Mary Ellen Mark, Tiny e 30 anni di reportage lungo la strada, inaugurano il Museum of Street Culture di Dallas

La storia della ragazza fotografata per 30 anni dalla grande Mary Ellen Mark, inaugura il Museum of Street Culture di Dallas con una mostra che torna in strada

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Tiny in her Halloween costume, Seattle, Washington, 1983​, Photograph by Mary Ellen Mark © Mary Ellen Mark

Mary Ellen Mark è una vera leggenda della fotografia, sensibile a tutto quello che vive ai margini e fuori dagli schemi. Dalla strada al cinema, dai movimenti di liberazione delle donne e della cultura omosessuale, al set di Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo's Nest, 1975) di Milos Forman. Grazie anche al film, nei manicomi, passando per il circo, i gemelli, la missione caritatevole di Madre Teresa a Calcutta. È stata anche la prima donna a entrare in Magnum Photos (1977 – 1981), uscendone per recuperare quella libertà che respirava insieme alla vita. A inaugurare l'innovativo Museum of Street Culture presso l'Encore Park di Dallas, dallo corso 1° ottobre è però il suo straordinario documentario fotografico, dedicato per oltre trent'anni alla dura esistenza di Erin Blackwell Charles, meglio nota come Tiny. La ragazzina tredicenne scappata di casa e finita a vivere sulle strade di Seattle, seguita dalla fotografa dal 1983 al 2014.

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Il rivoluzionario concept museale, letteralmente per strada insieme alla sua programmazione, con l'installazione fotografica di Looking for Home: A Yearlong Focus on the Work of Mary Ellen Mark, ci riporta anche il viaggio trentennale del reportage. La mostra, dall'apertura del museo alla fine del 2018, con aggiornamenti trimestrale, attraversa le diverse tappe della ricerca e della vita di Tiny, esposta all'esterno e l'interno del Museo della cultura di strada e nelle diverse aree di Encore Park.

Nel 1983, Mary Ellen Mark e la giornalista Cheryl McCall pubblicano un articolo sulla rivista Life, dedicato ai bambini in fuga che finiscono per la strada, anche a Seattle, considerata allora la 'città più vivibile d'America'.

La prima tappa della mostra, con Streetwise: Tiny and Runaway Children in Seattle (1983), dal 2 ottobre 2017, ritorna lungo le strade di Seattle e al primo incontro di Mary Ellen Mark con la giovanissima Tiny. Torna al legame di fiducia e affetto che la fotografa instaura con lei e le sue giovanissime amiche, Rat, Laurie e Patti, permettendogli di raccontarne sogni e speranze, insieme alla dura realtà della strada. Quella che non risparmia accattonaggio, furti, droghe e prostituzione agli adolescenti in fuga. Il reportage Streetwise, dopo la pubblicazione su Life e nel libro omonimo, arrivano anche al cinema.

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Looking for Home Phase 1 Installation, outside The Stewpot, Dallas, TX, 2017, Photograph by Alan Govenar
© Documentary Arts​​
Looking for Home Phase 1 Installation, outside The Stewpot, Dallas, TX, 2017, Photograph by Alan Govenar
© Documentary Arts-04​

Stesso titolo e successo riceve il documentario girato da Martin Bell (regista e marito della fotografa), candidato anche agli Oscar nel 1984. Il viaggio nella vita di Tiny è appena iniziato per Mary Ellen Mark. La ragione la svela al Time la stessa fotografa quando afferma: "Non mi piace fotografare i bambini come se fossero solo dei bambini, voglio vederli come adulti, per quello che sono veramente. Sono sempre alla ricerca di quello che potrebbero diventare."

Tiny pregnant with Daylon, Seattle, 1985, Photograph by Mary Ellen Mark
© Mary Ellen Mark​​
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La seconda tappa con Tiny and Her Children (1985-1999), dal 27 gennaio 2018, riporta la fotografa a Seattle nel 1985. Tiny è ancora una bambina, vive ancora per strada, ma è entusiasta di aspettare il suo primo figlio Daylon. Nel 1989 la fotografa la scopre anche dipendente dal crack ma restando in contatto continua a documentarne le difficoltà, tornando di nuovo a Seattle nel 1990, 1993 e nel 1999. In concomitanza con questo nuovo step della mostra, il Museum of Street Culture collabora con il Saturday Kids 'Club di The Stewpot per presentare le loro opere nella mostra Picturing Homelessness.

Tiny on the street with Keanna, Seattle, 1990, Photograph by Mary Ellen Mark
© Mary Ellen Mark​​
Tiny holding “Horsie” with Keanna, Seattle, 1993, Photograph by Mary Ellen Mark
© Mary Ellen Mark​

La terza tappa con Tiny's Family Life (2003-2005), dal 14 aprile 2018, continua a documentare le difficoltà della vita familiare di Tiny, dei suoi figli e del compagno Will, incontrato in chat. In concomitanza con la mstra il Museo collabora con Junior e Venturing Crews di The Stewpot per presentare le loro opere nella mostra Photography and Social Justice.

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La quarta e ultima tappa, con Tiny Revisited (2014), dal 16 giugno 2018 alla fine dell'anno, chiude il viaggio documentale della fotografa con la visita compiuta nell'anno che precedente la sua morte (25 maggio 2015). Tiny è completamente sobria e lotta con amore e determinazione per superare i rovesci della vita, insieme ai suoi dieci figli. Entro giugno 2018, tutte le fotografie delle quattro mostre saranno visibili.

Looking for Home Phase 1 Installation, inside The Stewpot, Dallas, TX, 2017, Photograph by Alan Govenar
© Documentary Arts​​

Looking for Home, curata da Alan Govenar (direttore e fondatore del museo), insieme a Martin Bell, Meredith Lue e Julia Bezgin (Mary Ellen Mark Foundation) si ferma qui. La vita continua, ma quella di Tiny documentata da Mary Ellen Mark offre ancora molti stimoli. Anche alla comunità che orbita intorno a Encore Park e The Stewpot della First Presbyterian Church di Dallas, incoraggiando gli sforzi compiuti da questi per offrire risorse e prospettive a senzatetto e persone in difficoltà.

Tiny at the amusement park with “Horsie,” Seattle, 1983, Photograph by Mary Ellen Mark
© Mary Ellen Mark​
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