Jeff Bark ha sigillato Roma in un garage di New York

Uno scantinato della Grande Mela può contenere tutta La Città Eterna? Tutto sulla mostra del fotografo statunitense Paradise Garage.

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Courtesy Photo

Mentire per dire la verità è un'arte sopraffina, praticata da Jeff Bark con tutta l'ambiguità che tradisce l'artificio, svela l'inganno e l'estetica sofisticata (contraffatta) del desiderio. Il resto lo lascia a noi, ogni spettatore invitato a riconoscere quello che si agita sotto la superficie delle immagini e dell'immaginario. L'abilità di esaltare l'incanto di moda e bellezza meno convenzionali, lo ha reso uno dei fotografi fashion più apprezzati della sua generazione. Il modo in cui ha ricostruito Roma in un garage di New York, rendendo contemporaneo il Grand Tour del XVIII secolo, spinge anche i viaggi della fotografia verso nuove frontiere. State cercando il Paradiso? Nessun problema, è in tour in Europa con Jeff Bark – Paradise Garage, esposto al Palazzo delle Esposizioni di Roma (fino al 28 luglio 2019) e Jeff Bark: Still Life from Paradise Garage alla Michael Hoppen Gallery di Londra (fino al 30 agosto).

Paradise Garage Jeff Bark, Overtime, 2018
© Jeff Bark, courtesy the artist, Azienda Speciale Palaexpo
Surveilance - Jeff Bark, Father and Son, 2019
© Jeff Bark, courtesy the artist, Azienda Speciale Palaexpo

Sei metri quadri di garage nel cuore di New York, bastano a compiere un tour della città eterna? Forse no, ma Jeff Bark ha fatto di meglio, lo ha reso un viaggio nel mondo interiore di ognuno di noi. Una breve visita a Roma ha fornito sicuramente lo stimolo iniziale, ma le spedizioni compiute per anni nei mercatini delle pulci americani hanno procurato il resto. Parrucche posticce, fiori finti, i soliti souvenir e molti oggetti d'uso comune, animano la messa in scena di quello che fa il verso alla percezione della realtà, tra ciliege, tartarughe, vecchi galeoni, giovani romei e i ritratti più femminili degli uomini. Nel Grand Tour di Bark, il garage sparisce per lasciare spazio alla messa in scena di ricordi, frammenti d'immaginario e qualche cliché che svela sempre tanta verità alla nostra percezione. La maestosità di miti e cliché prende vita in uno spazio ridotto, tra contrasti, chiaroscuri e ambiguità, mentre la statuetta dell’Arcangelo Michele non ci guarda dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, ma dal pavimento di Hash, tra piante, arredi d'interni e demoni da schiacciare.

Paradise Garage Jeff Bark, Just After Hour, 2018
© Jeff Bark, courtesy the artist, Azienda Speciale Palaexpo
Paradise Garage Jeff Bark, Overtime, 2018
© Jeff Bark, courtesy the artist, Azienda Speciale Palaexpo

Overtime ci introduce in un ambiente più conviviale, con un apparecchio tv d'altri tempi, tovagliette di carta da trattoria, stampe alimentari e posate di plastica (in un bicchiere che potrebbe nitrire o galoppare su una scacchiera), mentre una delle copie scultoree della Venere Callipigia (in greco "Afrodite dalle belle natiche"), è pronta a servire gli spaghetti nel 'peplo' che solleva, dandoci le spalle e il suo tornito lato b. Questa immagine serve ben più del pranzo mentre nutre l'immaginazione, con la giusta dose di ironia. Il percorso espositivo, curato da Alessio de’Navasques per la prima personale italiana dell'artista statunitense, attraversa le sale del Palazzo delle Esposizioni di Roma e il tempo, con cinquanta opere inedite. La rielaborazione contemporanea delle grandi quadrerie dei palazzi nobiliari romani, trasfigura le diverse stanze, insieme alla tradizione delle eterogenee collezioni seicentesche e della natura, viva (agreste come l'Agro Romano) e morta (di plastica). La percentuale più verde del progetto contempla anche la Passiflora, richiamando la passione amorosa e quella di Cristo.

Jeff Bark. Paradise Garage. Exhibition view, Palazzo delle Esposizioni, Roma 2019
© Jeff Bark, courtesy Azienda Speciale Palaexpo
Jeff Bark, David (Maria), 2018
© Jeff Bark, courtesy the artist, Azienda Speciale Palaexpo
Jeff Bark, David Purse in front of his female portrait, installazione "Jeff Bark – Paradise Garage" al Palazzo delle Esposizioni di Roma
© Jeff Bark, courtesy Azienda Speciale Palaexpo

Un giovane Romeo in costume d'epoca e susine fresche, attraversa i corridoi del tempo con tutti i segni della tragedia shakespeariana, mentre una galleria di ritratti femminili di David Purse (scelto dal fotografo per i suoi singolari tratti somatici) riflette su identità, metamorfosi e doppio. Tutto parte e torna nel garage dell'artista, protagonista dell'installazione che conclude idealmente il percorso espositivo, lasciando entrare ogni visitatore in Paradiso. Nell'unico Paradiso possibile, dove stipiamo sogni e desideri e Jeff Bark mette in scena l'arte di contemplarli.

Chiara Caracciolo e il curatore Alessio de’Navasques, installazione "Jeff Bark. Paradise Garage" al Palazzo delle Esposizioni di Roma
courtesy Azienda Speciale Palaexpo
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