La tavola di Natale diventa più intima (e magica)

Le festività 2020 saranno più raccolte, riservate alla famiglia ma non per questo meno magiche. I consigli d’autore per una perfetta mise en place.

tavola di natale di westwing italia
Courtesy Westwing

Sarà un Natale, diverso, lo sappiamo. Ma potrebbe essere più intimo di quelli passati. Per molti, la scelta di trascorrere feste e ricorrenze tra le mura di casa potrebbe improvvisamente acquistare un significato nuovo, più autentico e suggestivo.

Chi ha trascorso Natali d’eccezione è Alice Etro, figlia maggiore di Kean Etro, cresciuta in una famiglia dove l’amore per l’arte e la ricerca di bellezza fanno parte del dna. Direttore creativo di Westwing Italia, piattaforma di design per la casa, Alice confessa di apprezzare uno stile un po’ più disinvolto rispetto a quello del mondo del lusso: «Si può cercare un bel compromesso tra qualità e costi, io adoro il mio lavoro proprio perché mi permette di scovare realtà artigianali italiane più democratiche e con storie da raccontare». Abituata a festeggiare «con una famiglia super allargata e un sacco di nonni», sorridendo confessa che un Natale “pochi ma buoni” potrebbe anche non essere male. E che l’invitato speciale quest’anno, almeno per lei, sarà un tablet : «Mio fratello vive a New York, abbiamo imparato che la tecnologia annulla un po’ le distanze, staremo insieme almeno virtualmente».

Secondo Alice Etro, il fai-da-te creativo trasforma anche la più semplice delle tavole casalinga. Una stecca di cannella legata ai tovaglioli aggiunge una nota olfattiva. I calici messi a testa in giù diventano originali segnaposti, con all’interno un rametto d’abete o un biglietto con il nome del convitato. Una grande ciotola, magari in stile vintage, si trasforma centrotavola «se la si riempie con bacche e fili di rame luminosi, che non a caso si chiamano fairy light, proprio perché creano un’atmosfera magica e sognante». Bello anche fare i preparativi insieme, con gli affetti più intimi. Perché, per Alice, «mai come quest’anno credo sia importantissimo riscoprire il bisogno di stare insieme, in una modalità più tranquilla e vera». E meglio non si potrebbe dire.

La mise en place si impara. E non è una questione di etichetta, ma di indicazioni azzeccate. Come quelle di una guru dell’interior design come Rita Konig, autrice del best seller Domestic Bliss (Luxury Books), che nel suo sito dà consigli su tutto, dai regali agli addobbi per le feste. La tavola in particolare «deve brillare, l’oro è la componente indispensabile». Come il mazzo di vischio appeso ogni anno in corridoio, hai visto mai... Pranzi allestiti con assoluta eleganza e opulenza sono quelli di Aerin Lauder nel suo nuovo libro Entertaining Beautifully (Rizzoli New York). Senza scomodare le meravigliose porcellane di nonna Estée, qualcosa si può copiare: magari il menu stilato a mano dall’amico con una bella calligrafia. O meglio ancora dai propri bambini, teneramente imperfetto. Algria Ferreira-Watling, makeup artist sudafricana che nel suo portfolio ha star del calibro di Charlize Theron e Solange Knowles, nella sua casa di Cape Town adotta le ambientazioni più naturali e tranquille«Decorare casa, preparare un pranzo di Natale, richiede un tocco di lusso. Ma non esiste un’interpretazione giusta o sbagliata di ciò che questo può significare. Si può scegliere uno stile fané e molto evocativo, o qualcosa di più altisonante. Fondamentale è che ciò che vedi ti renda felice», spiega. Lei, per esempio, consiglia tutte le tonalità del grigio, dal gesso al carbone, «giocando su diverse sfumature e consistenze. Suggerisco una tovaglia di lino dalle dimensioni generose, in modo da arricchire anche un tavolo modesto. Se le si hanno, bene le posate d’argento, purché non le si lucidi troppo, la patina ha un fascino tutto suo».

E infine si può attingere alla natura, raccogliendo rametti, foglie aromatiche, baccelli e semi che diventano ghirlande dalle forme libere, fermatovaglioli, segnaposti. Magari da decorare con dei fili dorati, perché è Natale, dopotutto: un tocco sfavillante non deve mancare.

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