"Ho vissuto come una californiana per un mese e questo è quello che ho imparato"

Per chi non desidera l'American Dream ma solo good vibes & indie life, il place to go (e restare per sempre) è Silver Lake.

los angeles consiglidi viaggio
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A molti non piace. Dicono che sia senza anima, piatta, noiosa. I newyorkesi dicono che sia lenta. Gli europei che gli manchi cultura, fermento e social life. Ma la verità è che Los Angeles non è per tutti. Punto. In molti la sognano e al primo incontro, ne rimango delusi. Troppe aspettative, troppi telefilm e troppe Instastories filtrate di bloggers e celebs.

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A me è piaciuta, anzi ci vivrei. Il mio segreto? Scovare in ogni città, la mia città, il mio quartiere, i miei posti. E così, ho fatto anche per Los Angeles. La mia Los Angeles è stata Silver Lake. Per 30 giorni il rifugio dorato degli spiriti liberi e anticonformisti della città è stato anche il mio. Io e il mio fidanzato siamo arrivati di mercoledì, abbiamo affittato su Airbnb una di quelle casette hippie nelle viuzze che incrociano Sunset Boulevard, e per il lunedì mattina mi sentivo già una losangelina doc. Oltre ad essermi convertita (senza accorgermene) alla dieta vegana.

Perché Silver Lake è il quartiere migliore dove vivere a Los Angeles?
Semplice: è il giusto compromesso tra good vibes, indie life e La La Land spirit. È accogliente, chillax e snob qb. Non è hipster, quella è Echo Park, non è posh, quella è Abbot Kinney. È difficile da spiegare, ma quel piccolo tratto di Sunset Boulevard è irresistibile. Pura energia positiva. Oltre che tappa imperdibile per chiunque decida di concedersi una vacanza on the road in California o anche solo un long weekend nella Città degli Angeli.

E ora, i (miei) 10 indirizzi/cosa da fare/place to go a Silver Lake:

1. INTELLIGENTSIA COFFEE
Silver Lake è una piccola community, tutti si conoscono, tutti si salutano e tutti/e sono bellissimi/e, cani e bambini compresi. E all’Intelligentsia Coffee te ne rendi conto dalle prime ore del mattino (apre alle 6 e in caso di jet lag è una salvezza). È il place to go per colazione, è il place to be per lavorare all’aria aperta seduti nel patio mentre si ammira il via vai di modelle in leggings e occhiali da sole, skaters dai lunghi capelli dorati e silverlake-ians doc.

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Il mio consiglio: se volete un cappuccino o un macchiato, arrendetevi al latte di avena. the new thing! Il latte vaccino è quasi bandito, quello di soia non si usa più da mo’ (colpa degli Ogm), quello di mandorla è démodé. Quello di cocco è too much. E se volete aggiungere un dolcetto: croissant al te matcha o scones sesamo e datteri. Peccati di gola 100% healthy.

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See you on the patio, Silver Lake.✌🏼

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2. THE NOW
Solo a Los Angeles poteva esistere una “massage boutique”. The NOW è LA destinazione per concedersi ripetute coccole per mente, corpo e spirito. Anche solo per 30 minuti e a un prezzo accessibile: i massaggi partono da 35 dollari. Arredato come un boutique hotel di Tulum: interni bianchi, candidi e luminosi, elementi rustic chic, complementi in legno vivo, lampade di vimini, cactus, tende in lino naturale e bastocini di Palo Santo che bruciano no stop, The NOW è un santuario di bellezza & design.

Il mio consiglio: tornare più volte! Al primo appuntamento affidarsi al signature massage e poi, sperimentare, lo sperimentabile: il massaggio al cuoio capelluto con olio di cocco e il massaggio con i cristalli per alleviare stress e aprire i chakra.

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3. MH.ZH.
Mangiare da Mh Zh è un’esperienza (buonissima). Il piccolo ristorante, all’angolo tra Sunset Boulevard e Maltman Avenue, è davvero mini. All’interno, non più di una decina di posti, la cucina non è solo a vista ma è parte integrate della sala. In Italia sarebbe sull’orlo dell’illegalità, qui è pura tendenza. All’esterno, invece, dalle 6pm in poi una serie di tavolini vintage in ferro battuto invadono tutto il marciapiede. E in poco meno di mezz’ora sono già tutti pieni e una lunga fila fa il giro del palazzo.

La cucina mixa piatti mediterranei, sapori israeliani e spezie medio-orientali. Alcune portate come il pesce grigliato con burro fuso, capperi mignon e timo fresco o le patate dolci con tahini e spezie sono servite direttamente su strati di carta da cucina. Altre in piccoli tegami o piattini di latta. Tutto sembra improvvisato, ma non lasciatevi ingannare: ogni dettaglio è studiato alla lettera dallo chef e proprietario Conor Shemtov. Compresa l’ultima strategia marketing: non accettare prenotazioni, non avere il numero di telefono e non avere l’insegna.

Il mio consiglio: leggete il menù scritto a pennarello su un sacchetto del pane solo per farvi venire l’acquolina in bocca e poi, ordinate uno di tutto, per una full experience che non vi dimenticherete.

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what's so bad about carbs? 🤓🍞🥔🤗

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4. MOHAWK GENERAL STORE
Pochi pezzi, ma selezionati alla perfezione. Il Mohawk General Store ha semplicemente tutti i capi del guardaroba-dei-desideri. Qualche esempio? Una borsa di Mansur Graviel, un abito di Tibi o Simone Rocha, un top di Jacquemus, un jeans di Rachel Comey, una collana di Gabriela Artiga…devo continuare?! Oltre alla moda, anche una selezione di magazine, prodotti beauty e oggetti lifestyle mooolto interessante.

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Il mio consiglio: oltre all’abbigliamento, date un’occhiata alla selezione unica di cappelli e borse in paglia, juta e fibre naturali. E poi, non perdetevi le altre fashion-tappe del quartiere: il monomarca di Creatures of Comfort, degli occhiali da sole Retrosuperfuture e dei profumi newyorkesi Le Labo. Tutti walking distance.

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🍋 🍊 🍋

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5. LITTLE PINE
Il vegan bistrot del musicista Moby è un must-do (da prenotare in anticipio). Non solo per la cucina deliziosa, sana e organic, o per l’ambiente, cosy e hiptser che ricorda uno chalet di montagna, ma per contribuire a una buona causa: il 100% dei guadagni del ristorante sono devoluti in beneficienza ad associazioni animaliste.

Il mio consiglio: dopo il brunch, date un’occhiata al mini shop all’entrata del locale, in vendita: libri, candele, tè, fotografie e altri oggetti del cuore del pioniere dell’elettronica anni 90.

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Lovely picture of tiny piney from @itsmichaelchan

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6. DREAM COLLECTIVE
Lifestyle boutique curata dalla designer di gioielli Kathryn Bentley dove regalarsi una collana o un anello con pietra colorata. Non un semplice gioiello ma un vero e proprio amuleto, la stessa Kathryn è convinta che i suoi gioielli rilascino energia positiva a chi li indossa. Il plus? Oltre alle sue meravigliose creazioni handmade in Los Angeles, in boutique troverete una selezione di ceramiche, candele, profumi e articoli per la casa 100% local.

Il mio consiglio: scegliere la pietra del cuore, chiudere gli occhi e strisciare la carta senza rimorsi. Anelli (favolosi) a partire dai 500 dollari, collane (pazzesche) a partire dai 700 dollari.

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One of a kind watermelon tourmaline rings #tourmaline

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7. NIGHT + MARKET SONG
Thai Street Food e vini naturali, serviti in una location assolutamente kitch. Pareti fucsia e arancio fluo, tovaglie di plastica con fiori tropicali, festoni di carnevale e tende di perline colorate. Rumoroso, funky e piccantissimo, è IL ritrovo del weekend.

In cucina il giovane chef 30enne Kris Yenbamroong, nessuna formazione culinaria professionale, ha imparato a cucinare a Bangkok e nella cucina dei suoi genitori, eppure ha appena pubblicato un libro di ricette come i grandi chef e il suo pad thai e il suo fried chicken sandwich sono famosi in tutta Los Angeles. Tra i suoi clienti (famosi) Rene Redzepi, Gwyneth Paltrow, i Daft Punk e Lena Dunham.

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Il mio consiglio: arriverete e la fila sarà già interminabile, ma come dicono gli americani don't give up! Ordinate un drink e aspettate nella hall, chissà che non vi capiti di fare celebrity watching.

8. DEPOP SPACE
Da online a offline, il social marketplace Depop ha aperto il suo primo ufficio/negozio/art gallery sulla Sunset Blv accanto a Le Labo e Retrosuperfuture, e promette un calendario di eventi, mostre e pop-up per vintage fanatic. Free entry 7/7.

Il mio consiglio: se siete sull'app passate a salutare Lizzy e Justin, store & community manager :)

9. MATCHA BAR
Scordatevi il matcha latte (so boring) qui si sperimentano nuovi drinks come lavanda, matcha e limonata o infuso di rose, matcha e latte di avena, da colazione a merenda.

Il mio consiglio: drink e scatto su Instagram con #matchalover obbligato!

10. FOXHOLE
Fox non è soltanto una denim guru ma anche una specialista in riparazioni e capi custom. La sua selezione vintage di jeans, gilet e tute worker in denim merita la visita.

Il mio consiglio: oltre a un paio di jeans, regalatevi una serie di patches old school con cui personalizzare shorts, zaini e totes e un paio di t-shirt vintage 100% USA.

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