Cosa fotografiamo davvero oggi? Una mostra corale racconta

La relazione sublime che instauriamo con qualsiasi cosa, come individui e collettività anima il ricco programma di Fotografia Europea e in ballo c'è di tutto.

Pixy Liao, legami, coppia, zucchero filato
Things We Talk About, 2013 © Pixy Liao

I legami possono essere come lo zucchero filato. Dolci e letali, anche quando non sovverti ruoli di genere e dinamiche di potere, con dieci anni d'amore e accattivante Experimental Relationship. Un progetto di vita e d'arte trasformato in intrigante rivelazione, dalla fotografa cinese Pixy Liao e il suo Moro. Una relazione sovversiva che strizza capezzoli e seduce con la tenerezza ludica premiata da Paris Photo a Jimei × Arles, ma già pronta ad animare con leggerezza Fotografia Europea 2019 a Reggio Emilia. La quattordicesima edizione del festival di fotografia di respiro internazionale diretto da Walter Guadagnini, consacrato ai Legami con il fitto ordito d'intimità, relazioni, nuovi mondi che animano il programma delle sue giornate inaugurali del 12, 13 e 14 aprile e tutti i progetti in mostra fino al 9 giugno 2019.

Horst P. Horst, Mainbocher corset, Paris 1939 (cm 40,5x50,5 cs9
© Horst P. Horst, Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Larry Fink, Peter Beard Opening, New York City, November 1077
© Larry Fink

In ballo c'è di tutto, anche il calcio. La relazione sublime che instauriamo con qualsiasi cosa, come individui e collettività, pronta a scandire il fitto programma d'incontri, stimoli e viaggi espositivi, dal circuito principale a quello Off, più indipendente ed esteso a città e provincia emiliana, dal paesaggio viscerale dello stare al mondo di Antoine d’Agata, alla geografia dell'anima di Michael Kenna.

Legami 'creati dall'emozione', come il celebre corsetto, fotografato da una leggenda di stile come Horst P. Horst, prima di lasciarsi alle spalle Parigi e la fine di un'epoca che rivive con A Beautiful Image, la mostra curata da Walter Guadagnini a Palazzo Magnani. Dall'intimità rubata dal grande fotografo americano Larry Fink e l'antologica Unbridled Curiosity, ospitata a Palazzo da Mosto insieme ai territori di approdo di uomini e culture in mostra con le Arabian Transfer di Michele Nastasi.

Luca Marianaccio, 404 Not Found
© Luca Marianaccio

Grandi classici e nuovi territori da esplorare, con i talenti emergenti della Giovane Fotografia Italiana giunta alla sua settima edizione ai Chiostri di San Domenico, con la lingua iper-contemporanea del Giappone. Paese ospite del festival e dei Chiostri di San Pietro, insieme ai conflitti delle società moderna di Ryuichi Ishikawa, l'universo ironico di Motoyuki Daifu, con quello mutevole e straniante di Kenta Cobayashi.

Un dialogo intenso con l'isolamento urbano messo a fuoco da Pierfrancesco Celada, o le Rivoluzioni di Francesco Jodice. Il rapporto tra visibilità e invisibilità, Fifty-Fifty con Samuel Grataca, o il legame quasi intimo tra uomo e macchina inquadrato dal francese Justin Emard.

Pierfrancesco Celada, I wish I knew your name, Japan, Nagoya 2009
© courtesy Pierfrancesco Celada
Justine Emard, Co(AI)xistence, 2017 video installation, 13’
Courtesy Justine Emard / Adagp, Paris 2019

Nello stesso spazio il profondo legame nutrito da Jacopo Benassi con la bellezza dell'imperfetto, danza con due straordinari interpreti (di cui uno disabile) e la coreografia di Diego Tortelli, mentre la musica da ritmo alle confessioni sentimentali dello Spazio Gerra. Una partitura che si estende da Mogol a Mia Martini.

Incontro e conversazione sono il punto di partenza dell’edizione 2019 di Speciale Diciottoventicinque. La Biblioteca Panizzi si concentra sul mondo di relazioni delle famiglie approfittando degli album di quelle reggiane, mentre il centro Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera lascia dialogare quelle fotografate da Stephen Shore e Guido Guidi, da Olivo Barbieri a Tim Davis.

Stephen Shore, dalla serie Luzzara # 3, 1993
© Stephen Shore

A 35 anni dal viaggio in Italia con Luigi Ghirri, il progetto Urban Screens di Vincenzo Castella ospitato nella maestosa Sinagoga, con la natura addomesticata e inconoscibile delle sue opere più recenti, riflettere sull'equilibrio precario tra l'essere umano e il suo ecosistema, mentre la ricerca del destino di Giovanni Chiaramonte si spinge fino a Gerusalemme, dal Battistero della Cattedrale a San Nicolò.

Il mondo è qui,
perfettamente sparito.
Il cielo sostiene un arco;
l’arco, sopra di sé,
altro cielo.

L'inizio di un viaggio lungo e imprevedibile che le iniziative diffuse estendono a Modena, Ravenna e Bologna. La Sintesi dell’imponente antologica della sinfonia di forma e colore di Franco Fontana, resta in mostra negli spazi del Palazzo Santa Margherita, della Palazzina dei giardini ducali e del MATA, ex Manifattura Tabacchi di Modena.

Il mondo che si cela dietro la tecnologia avanzata fotografata da Thomas Struth resta in mostra al Mast di Bologna, mentre i primi 50 anni di magnifici fallimenti di Oliviero Toscani toccano il MAR di Ravenna con baci provocatori, angioletti e tematiche scomode.

L'eco ovviamente si sentirà in tutta la rete del Sistema Festiva Fotografia, attraverso le iniziative che Fotografia Europea condivide con il Photolux Festival di Lucca, Cortona On The Move, il Festival della Fotografia Etica di Lodi e SI FEST di Savignano sul Rubicone.

Bacio tra prete e suora – Campagna Benetton 1991 (Oliviero Toscani)
© Oliviero Toscani

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