Paesaggi umani e metamorfosi urbane, viaggio nel Giappone moderno con una mostra onirica

Attraversare l'Asia attraverso le fotografie dei suoi testimoni più acuti, surreali e intriganti delle mille sfumature del cambiamento.

Hosoe Eikoh, fotografia giapponese, Giappone Moderno
Simmon: A Private Landscape (#1) Hosoe Eikoh, Japan, 1971 (Gelatin silver print) Purchase and partial gift from Gloria Katz and Willard Huyck and purchased through the Freer|Sackler acquisitions fund in honor of Julian Raby, director emeritus of the Freer Gallery of Art and the Arthur M. Sackler Gallery

Lo Yukata copre a malapena il corpo immerso nel verde amplesso con la natura. L'orizzonte urbano e turbolento del Giappone postbellico è lontano. Il cambiamento è ineluttabile, anche per la metamorfosi della maschera, indossata da questo personaggio quasi mitologico, capace di essere uomo e donna, bambino e unicorno. Simmon è solo un nome d'arte, scelto (per amore di Nina Simone e un quartiere di Tokyo) da uno degli attori principali dell'avanguardistico "Situation Theatre". Un personaggio per dare corpo e paesaggio umano a una delle ardenti e rivoluzionarie esplorazioni fotografiche di Eikoh Hosoe. Solo una tappa del viaggio nel Giappone Moderno, intrapresa dal celebre fotografo giapponese e uno dei più grandi maestri del ventesimo secolo, dopo quella che anima il suo celebre Kamaitachi, con il fondatore della danza Butoh, Hijikata Tatsumi. Corpi di lavoro entusiasmanti, entrambi parte della collezione Gloria Katz e Willard Huyck, appena acquisita dalla Freer Gallery of Art della Smithsonian Institution e dall'adiacente Arthur M. Sackler Gallery, situata nel National Mall di Washington. Spazio museale scelto per ospitarne una ricca selezione, in mostra con Japan Modern: Photography from the Gloria Katz and Willard Huyck Collection (fino al 21 gennaio 2019).

Kamaitachi #8, Eikoh Hosoe, Japan, 1965 (gelatin silver print)
Purchase and partial gift from Gloria Katz and Willard Huyck and purchased through the Freer|Sackler acquisitions fund in honor of Julian Raby, director emeritus of the Freer Gallery of Art and the Arthur M. Sackler Gallery

Il progetto espositivo, inserito nell'ampio programma di esplorazione dell'arte, il cinema e la cultura del Paese del Sol Levante (intrapreso da un grande museo fuori del Giappone), offre la straordinaria gamma di sperimentazione che caratterizza lo sviluppo della fotografia giapponese del XX secolo. Profondamente legata alle trasformazioni del paese, passato dalla società feudale al potere mondiale, superando storiche sconfitte, radiazioni atomiche, terremoti, tsunami e le distanze siderali tra tradizione e modernità.

Il museo americano inaugura la nuova acquisizione di oltre quattrocento opere della collezione di Gloria Katz e Willard Huyck. Una coppia che acquista arte, sin da quando poteva permettersi solo quella dei mercatini delle pulci. Arrivata a collezionare opere di grande valore, anche grazie al successo di script cinematografici epocali come American graffiti o Star Wars (e la caratterizzazione della Principessa Leia).

Seikan Ferryboat, from the series Karasu (Ravens) Masahisa Fukase, Japan, 1976 (gelatin silver print) Purchase and partial gift from Gloria Katz and Willard Huyck and purchased through the Freer|Sackler acquisitions fund in honor of Julian Raby, director emeritus of the Freer Gallery of Art and the Arthur M. Sackler Gallery
© Masahisa Fukase Archives, courtesy of Michael Hoppen Gallery in London

La selezione di circa settanta fotografie, scattate in un arco temporale che si estende dagli anni 30 agli 80, affronta un viaggio espositivo nella rapida evoluzione e trasformazione del Giappone, insieme ai migliori testimoni delle sue molteplici sfumature. Tutti provvisti di uno stile personale che si allontana dal realismo e, in molti casi si avvicina alla cooperativa fotografia d'avanguardia VIVO, fondata alla fine degli anni cinquanta da sperimentatori come Hosoe Eikoh.

Non serve dire molto sullo stile randagio e stravagante di Daido Moriyama, diventato assistente di Hosoe Eikoh, mentre questo inizia il viaggio surreale di Barakei, con il corpo carismatico dello scrittore Yukio Mishima. Probabilmente il più famoso album fotografico giapponese del 20° secolo.

Yokosuka, Kanagawa, Shomei Tomatsu, Japan, 1959 (gelatin silver print) Purchase and partial gift from Gloria Katz and Willard Huyck and purchased through the Freer|Sackler acquisitions fund in honor of Julian Raby, director emeritus of the Freer Gallery of Art and the Arthur M. Sackler Gallery
© Shomei Tomatsu – INTERFACE

Un modo di allontanarsi dal realismo sociale che accomuna Tomatsu Shomei, in mostra con la sua celebre Chewing Gum and Chocolates (originariamente intitolata Occupation) e l'influenza pervasiva della presenza militare statunitense nel Giappone del dopoguerra, mentre le profonde cicatrici e strane reliquie della devastazione atomica riempiono le pagine di 11: 02 Nagasaki. Tra i libri fotografici sperimentali che arricchiscono l'esposizione (insieme a Provoke, vol. 3) con una selezione di film.

Il nuovo approccio alla fotografia, non si pone limiti e include lo stile Ueda-cho di Ueda Shoji, nato, cresciuto e rimasto per tutta la vita nella piccola città costiera di Sakaiminato, nella remota prefettura di Tottori e tra le dune assolate che fanno da sfondo ai suoi paesaggi e personaggi surreali.

My Wife on the Dunes, Shoji Ueda (1913–2000) Japan, ca. 1950 (gelatin silver print) Purchase and partial gift from Gloria Katz and Willard Huyck and purchased through the Freer|Sackler acquisitions fund in honor of Julian Raby, director emeritus of the Freer Gallery of Art and the Arthur M. Sackler Gallery
© Shoji Ueda Office
Man in a Traditional Minobashi Raincoat, Niigata Prefecture Hiroshi Hamaya, Japan, 1956 (gelatin silver print)
Purchase and partial gift from Gloria Katz and Willard Huyck and purchased through the Freer|Sackler acquisitions fund in honor of Julian Raby, director emeritus of the Freer Gallery of Art and the Arthur M. Sackler Gallery

Hamaya Hiroshi, punto di riferimento nella fotografia documentaria e della relazione tra la natura e le tradizioni umane, lascia ad altri la modernizzazione dei centri urbani, portandoci lungo la costa del Giappone coperta di neve che al sorgere del sole, sa dare alle meraviglie del XX secolo il sapore di quelle del diciottesimo. Decisamente più tenebroso è il viaggio nel Giappone trasfigurato dalla drammaturgia sentimentale, ironica e provocatoria di Masahisa Fukase che prende il volo sulle ali di corvi neri come la notte, anche quando inquadra altro.

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Nello stesso periodo, la mostra "Japan Modern: Prints in the Age of Photography", si concentra sul paesaggio e l'impatto esercitato della fotografia sugli artisti delle stampe giapponesi. Questo grazie a un importante prestito di stampe della fine del XIX e della metà del XX secolo, ad arricchire le opere della collezione del museo. Il viaggio nel Giappone moderno è servito ma chi può dire dove può condurvi?

Evening View, Daido Moriyama, Japan, 1977 (chromogenic print) Purchase and partial gift from Gloria Katz and Willard Huyck and purchased through the Freer|Sackler acquisitions fund in honor of Julian Raby, director emeritus of the Freer Gallery of Art and the Arthur M. Sackler Gallery
© Daido Moriyama Photo Foundation
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