JH Lartigue ... c'est chic! A Londra con due mostre e la complicità di Paul Smith

Il glamour spensierato e la modernità del fotografo francese, animano la doppia retrospettiva londinese, curata da Paul Smith in collaborazione con Michael Hoppen.

Jacques Henri Lartigue
Jacques Henri Lartigue, Joan, Florette, Palanpur, “Gribouille”, Sharon Lee, Juan-les-Pins, 1949 © Ministère de la Culture - France / A.A.J, Courtesy of Michael Hoppen Gallery

La ricetta per la felicità non esiste, o meglio, cambia per ognuno di noi, ma la vitalità entusiasta fotografata da Jacques Henri Lartigue per tutta la vita, sa essere molto contagiosa. Quello che ha fotografato da 8 a 80 anni per non dimenticare, inebria lo sguardo con la spontaneità di un sorriso e la raffinata eleganza di certe leggerezze che riusciamo a concederci. Anche solo con un agile salto, un bagno rinfrescante o un accessorio frizzante. Lo stile brillante del suo sguardo moderno, che abbiamo scoperto quando inizia a esplorare le gioie della terza età e il successo con una mostra al MoMa, resta quindi di profonda ispirazione per tanti. Tanta e tale, da trasformare l'ammirazione condivisa dal ben noto designer britannico Paul Smith e dal gallerista Michael Hoppen, nel progetto espositivo JH Lartigue ... c'est chic!, con le fotografie ospitate contemporaneamente negli spazi londinesi della Paul Smith No. 9 di Albemarle Street e della Michael Hoppen Gallery di Jubilee Place (fino al 28 luglio 2018).

Jacques Henri Lartigue, Danielle Darrieux, Septembre, Eden Roc, 1941
© Ministère de la Culture - France / A.A.J​, Courtesy of Michael Hoppen Gallery​​

Il progetto nasce dalla sensibilità di due gentleman inglesi e professionisti particolarmente acuti, abili a rendere contemporanea la forma di qualsiasi cosa, senza spogliarla del valore della sostanza, in perfetta sintonia con l'abilità del fotografo francese (1894- 1986) che decidono di mettere in risalto. La profonda immersione nell'archivio di negativi, album originali e diari personali, donati dal fotografo allo stato francese, permette a questa doppia mostra di compiere un viaggio in decenni poco esplorati della sua opera, con immagini che lasciano Parigi per la prima volta.

Jacques Henri Lartigue, Cap d’Antibes chez André Dubonnet (femme lisant The discovery of India
© Ministère de la Culture - France / A.A.J​, Courtesy of Michael Hoppen Gallery

Lartigue scatta la sua prima fotografia nel 1902, continuando a sperimentarne diverse tecniche per tutta la vita, mentre dedica la professione alla pittura. La consacrazione come fotografo tra i più significativi del 900, arriva solo nel 1963 con la mostra al MoMA di New York e la pubblicazione di un articolo di dieci pagine sul numero di LIFE che riporta i fatti dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. L’Album de famille pubblicato nel 1966 da rilevanza internazionale alla sua fotografia , il volume Diary of a century (Instant de ma vie) curato da Richard Avedon mostra per la prima volta anche le fotografie scattate prima del 193o.

La maggior parte di mostre e retrospettive dedicate successivamente al precursore di tempi, mode, inquadrature e formati, si dedicano però all'esplorazione del periodo della Belle Époque e degli afflati più dinamici e vitali degli anni Trenta. Approfittano della rara intelligenza con la quale coglie l'élite parigina e le sue sfilate d'auto o le passeggiate lungo i viali, tra i bagliori accecanti della Costa Azzurra e quelli di celebrità, come Pablo Picasso e Jean Cocteau.

Jacques Henri Lartigue, Monte Carlo Beach, Août 1955
© Ministère de la Culture - France / A.A.J​, Courtesy of Michael Hoppen Gallery

L'ampia retrospettiva curata dal designer Paul Smith in collaborazione con Michael Hoppen, si spinge oltre l'immaginario del testimone privilegiato di un’età d’oro, con frammenti meno noti della sua prolifica carriera. L'accesso agli album e ai diari di riflessioni giornaliere che accompagnano tutta la vita del fotografo, concede un'esplorazione inedita degli anni Sessanta e Settanta. Mette in risalto le affinità del suo glamour spensierato con il mondo della moda, le collaborazioni con Harper's Bazaar e le peculiarità che rendono il suo approccio alla fotografia sorprendentemente moderno. La sua capacità di ricordarci quanto è importante coltivare l'entusiasmo con leggerezza e l'ottimismo con umorismo. Come si può scegliere la felicità.

Jacques Henri Lartigue, Isa Stoppi at Central Park for Harpe’s (sic) Bazaar, New York, 1966
© Ministère de la Culture - France / A.A.J​​, Courtesy of Michael Hoppen Gallery
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