L'educazione finanziaria aiuta le donne a stare bene e a vivere meglio

Annamaria Lusardi, economista e direttore del comitato per l'educazione finanziaria, ci spiega che il risparmio si impara e che la resilienza ci permette di superare le crisi, compresa quella del Covid.

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Courtesy Photo Nathan Sawaya

«L’educazione finanziaria deve far parte della nostra vita: ci serve per vivere meglio e più felici».

Il pensiero di Annamaria Lusardi, professoressa alla George Washington University e direttore del Comitato per il programma e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria oltre che ideatrice del centro di ricerca Global Financial Literacy Excellence, è chiaro: acquisire conoscenze economiche e finanziarie ci garantisce capacità di gestione dei soldi e dei risparmi, oltre che resilienza per attutire gli urti delle crisi, come quella innescata dal Covid.

Annamaria Lusardi direttore del Comitato per il programma e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Durante tutto il mese di ottobre il comitato organizza conferenze, webinar, iniziative culturali, seminari, spettacoli, cacce al tesoro dedicate all'educazione finanziaria. Assicurazione, previdenza, gestione delle risorse personali e familiari sono i temi degli oltre 600 appuntamenti gratuiti in tutta Italia. L'elenco si trova sul sito quellocheconta.gov.it
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La finanza ci aiuta a vivere meglio. E dunque, cosa dovremmo imparare? Per esempio, che cosa vogliono dire inflazione, investimenti, interessi, diversificazione del rischio. Il comitato che presiedo è nato proprio per questo.

Il comitato dedica un intero mese all’educazione finanziaria?
Sì, perché non c’è peggior errore nel pensare che la finanza sia solo uno studio specializzato per economisti. Acquisire consapevolezza finanziaria è fondamentale per prendere quelle decisioni in materia economica, di cui dobbiamo occuparci tutti i giorni e che si sono rivelate importanti nel momento della crisi come quella innescata dal Covid che stiamo ancora vivendo.

Dunque è importante, oggi ancora di più?
Certo perché - lo ripeto - saper gestire i soldi e i risparmi significa pianificare il quotidiano e investire sul futuro: l’educazione dei figli, una donazione, l’acquisto di una casa o la scelta di un fondo pensione. Significa parlare di resilienza.

Resilienza?
Si, esatto resilienza finanziaria che è presente in molte famiglie. La resilienza è quella capacità di subire un urto senza rompersi, un concetto bellissimo. Ebbene deve essere così anche per le nostre finanze. Un modo per farlo è avere da parte un risparmio precauzionale, ovvero un cuscinetto finanziario che ci aiuta ad affrontare shock improvvisi. O una lunga crisi.

Kakebo. l’originale 2021. IL libro dei conti di casa (Vallardi). Il quadernino dei conti domestici torna in voga con il metodo kakebo che fu inventato agli inIzi del ’900 da Motoko Hani, la prima giornalista giapponese: prevede appunti e nota spese per aiutarsi nella difficile arte del risparmio quotidiano.
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Un risparmio precauzionale, un cuscinetto, ottimo suggerimento. Ma coi tempi che corrono…
Non sto parlando solo ai ricchi. Credo che le riserve le possano avere tutti: è solo una questione di gestire il bilancio conservando quello che io chiamo uno scudo che ci aiuta contro gli urti.

Ma secondo lei riusciamo veramente a farlo tutti?
Certo. Io l'ho raccontato in una mia lettera sul mio portale Dalla scrivania di Anna (una serie di lezioni, che ho cominciato a scrivere da quando sono bloccata qui a Washington e non posso più viaggiare). È la storia di una mia studentessa povera che sin da quando aveva 15 anni è riuscita, mettendo da parte pochi risparmi e a gestirli in maniera corretta, persino a laurearsi. Con suo risparmio precauzionale è riuscita a cambiare la sua vita, in meglio. Questa è proprio la finanza personale, qualcosa di quasi intimo di cui non si parla volentieri. Eppure ciascuno di noi può farlo, un po' come le formiche e gli scoiattoli quando si creano la dispensa per l’inverno.

La finanza dunque è qualcosa di semplice…
In un centro senso sì. Ed è questo è poi il messaggio che vogliamo lanciare come comitato: la finanza serve per stare bene, per mettere da parte le provviste per stare ancora meglio d’inverno.

Le donne, però, spesso non amano occuparsi di soldi e delegano...
Oggi molte decisioni le dobbiamo prendere da sole. Quindi è necessario colmare quel gender gap, che è ancora enorme: è ora di dire basta. Fosse solo perché noi viviamo più a lungo. Il comitato nasce forse ancor di più per educare le donne, non è una risposta alla crisi ma al mondo che cambia.
Anche perché le donne si occupano eccome della finanza di tutti i giorni, gestiscono il bilancio familiare. Durante il lockdown le donne sono state una colonna portante: non gestiscono forse l’acquisto di beni importanti come la casa e la macchina, ma decidono a chi fare una donazione o come aiutare i figli investendo nella loro educazione, tutte decisioni importanti per il nostro benessere.

Ma il gender gap è enorme?
Decisamente. Ovunque. E purtroppo in Italia questa differenza di genere è molta più acuta, tre volte rispetto ad una media europea. Le nostre indagini evidenziano che la differenza media uomo-donna in fatto di conoscenze finanziarie è di 5 punti percentuali: in Italia il picco raggiunge 15 punti.

Dunque per concludere c'è tanto da imparare. E dunque torniamo al mese di ottobre…
Già il mese dedicato all’educazione finanziaria: tutti i giorni in tantissimi posti ci sono progetti che promuovono conoscenza e la sensibilizzazione su questi argomenti. Un po’ come il mese della prevenzione per il tumore al seno. Abbiamo capito che per la nostra salute non occorre solo andare dal medico, ma mangiare sano, fare esercizio, non fumare. La stessa cosa vale per la finanza: noi ce ne dobbiamo occupare per vivere meglio.

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