - noi stesse. Queste le risposte emerse al party di #casaMC sorseggiando un Moscow Mule firmato Fever-Tree.

Chiara - Fashion editor & Digital buyer, 35 anni

Nel 2019 siamo finalmente arrivati al cocktail genderless o siamo ancora a distinguere cocktail femminile e maschile? Assolutamente genderless, e finalmente il concetto ha toccato non solo il cocktail in sé, con i suoi ingredienti, ma anche il momento in cui decidiamo di concederci un drink, magari in trasferta, da sole, al bancone di un hotel senza sentirci più fuoriluogo.

Quali sono i momenti in cui ti concedi un drink? Quando raggiungo i miei amici dopo il lavoro, quando sono le sette al mare, quando scopro un bicchiere dalla linea bellissima in un mercatino vintage.

Quali sono le caratteristiche che rendono un drink perfetto? Sapidità e cremosità insieme: e non deve mai mai mai mai essere annacquato dal troppo ghiaccio.

Sei un’abitudinaria o ti piace la novità? Sono abitudinaria e legata ai luoghi dove bevo e cosa. Adoro sperimentare quando sono molto lontano da casa.

¾ di un drink sono il mixer, ma tutti parlano del liquore. Quanto importante è per te il soft drink? Tanto quanto, perché basta una tonica scadente per rovinare tutto.

Ci racconti della tua prima volta, con un Moscow Mule? Ibiza 2008, ultimo tuffo alle nove di sera. E quella mug color bronzo che rendeva speciale il sapore.

Marella Batkovic - Bartender, 28 anni

Quali sono le caratteristiche che rendono un drink iconico, un grande classico? Ricordo ancora la volta in cui il mio responsabile bar mi disse "Preparati, fra una settimana esce il nuovo menu e ne abbiamo solo undici pronti... il dodicesimo sta a te." Non ne avevo mai creato uno, in più lui era un ragazzo di poche parole, grandi urla ma tanti valori, sapevo che si aspettava da me un drink che fosse degno del duro lavoro che aveva fatto per darmi una formazione professionale da permettermi di stare dietro al banco di un locale così importante, così, non dormii per tre notti pensando proprio a questa domanda: cosa avrebbe fatto sì che il mio drink fosse quello più richiesto dai clienti nel nuovo menu? È una domanda per la quale bisogna interrogare se stessi, ed esaminare quello che cerchiamo in quei rari momenti quando siamo proprio noi i clienti al banco. Un cocktail deve saper migliorare la tua giornata, qualunque sia il tuo umore.

Un cocktail deve saper migliorare la tua giornata

Studiando gli ingredienti, i profumi le spezie e gli aromi, ogni gusto e odore ci riporta ad un ricordo della nostra vita, come la menta ricorda la freschezza dell’estate, il ginepro o il rosmarino ci riportano alla spensieratezza della primavera. Io credo che la chiave sia una: il bilanciamento degli ingredienti, pochi ma giusti, purché ognuno di essi sia interconnesso. L'amaro si lega con un dolce, così come l'aspro si lega con il salato.

I tuoi cocktail sono frutto di un pensiero maturato nel tempo oppure sono il risultato di un’improvvisazione nata sul momento? I miei cocktail sono quasi sempre creazioni fatte sul momento, ispirate a volte, da grandi classici come Sazerac o Manhattan. Il locale dove lavoro fortunatamente mi permette di avere contatto con i clienti sia al banco che nella sala del ristorante e questo ci aiuta ad instaurare un rapporto di fiducia, per quanto alla domanda “Cosa posso farvi?" sentirsi rispondere “Fai tu ci fidiamo" tutti i giorni può essere stancante, ma vi assicuro che non c’è soddisfazione maggiore della loro reazione e fiducia.

Dal punto di vista tecnico, quanta importanza ha il mixer nella creazione di un cocktail? Credo che a questa domanda si possa rispondere con lo slogan stesso che troviamo sul packaging di Fever-Tree: "If ¾ of your gin tonic is tonic, mix with the best."

L’acqua tonica, la ginger beer o la limonata spesso vengono sottovalutate, sia dai clienti che dai baristi, ma basta pensare che per la maggior parte dei casi sono quasi sempre utilizzate per drink con solamente due componenti: gin & tonic, vodka lemon, o whisky soda. Detto questo la mia risposta e più che semplice, la qualità della tonica è importantissima. Per esempio, i soft drink Fever-tree permettono di giocare con l’abbinamento dei diversi distillati a piacimento del cliente, la vastità e la qualità delle spezie utilizzate nelle toniche rendono possibili a noi barman un infinità di accostamenti tra un gin più secco e una tonica più floreale o con una quantità di chinino più marcata.

Ci racconti della tua prima volta, con un Moscow Mule? Per raccontarvi della mia prima volta con un Moscow Mule devo tornare a luglio di sette anni fa, quando lavorando in uno dei posti più belli dell’universo, scavato dentro ad una grotta sul promontorio di Portofino. Il mio capo ebbe l’idea di offrire ai suoi dipendenti un aperitivo prima dell’assalto dei turisti durante la stagione estiva, purché se lo preparassero da soli.

Un'ottima abitudine che ha aiutato ad alimentare la mia curiosità nel mondo delle toniche e della miscelazione. Quindi si, il mio primo è stato fatto da me, per me ai Muagetti. Vi consiglio il posto, soprattutto se accompagnato da un Moscow Mule.

Osservando i tuoi clienti, noti un approccio diverso al mondo dei drink tra donne e uomini? Questa è la domanda più difficile, racchiudere con la sola parola “donne" un’unica categoria è più che diminutivo. Ci sono almeno due gruppi di donne che frequentano i locali: quelle libere che vengono per condividere un piacere, e che sono le più curiose, poi ci sono quelle che vengono solo per il gusto di criticare perché fanno fatica a preferire una barista femmina piuttosto che un maschio. Non sto neanche a dirvi quali sono le mie preferite. In ogni modo si, l’approccio è diverso, la curiosità è femmina.

Ludovica - Web & Instagram editor, 27 anni

Cosa rende un drink perfetto? Un balance da manuale tra le note acide, dolci, amare. Il plus? Una bevanda alcolica vellutata sul palato, non aggressiva.

Quanto spesso hai voglia di sperimentare con i drink? Voglia di un drink? Appena l’orologio segna le 19… Amo mixare toniche, centrifughe e succhi con gli alcolici che ho in casa sul momento. Spesso mi lascio abbindolare da qualche bel packaging fra le corsie beverage del supermercato.

Un balance da manuale tra le note acide, dolci, amare.

¾ di un drink sono il mixer, ma tutti parlano del liquore. Quanto importante è per te il soft drink? La qualità del soft drink è fondamentale tanto quanto la componente alcolica. L'aggiunta della Ginger Beer Fever-tree nella ricetta del Moscow di questa sera è stato un'inaspettata e piacevole rivisitazione.

Ci racconti della tua prima volta, con un Moscow Mule? Un bagnasciuga sardo, una notte(inoltrata) di mezza estate, un bancone “sugli scogli” molto speciale…

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