Il nuovo documentario su Anthony Bourdain ci fa stare male, ci fa stare bene

A tre anni dalla morte, Roadrunner riavvolge la vita dello storyteller, chef ed esploratore gastronomico.

Era lui il roadrunner per eccellenza. Chilometri sotto le scarpe e occhi spalancati su un mondo da scoprire, comprendere, divulgare. Senza sostituirsi mai alle voci originarie, accogliendo il racconto di tradizioni a rischio estinzione, perdita o discriminazione con braccia e bocca aperta, mangiando il mondo. Anthony Bourdain è stato questo e molto di più, capace di interrogare e interrogarsi sul senso di un boccone e della condivisione. A tre anni dall'addio a questa vita, il documentario Roadrunner: A Film About Anthony Bourdain del regista premio Oscar Morgan Neville, riavvolge l'archivio magnetico delle esplorazioni dello chef che, uscendo dalle cucine, si è fatto principale responsabile della conoscenza della cultura del cibo, e staccandosi dalla comodità è riuscito a cambiare il concetto di viaggio gastronomico. Non senza esporre i difetti e fragilità che non gli mancavano, dei quali Bourdain non ha mai fatto mistero.

Getty Images

Il titolo del documentario è poeticamente irrequieto quanto la sua curiosità, e la canzone Roadrunner dei Modern Lovers accompagna il riassunto del trailer ufficiale. Il contrappunto armonico è affidato ad amici, chef, compagne e vip che seguono le immagini inedite e sorridenti del gastroflaneur del nuovo millennio, un espediente (auto)narrativo già utilizzato nell'ultimo libro di Anthony Bourdain, il postumo World Travel: An Irreverent Guide basato sui suoi appunti di viaggio e completato dalla sua assistente Laurie Woolever (per ora solo in inglese). Ma il solista resta ancora lui, lo chef che svelò i kitchen confidential, le padelle volanti e i cuochi rockstar. Un autentico romantico, che non voleva stare al centro della scena, ma uscirne. "Non è mai stata solo una questione di cibo, era Tony che imparava ad essere una persona migliore" ascoltiamo nel trailer. La direzione di Neville ha lavorato sulle ore di girato delle trasmissioni tv e doc precedenti, Parts Unknown e No Reservation, liberando la voce sola di Anthony Bourdain per far raccontare l'unica storia che non poteva più aspettare: la sua. Con delicatezza, si srotola anche il tema della difficoltà di Bourdain a parlare della sua salute mentale. La première mondiale del documentario su Anthony Bourdain sarà l'11 giugno al TriBeCa Film Festival di Robert De Niro, nelle sale arriverà poco più di un mese dopo, il 16 luglio, ma i biglietti sono andati sold out già in prevendita. La data di uscita per l'Italia non è ancora stata stabilita, né si sa se Roadrunner uscirà direttamente in streaming o se farà un passaggio nei cinema riaperti.

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