Dentro l'America di Gianluca Galtrucco, il fotografo da scoprire a Mia Photo Fair

"La musica è come la fotografia, la senti, la vedi. Anche se le mie foto sono immagini stampate su carta, potrebbero essere benissimo ascoltate, sono foto che ti parlano da sole, di musica".

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Gianluca Galtrucco / ON AIR - un impersonificatore di Elvis che gira per Las Vegas

Al MIA PHOTO FAIR by (22-25 Marzo) fiera Internazionale d’arte dedicata alla fotografia e all’immagine in movimento c'è da scoprire il lavoro esposto da Gianluca Galtrucco, un altro dei ragazzi della rubrica #Italiani Si Nasce, milanese di origine, ma residente a Los Angeles da più di 25 anni, città che scopre a 12 anni quando, in viaggio con i genitori, visita gli Universal Studios. Mi sono ritrovato su un set cinematografico, con palme e cartello di Hollywood sullo sfondo. Era come se stessi vivendo un sogno. È stato allora che ho deciso che un giorno sarei venuto a vivere qui. Avrei voluto fare il comico come Louis CK ma sono troppo timido e quindi voglio raccontare l’America attraverso le mie foto".

Prima di questa mostra, Gianluca ha passato 7 anni a girare l’America, a capire, vedere, a fotografare ciò che l'ispirava, per poi mettere il tutto in forma editoriale, nel suo primo libro fotografico, For Your Consideration, un vero road book. Una testimonianza al culto della Road 66, gli spazi sconfinati del paesaggio americano, il sogno di tutti noi italiani.

Che foto esporrai al Mia Photo Fair?
Essendo milanese, sono stato felicissimo di poter rendere onore alla mia città natale, fiero di poter esporre le mie esperienze americane. Ho quattro foto: ON AIR - ritratto un impersonificatore di Elvis che gira per Las Vegas. UNPLUGGED - una disco-ball abbandonata, MISSION ACCOMPLISHED famigliola mentre ascolta la radio nel porto di Long Beach e ON TIME una foto recente di una casa nel deserto con tutti gli orologi, mi fa venire in mente: “On Time" dei Pink Floyd.

ON TIME una foto recente di una casa adornata di orologi, mi fa venire in mente: “On Time" dei Pink Floyd
Courtesy Photo Gianluca Galtrucco

Perché queste foto?
Perché il paesaggio americano e il suo movimento non fanno altro che ispirare in me una ricerca costante, itinerante, solitaria, non faccio altro che andare a trovare locations abbandonate. Adoro viaggiare per la California, da solo, con musica e macchina fotografica e scattare le sensazione che provo.

UNPLUGGED - una disco-ball abbandonata
Gianluca Galtrucco

Cos’hanno di particolare?
La scelta di queste immagini hanno tutte un risvolto musicale. Molte foto le faccio anche ascoltando musica. Molti titoli sono omaggi a band e musicisti, tra cui Radiohead, John Cage e Tupac. Ho scattato in tante zone ‘difficili’ di LA come East LA e Compton, proprio per rendere homage alla cultura musicale. La musica è come la fotografia, la senti, la vedi. Anche se le mie foto sono immagini stampate su carta, potrebbero essere benissimo ascoltate, sono foto che ti parlano da sole, di musica.

Con cosa scatti?
Scatto fotografie con pellicola e medio formato, la mia macchina preferita è la Mamiya 7II e Banco Ottico Toyo. Per lavori commerciali mi trovo benissimo con la CANON 5D.

MISSION ACCOMPLISHED - famigliola mentre ascolta la radio in spiaggia nel porto di Long Beach
Gianluca Galtrucco

Due parole sul tuo libro
Si intitola For Your Consideration, scattato interamente con pellicola. Il libro è una dedica a Los Angeles, per me una città speciale. For your Consideration combina tre elementi importanti di questa città: cinema, teatro e musica. In queste arti convivono sia l’improvvisazione che la preparazione dettagliata nei minimi particolari, e il libro riflette queste realtà. Molte foto sono improvvisate, altre costruite in studio, ma tutte catturano sia l’ironia che l’aspetto drammatico del mondo in cui viviamo. Il libro è composto da 44 fotografie, più 16 inedite, ed è pubblicato dalla casa editrice Hatje Cantz.

E cosa hai in mente per il futuro?
Ho in programma un viaggio in Arizona e Mississippi, patria del Blues e del Jazz che è la mia musica preferita. Ultimamente sto ascoltando parecchio i primi lavori di Muddy Waters e la canzone di Chet Baker: "No Problem".

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