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Diario di un Salento intriso di dive (da bere ghiacciate), registi russi (da dissacrare)...

Prima tappa di un'estate pugliese con molte variazioni sul tema: addio cliché welcome in Salento.

Domenico Daniele su Unsplash

L’estate 2018 ha preparato una grossa sorpresa per le viaggiatrici eleganti, anticonformiste e ormai abituali - provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo - che frequentano il Salento. Intendiamoci subito: per elegante e anticonformista si intenda qui chi ha già bevuto almeno un Helen’s Hanky Panky al bar della Farmacia Balboa di Tricase, in compagnia della sua creatrice Dame Helen Mirren (il cocktail in questione, firmato e regalmente servito dal Premio Oscar nel suo locale di piazza Pisanelli, è a base di gin, vermouth rosso e Fernet-Branca). E per abituali si fa riferimento alle signore in grado di elencare a memoria le ville Liberty di Leuca, da quella costruita nello stile più antico a quello più tardo: dall’egizio di villa Sangiovanni al pompeiano della Meridiana, dal cinese di villa Episcopo al moresco della Daniele.

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Giovanni Calia su Unsplash

Se avete già esplorato tutti i sapori del Salento segreto, dai mercatini artigiani dell’alta borghesia leccese, fino ai retrogusti più ineffabili del migliore home restaurant messo su dalle nobildonne pop di Terra d’Otranto; se vi fanno sbadigliare le consuete infilate di picnic perfetti, in giardini perfetti, in cui dodicenni perfetti, eredi di latifondi toscani indivisi, sfidano a nascondino i loro nobili coetanei locali, tutti orgogliosamente vestiti e calzati delle Lacoste e delle Timberland di famiglia, tutti orgogliosamente sporchi di vita e di terriccio sottratto ai pini d’Aleppo aviti; se pensate insomma di non aver più niente da chiedere al Salento rural chic, ecco, probabilmente non avete ancora letto il cartellone dell’arena cinematografica più snob d’Italia. Nel cuore della Lecce barocca, nel chiostro del monastero seicentesco dei teatini, dal 22 giugno al 30 luglio, si tiene l’Arena sotto le stelle, la prima rassegna di cinema pensata apposta per chi ha già avuto tutto dal Salento. Con un obiettivo: ri-simbolizzare, attraverso la riproposta di capolavori assoluti della storia del cinema, quel luogo un tempo sì consacrato alla preghiera (e poi alla formazione scolastica), ma in seguito adibito per anni a mercatino delle pulci per stomaci forti.

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Fred Mouniguet su Unsplash

Una serata da segnalare, su tutte: il 16 luglio si proietta il capolavoro del Maestro Sergej Ėjzenštejn La corazzata Potëmkin. In un vostro personale remake del Secondo, tragico Fantozzi, imponete ai vostri consorti e discendenti, col sorriso e la promessa di un gelato dalla pasticceria Natale (il gusto da raccomandarvi non potrà essere che il Maria d’Enghien, dedicato alla celebre, volitiva contessa di Lecce, preparato con crema al limone, mandorle verdi e panna fresca), di esprimere il proprio giudizio estetico sulla pellicola restaurata dalla Cineteca di Bologna, nella versione originale con didascalie russe, sottotitoli italiani e, ça va sans dire, doppio audio in salentino (non vorrete mica perdervi i commenti dei locals in platea, alla sequenza della scalinata: “Lu piccinnu! Ohimmé lu piccinnu!”). Lontane anni luce dai clamori discotecari della costa jonica, ma altrettanto distanti dagli elitari bisbigli di quella adriatica, eccovi per una sera mega direttrici galattiche delle vostre vacanze salentine. Peccato solo non poter godere anche dell’atto più raffinato di citazionismo fantozziano: privare degli aggiornamenti sui mondiali di calcio, dal momento che la finale verrà giocata la sera prima, il 15 luglio. Il programma completo di Arena sotto le stelle è sulla pagina Facebook dell’organizzatore: DB D’Essai.

Diana Cabezas su Unsplash
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