"Come scrivere il curriculum perfetto" è la domanda che ci siamo posti tutti almeno una volta

Nell'arte di sapere scrivere un curriculum vitae è racchiuso il nostro destino, e questo è il modo migliore per confezionarlo.

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Regola aurea: secondo molti cacciatori di teste è il post-vacanze estive il periodo in cui le aziende si guardano intorno per arricchire o rinnovare le risorse umane. Questo va bene quando si vuole cambiare lavoro, quando se ne ha già uno che non ci piace più. Per trovare lavoro quando invece non se ne ha, bisogna darsi da fare in qualsiasi momento dell'anno ci si trovi. Per cui rimbocchiamoci le maniche con ottimismo. Si dice che in Italia il curriculum conti poco e che il lavoro si trovi solo col passaparola (i più pessimisti dicono addirittura solo “con le raccomandazioni”). Invece non è vero e possono testimoniarlo in tanti. Le nostre competenze, se ci sono, prima o poi incontreranno qualcuno a cui servono molto. Magari non sarà subito il lavoro dei sogni, ma piano piano e con pazienza, se c'è determinazione, ottenerlo non è un obiettivo impossibile.

Tornando al pregiudizio verso le sorti del nostro curriculum vitae, invece è incoraggiante sapere che aziende più importanti iniziano la preselezione del recruting proprio da quel documento che abbiamo tracciato con attenzione, che se ben fatto è già da solo, a prescindere dal contenuto, un assaggio di ciò che il candidato produrrà in azienda, del suo stile e della sua cura per i dettagli. Ma come scrivere un curriculum efficace? Si può chiedere consiglio a un amico capace, cosa che facciamo quasi tutti. Però ci sono anche indicazioni di esperti come Ali, l’Agenzia per il Lavoro Italiana, che lo spiega in dieci punti da studiare con attenzione.

Photo Andrew Neel/Unsplash

#1 One size fits all? No proprio per niente. Il CV perfetto deve essere anche confezionato o modificato in base al destinatario. Informazioni che sono cruciali per fare colpo su un’azienda possono essere irrilevanti per un’altra. Quindi enfatizzare contenuti e parole chiave su misura per ogni azienda e usare un lessico in linea. Esempio: se ci si candida come social media manager per una radio privata non useremo il linguaggio per la stessa candidatura in un ufficio istituzionale.

#2 L’occhio vuole (prepotentemente) la sua parte. Mettetevi nei panni di chi ne valuta decine, se non centinaia ogni giorno (Ali ne smista 500mila all’anno, per dire). Inevitabile che in un momento di noia possa raggiungere la soglia dell'attenzione ed entrare in modalità automatica. Arricchendo invece il cv con elementi grafici si risveglia e attira l’attenzione del recruiter. La grafica digitale non serve solo a fare i meme. In caso, chiedete aiuto a un professionista.

#3 Colate di piombo, anche no. Aggiungere accorgimenti grafici graziosi che attirino l’attenzione non significa gettare tutto nello scompiglio. La facilità di lettura del CV la leggerezza del colpo d’occhio deve rimanere un fattore fondamentale. Divisione in paragrafi ordinati e spazi bianchi (adeguati) che diano respiro al documento.

#4 Salve, sono io. Aprire sempre il curriculum con qualche riga di presentazione che descriva chi siete e dove puntate ad arrivare. Chiariamo da subito i nostri obiettivi (e inserire subito i nostri titoli professionali) serve a catturare l’attenzione del recruiter e fa effetto.

#5 Distinguersi dalla massa. Non usare frasi fatte come “capacità da team leader” o “carattere aperto e solare”. Sono qualità che vanno bene per qualsiasi lavoro, mentre invece bisogna specificare quelle necessarie a QUEL lavoro.

#6 Scegliere cosa proporre. È ora di togliere dal cv le esperienze troppo datate, o non più rilevanti perché ne avete fatte di molto più prestigiose. Il CV non deve essere una lista dove buttare tutto in base al principio “più è meglio è”. Anche perché troppo turnover può risultare addirittura sospetto. Piuttosto, inseriamo qualche hobby e qualche attività sportiva che comunichino determinazione, pazienza, tenacia, energia, a seconda della posizione lavorativa a cui si aspira.

#7 Niente tecnosauri. Squadernate le competenze tech, dal funzionamento dei social media all’uso dei device di ultima generazione (per lo meno, dimostrare di saperne l’esistenza). Non c’è niente di più irritante, a un colloquio, dell'atteggiarsi al ruolo di alternativo che si tiene a distanza dalla massa fingendo di non sapere l’esistenza di Facebook (altra frase sfoggiata in questi casi: "non ho la tv"). Ci facciamo solo la figura di quelli che hanno vissuto nella casa del Grande Fratello per dieci anni.

#8 Casa dolce casa. Sembra strano, ma conta anche l’indirizzo riportato sul CV. Se la residenza è diversa e lontanissima dalla città in cui effettivamente viviamo meglio riportare il domicilio, se più vicino. O al limite, meglio presentarsi con un indirizzo che includa solo nome e cognome, evitando numeri o nickname, per dimostrare serietà e professionalità. E se volete includere l’email, usatene una che comunichi serietà. capricorninafelice87@vattelelapesca.it in un curriculum decisamente, no.

#9 Oltre il lavoro. Un curriculum efficace, infine, dà il giusto spazio anche a sport e hobby, purché citati strategicamente. Attività come giardinaggio o yoga possono ad esempio dimostrare equilibrio e tranquillità, mentre passioni più impegnative come il trekking o discipline orientali come Karate trasmettono un tratto di tenacia e ordine mentale, tutte soft skills molto apprezzate e ricercate dai recruiter che si basano sempre più anche sulle passioni extra lavorative per ottenere informazioni più accurate sul candidato.

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