Imbattersi in opere d’arte in luoghi inusuali

Fino al 10 ottobre 2021 nel quartiere NoLo a Milano va in scena, anzi no, va in piazza la biennale diffusa BienNoLo.

Wake me up when biennolo ends, 2021, di Giulio Alvigni, Edicola di Piazza Morbegno, foto Anna Dusi, courtesy @specchioluce

Edicole e balconi, vagoni delle ferrovie, cartelloni giganti, pareti a cielo aperto, vetrine di negozi, giardini interni e nuovi spazi: a Milano ci si può imbattere in opere d’arte ospitate in luoghi inusuali perché è in corso BienNoLo, la biennale diffusa per la città fino a domenica 10 ottobre. Incontrare l’arte in un modo giocoso e gioioso con proposte autoriali serie e valide e interagire con le opere grazie a performance, azioni e appuntamenti è una missione che si rispecchia anche nel titolo di questa edizione, preso a prestito da un verso di Orazio che celebra la morte di Cleopatra: Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus (ora bisogna bere, ora bisogna far risuonare la terra a piede libero). Un richiamo quanto mai attuale alla voglia comune di ritrovarsi, di condividere e fare festa che si unisce alla pittura, installazione, fotografia, video e scultura anche per riflettere e indagare la nostra contemporaneità proteiforme. Nata all’insegna di un rapporto strettissimo con il territorio urbano (NoLo è la zona a Nord di piazzale Loreto), questa Biennale ‘quartierale’ giunge alla seconda edizione con novità importanti: quasi raddoppia il numero degli artisti esposti, oltre 50, si dispiega in 10 sedi espandendo i suoi confini fino al quartiere Isola e Stazione Centrale e soprattutto consegna alla città alcune opere permanenti per riattivare Milano portando l’arte pubblica in zone decentrate non solo per fare apparizioni eclatanti, ma per restare come un bene duraturo. Come Be Very Happy!, 2021, l’intervento murale sulla grande parete cieca del condominio di via Marocco 10, opera dell’artista napoletano Maurizio Cannavacciuolo, dove campeggia il titolo-frase che esorta alla felicità sullo sfondo di un vortice vitale di pennellate arancioni, blu, gialle, verdi e rosse. Un’altra opera destinata a rimanere -materiali permettendo- è Ditelo con la vita, 2021, del duo artistico composto da Giovanna Bianco e Pino Valente: è una scritta appesa a un balcone di via Oldrado da Tresseno 1 composta da lettere fatte di ghirlande di fiori, un inno alla vita realizzato con qualcosa di vivente. Molte sono le sorprese nel giardino interno dello spazio H+ (Accapiù) in via Soperga 41 che dischiude 10 opere: dalla bellissima installazione-scultura Una seduta per mamme e bambini, 1992-1993, di Ugo La Pietra, parte della serie Panchine Recinto, all’opera Nuvola/Cloud, 2021, di Gabriele Picco, una vera Fiat 500 color azzurro baby con valigia sul portabagagli esterno sormontata da una gigantesca scultura di nuvola che incombe sulla più iconica delle utilitarie italiane. In questo spazio stupisce la riflessione sul lavoro dell’opera Stachanov, 2021, di Alessandro Brighetti, un armadietto da lavoratori originale russo con le ante chiuse che emette simulazioni di fumo industriale, audio di discorsi alla nazione di Stalin per magnificare l’operato del minatore dedito al lavoro -come fu appunto Stachanov nelle miniere carbone nella Russia degli anni ‘30- e altri suoni connessi al lavoro ‘capitalistico’ come registratori di cassa, fruscio di contanti e transazioni bancarie. In questo giardino sabato 9 dalle 12 alle 14 e domenica 10 dalle 14 alle 18 si svolgeranno incontri pubblici attorno all’opera Tables of Content # 0, 2021, di Rebecca Agnes, dove si siederanno a turno 3 persone per dare vita a conversazioni ispirandosi agli argomenti scritti sul tavolo, una ramificata tramatura di parole per intrepretare la contemporaneità.

Nuvola/Cloud, 2021,di Gabriele Picco, spazio H+ (Accapiù), via Soperga 41
foto Anna Dusi, courtesy @specchioluce

EU, 2020, di Enzo Umbaca, Garage Gariboldi, via Mauro Macchi 95
foto Anna Dusi, courtesy @specchioluce

Oltrepassato questo spazio si apre una caccia al tesoro per scoprire altra arte disseminata in spazi scenografici del quartiere: l’edicola di piazzale Morbegno, il Garage Gariboldi e due spazi per affissioni pubblicitarie grandi come un panorama in fondo a via Popoli Uniti ospitano altre tre opere permanenti, rispettivamente, Wake me up when biennolo ends, 2021, di Giulio Alvigni; EU, 2020, di Enzo Umbaca; Space Available, 1990-2021, di Luca Pancrazzi. Fino alla vetrina di via Oxilia 4, che mostra una strepitosa installazione di Aldo Spoldi, Cantina, 1990, affiancata a un negozio di frutta e verdura. Si arriva poi al nuovo hub di Viale Monza 91, Nolo91, che espone su due piani circa 20 artisti, tra cui Rä di Martino, con un video ipnotico dal titolo Poor Poor Jerry, 2018, in cui il topolino dell’omonimo cartone, antagonista dispettoso e vivace del gatto Tom, si ritrova trasformato in una malinconica figura imbrigliata in un paesaggio desertico e lunare quasi monocromo con in sottofondo voci di film melodrammatici anni '50, un insieme che crea un cortocircuito tra immaginari consolidati, prassi abituale dell’artista. Il tour di BienNoLo termina al quartiere Isola nel nuovo spazio Loro, ricavato da un ex-falegnameria in Via Ugo Bassi 32, in cui sono esposte opere di grandi dimensioni di 20 autori, dall’intervento pittorico permanente Due pacchetti di sigarette, 2021, di Flavio Favelli a Modern Pattern, 2020, collaborazione delle artiste indipendenti Benedetta Mori Ubaldini e Roberta Savelli unitesi per creare questa installazione partecipativa: l'opera è costituita da una rete di nastri elastici colorati disposti a scacchiera in cui il pubblico è invitato a entrare con il corpo, intersecandosi in una struttura che è al tempo stesso luogo di incontro e di protezione, che gli spettatori divenuti attori, tramite movimenti performativi estemporanei, trasformano in una scultura vivente e mobile. Un’eccezione all’insediamento in città è un’opera che sale sul treno: Paesaggi imprevisti, 2021, l’installazione ambientale dell’artista croato Igor Eškinja, viaggia su un convoglio di Trenord che attraversa il Passante ferroviario e raggiunge le stazioni Saronno, Como, Asso e Lodi. Questa biennale ricca e sorprendente ideata da Carlo Vanoni e curata con l'Associazione ArtCityLab (Gianni Romano, Rossana Ciocca e Matteo Bergamini) riunisce artisti nati in un arco di tempo molto ampio, dal 1933 al 1998, che include grandi maestri, esordienti e artisti affermati. Una trasversalità che non si esprime solo nelle generazioni a confronto, ma che si manifesta fervida e inventiva anche quando colma gli spazi tra arte e piazza.

Il programma completo su biennolo.org

Modern Pattern, 2020, di Benedetta Mori Ubaldini e Roberta Savelli, spazio Loro, via Ugo Bassi 32
foto courtesy delle artiste
Space Available, 1990-2021, di Luca Pancrazzi, angolo via Ferrante Aporti e via Popoli Uniti, Via Ferrante Aporti 105
foto Anna Dusi, courtesy @specchioluce


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