L'arte poetica di Jean Arp irrompe sul Canal Grande

Il Guggenheim di Venezia dedica allo pittore e scultore alsaziano una mostra che raccoglie 70 suoi lavori. Pochi lo sanno ma fu grazie a lui che madame Peggy si innamorò dell'arte.

Jean-arp-ritratto
Courtesy Stiftung Arp e.V., Berlin/Rolandswerth

«Presto il silenzio diventerà una leggenda. L'uomo ha voltato le spalle al silenzio. Giorno dopo giorno inventa nuove macchine e marchingegni che accrescono il ruomore e distraggono l'umanità dall'essenza della Vita, dalla contemplazione e dalla meditazione. Suonare il clacson, urlare, strillare, rimbombare, frantumare, fischiettare, rettificare e trillare rafforza il nostro ego». Così parlò Jean Arp, a cui il Peggy Guggenheim di Venezia dedica fino al 2 settembre una mostra delicatissima, quasi a fare da contrasto con tutto quel caos dei tempi moderni che l'artista, famoso per aver superato le forme tradizionali dell'arte figurativa, mal sopportava.

Risveglio, 1938, Jean Arp
© 2019 Artists Rights Society (ARS), New York/VG Bild-Kunst, Bonn / © Jean Arp, by SIAE 2019 Photo: Jörg Müller/Aargauer Kunsthaus, Aarau

La natura di Arp, a cura di Catherine Craft e organizzata dal Nasher Sculpture Center di Dallas, mette in scena sulle rive del Canal Grande oltre 70 opere, tra sculture in gesso, legno, bronzo e pietra, rilievi in legno dipinto, collage, disegni, tessuti e libri illustrati, provenienti da importanti musei statunitensi ed europei, fondazioni e collezioni private.

L’allestimento veneziano
Matteo De Fina

Metà francese, metà tedesco, Arp non è un artista come gli altri per la collezione di madame Guggenheim. Narra la leggenda (che poi non era mica tanto leggenda), che fu infatti sua la prima opera acquistata dalla collezionista americana.

Jean Arp alla Biennale di Venezia del 1954
Archivio Cameraphoto © Vittorio Pavan

«La prima cosa che comprai per la mia collezione fu un bronzo di Jean Arp. - confessò un giorno la magnate - Arp mi portò alla fonderia dove era stato fuso e me ne innamorai tanto che chiesi di poterlo tenere tra le mani: nello stesso istante in cui lo sentii volli esserne la proprietaria».

Dafne 1955
© 2019 Artists Rights Society (ARS), New York/VG Bild-Kunst, Bonn / © Jean Arp, by SIAE 2019

L'opera in questione era la scultura Testa e conchiglia (Tête et coquille) del 1933. Alla fine saranno ben sette i lavori di Arp presenti nella collezione del museo veneziano, tutti esposti proprio in occasione dell'esposizione allestita in concomitanza con la 58. Biennale d'arte (che ha aperto i battenti pochi giorni fa).

Scarpa azzurra rovesciata con due tacchi sotto una volta nera, 1925
© 2019 Artists Rights Society (ARS), New York/VG Bild-Kunst, Bonn / © Jean Arp, by SIAE 2019
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