Il 1 novembre 2017, la financial editor della NBC e del Today Show Jean Chatzky pubblicò un tweet con la formula magica su quanti soldi avere da parte all’anno in base alla propria età. “A 30 anni dovrete avere l’equivalente del vostro salario annuale messo da parte. A 40, 3 volte tanto. A 50 anni, sei volte. A 60, 8 volte. E al momento della pensione, 10 volte tanto”. Di fronte alla freddezza matematica delle cifre, molti insorsero accusando la giornalista di promuovere parametri totalmente irreali da rispettare. Negli USA, dove molti 30enni sono gravati dai debiti per pagarsi i costosissimi college, è impossible riuscire a mettere da parte i soldi nelle quantità annuali indicate da Jean Chatzky. Ma in Italia, dove pure le università costano almeno un paio di zeri di meno, non è tanto diverso. Geograficamente parlando, come risparmiare soldi è un'urgenza universale.

Non si sa esattamente quanti soldi mettere da parte ogni anno prima dei 30, dei 40 e i dei 50 anni, bilanciando shopping e viaggi con le necessità impellenti dei conti quotidiani. L’unico modo per scoprirlo è pensare ad un obiettivo cui avvicinarsi il più possibile: la stessa Jean Chatzky su Twitter aveva replicato sostenendo che più che guardare alle tappe, si dovrebbe mirare a qualcosa di più grande. Lo scenario completo, non il particolare: “Lo capisco, sono cifre oltraggiose in un periodo storico in cui molti di noi non riescono nemmeno a risparmiare un centesimo. Il punto è l’obiettivo. E cominciare a mettere da parte qualcosa, quanto riusciate, il prima possibile” aveva specificato. Ben più possibilista e, in un certo senso, umanamente più facile da raggiungere. Ma torniamo al problema base: quanto risparmiare ogni anno prima di aver compiuto N anni, resta un dato inafferrabile. Quel “qualunque cifra” potrebbe anche non certificare un impegno concreto per diventare ricchi prima dei 30, dei 40 o dei 50 anni. La mitica regola del tagliare sul caffè al bar per diventare milionari è una verità non dimostrabile ma, proprio per questo, rischia di essere assolutamente un parametro di riferimento.

Su The Simple Dollar hanno chiesto a Adhees Sharma, direttore finanziario della Fidelity Strategic Advisers, come comportarsi di fronte ai durissimi benchmark fissati dalla Chatzky. Un sospiro di sollievo: “Sono tappe lungo la strada” ha chiarito Sharma. “Non ci si deve preoccupare se non si è perfettamente allineati. Le tappe più lontane sono quelle più importanti, e ci sono cose che si possono fare mano mano per riprendersi. Naturalmente, prima si interviene meglio si sta”. Un’espressione che consola solo nell’immediato, perché riflettendo si capisce che bisogna comunque iniziare abbastanza presto a mettere da parte i soldi per il proprio futuro: l’effetto farfalla (del risparmio) funziona anche sul lungo termine dell’economia. Quel gin tonic che scarica le tensioni di una giornata difficile potrebbe influire davvero pesantemente sulla casa al mare che vorremmo diventasse il nostro buen retiro? Forse sì, ma non così tanto. Come imparare a risparmiare è un processo lento e misurato che contempla anche una certa indulgenza, senza arrivare alle tasche bucate: il consiglio spassionato degli esperti finanziari sul magazine americano è l’automatizzazione dei risparmi in banca, spostando una cifra definita ogni mese dal conto normale al fondo di investimento, e imparare ad esercitare una certa frugalità. Learn to live on less, raccomandano. Essere felici senza spendere: ok, il problema resta sempre come.

A spazzare via ogni paura sul risparmiare soldi in un anno e durante tutta la vita ci ha provato Shannon McLay di The Financial Gym su Marieclaire USA: “Non ci sono parametri di riferimento specificatamente richiesti che bisogna rispettare ad ogni certa età”. Oh che sollievo. Possiamo comprarci quella borsa e regalarci quel weekend agognatissimo? Ebbene sì. Però alcuni trucchi per risparmiare e parametri fondamentali esistono, e dovremmo comunque cercare di rispettarli. Nel dettaglio si può cominciare col mettere da parte il 15% del salario lordo mensile: i calcoli stanno a voi. Poi si dovrebbe avere un fondo di emergenza di sei mesi (in caso di spese improvvise o addirittura difficoltà economiche serie, come un licenziamento inaspettato: un po’ più complesso ma si può sempre iniziare). Il terzo punto è il mantenimento dei conti di investimento: devono essere massimo due, di cui uno necessariamente di deposito volto a far fruttare quanto si mette da parte in un mese, poi in un anno, poi sul lungo raggio. Si deve poi raggiungere un credit score di 750, vale a dire non si dovrebbe essere considerati degli insolventi o dei cattivi pagatori, specialmente se abbiamo dei finanziamenti e delle rateizzazioni in corso. E a tal proposito, il quinto punto: bisogna mantenere la percentuale debt-to-income, cioè i soldi che pagano i debiti mensili, al 35% (a favore del salario, ovviamente).

La verità è che dovremmo smettere di stressarci su quanto spendiamo e quanto risparmiamo. “Le finanze si possono sistemare, non ci si deve vergognare se i conti non tornano sempre. Alla fine, è più importante concentrarsi sui propri obiettivi finanziari personali, più che misurarsi con una regola generale” ha concluso Shannon McLay. Quindi passiamo all’azione: già cominciare a mettere da parte quel qualcosa, col salvadanaio vecchio stile o tramite app delle banche ne hanno digitalizzato la funzione, è un passo avanti. Le varie linee guida indicate sono rispettabili (in tutti i sensi), e a volte aiuta essere spalleggiati da amiche e conoscenti nel risparmio. Anche sui social: una delle più divertenti sfide al risparmio collettivo è la 52 weeks challenge, ovvero la sfida delle 52 settimane che sono contenute in un anno: ogni settimana si mette via una cifra, si parte da 1 euro nella prima settimana di gennaio e si arriva progressivamente a 52 nell’ultima settimana di dicembre dello stesso anno. Voilà, ecco messi da parte 1378 euro in un anno. Una tredicesima, più o meno. Per chi è spaventata dalle tasse di novembre e dall’impellenza dei regali di Natale, la challenge si può fare anche al contrario iniziando da 52 euro fino a 1 euro, e i soldi messi da parte restano gli stessi.

Di consigli per risparmiare soldi e conseguenti modi ne esistono tanti, ma l'importante è darsi un obiettivo effettivamente raggiungibile, realistico e non difficile, almeno per cominciare. Aiuta anche a comprendere quanto risparmiare in un mese, e stupirà non poco vedere che si possono mettere da parte più soldi di quanto si immagini. In alcuni casi si può prendere spunto dalla regola numero uno della McLay: ondeggiare in un range che va dal 10% nei mesi più complessi al 20% in quelli dove i guadagni sono maggiori, indicato per chi lavora a partita iva. L’unico imperativo è adattare le regole generali alle proprie necessità, la chiave per diventare ricchi risparmiando. Possiamo avere un bellissimo futuro se smettiamo di ossessionarci sul denaro che non guadagniamo, o peggio che non mettiamo da parte: risparmiare soldi è una maratona, non uno sprint. Forse per diventare ricchi prima dei 40 anni, o dei 50, o dei 60 dovremmo semplicemente non avere l’ansia di farlo?

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