Azzardi e miti dell'ananas in lattina, primo superfood dalla vita misteriosa

Bruciagrassi, riserva di fibre, comodo da servire: tutto quello che c'è da sapere (o smentire) sul frutto tropicale che dagli anni 80 a oggi ha rotto più scatole di tutti.

Molto tempo prima del concetto di superfood, negli anni 80 il superfood per eccellenza era lui, l’ananas. In quel periodo di scoperta dell’aerobica e del bodybuilding anche per donne, l’ananas era il bruciagrassi che non poteva mancare a fine pasto, considerato addirittura in grado di rimediare ai disastri di pranzi e cene natalizi azzerandone le calorie. Boom di vendite, poi siccome sbucciarlo è una gran seccatura, si prende d’assalto l'ananas in lattina. Però, il dubbio: ma come fa a essere dimagrante con tutto quello sciroppo dentro? E allora le aziende si adeguano e mettono in commercio anche l'ananas in scatola senza zucchero, e via a comprarne quintali. Ma il dubbio è rimasto sempre. Questo bellissimo frutto tropicale ricco di vitamine, in particolare vitamina C, di enzimi, antiossidanti e di manganese, può aiutare a rafforzare il sistema immunitario, a costruire ossa forti e aiutare la digestione. Fresco ha poche calorie. Ma è vero che quando diventa ananas in scatola si trasfigura? E dopo ci si chiede: l'ananas in scatola fa bene? Fa male? Non serve a nulla?

Se parliamo di comodità, è ovvio che sia l’ananas sciroppata che quella al naturale vincono in scatola; non dobbiamo sbucciarle e tagliarle: “e si conservano molto più a lungo perché contengono conservanti, per cui le tieni nella dispensa e le tiri fuori quando non hai frutta fresca in casa”, dice la biologa nutrizionista Giulia Vincenzo. “L'ananas sciroppata è più dolce perché viene addizionata con sciroppo di glucosio che ne migliora la conservazione e ne esalta il sapore, perché lo zucchero smorza il sapore acidulo rendendola effettivamente molto buona. Si presta bene per le macedonie e tutto il resto che viene in mente, ma qualche problema c’è. Di sicuro, confermo impoverimento vitaminico, ad esempio della vitamina C che è molto delicata e va parzialmente persa con alcuni processi, durante l’esposizione all’aria per privarla della buccia e del gambo interno; tra l’altro, il cuore è la parte più ricca di bromelina, per cui eliminarlo vanifica l’obiettivo di assumerne tanta. Vero che l'ananas conservata ha più fibra perché si disidrata un po’, però nel complesso aumenta la quantità di alimento che si mangia”. Teniamo conto, quindi, che l’ananas fresco calorie ne ha 50 ogni 100 grammi, mentre quella al naturale in scatola ne apporta 60. Quella sciroppata "ci costa" 35 calorie a fetta.



“L’ananas in scatola fa dimagrire? È sana? Non esattamente”, conclude la dottoressa Vincenzo. “Mille volte meglio, sempre, consumare l’ananas fresco, in cui le vitamine sono di più e la bromelina è più attiva, perché è un enzima. L’ananas non fa dimagrire, non brucia i grassi ma è antiedmigeno e antifiammatorio, ovvero: la bromelina contenuta nel gambo dell’ananas – che, ripeto, nessuno in genere mangia – si consiglia molto a chi soffre di edema con gambe gonfie, o si un ingorgo mammario durante l’allattamento; ma le quantità di gambo di ananas che bisognerebbe mangiare sono tali che bisognerebbe assumere insieme anche una gran quantità di zuccheri. Comunque, la bromelina è un digestivo perché spezza le proteine, ma niente di più. Non mitizziamola”.

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