Provocazione dalla Cina: e se i treni fossero vietati ai bambini?

In Cina si sta discutendo della possibilità di riservare carrozze alle famiglie con bambini per non gravare sugli altri viaggiatori: e nel resto del mondo?

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Photo by Jessi Pena on Unsplash

Oltre le carrozze silenzio (sempre poco rispettato), oltre la prima con le poltrone ampie e comode dove stravaccarsi, oltre la business dominata dal ticchettare del computer e dai trilli sempre troppo squillanti dei cellulari di persone al lavoro, ci sono le carrozze normali. Viaggiare in treni affollati di persone, di famiglie, spesso di bambini giustamente poco pazienti. Anche se il viaggio è breve, poco tempo in alta velocità, e molti genitori danno fondo alla più sfrenata fantasia per distrarli dal pensiero del viaggio. Ma come sarebbe se sui treni ci fossero le carrozze per bambini, riservate a chi viaggia con i figli? Molti genitori plaudirebbero all’idea, sicuro. Ribaltiamo la questione: se i treni fossero child-free? Se non ci fossero bambini in età prescolare a correre tra i sedili sbattendo qua e là, a sentire i cartoni animati a volumi da fiera di paese, a farsi i selfie coi telefoni di papà e mamma e piangere disperati perché si annoiano? Viaggiare sarebbe più gradevole, è indubbio. Magari aggiungendo un sano silenziatore alle suonerie dei cellulari e ai messaggi vocali fatti ascoltare a tutto il vagone (ah, la netiquette). Una nuova discussione si è aperta in merito, sia sui social sia dal vivo, dopo le limitazioni all’ingresso nei ristoranti vietati ai bambini e al tanto discusso invito/non invito ai bimbi ai matrimoni: in Cina dove si sta ampiamente dibattendo sul viaggiare con i bambini in treno, visti i milioni di viaggiatori che attraversano il paese per le celebrazioni del capodanno cinese 2019 (in corrispondenza del prossimo 5 febbraio). Un viaggio stressante non predispone ai festeggiamenti e dover gestire i propri figli, o scalmanati pargoli altrui, di certo peggiora la situazione.

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Photo by Carolina Peters on Unsplash

Il dibattito si è talmente allargato che, come riporta la BBC, ha registrato quasi un miliardo di interazioni su Weibo, il social più usato nella repubblica popolare cinese, ed è arrivato persino alla radio nazionale. La proposta di avere treni senza bambini con vagoni dedicati a chi viaggia senza fardelli OPS dei propri lombi è stata accolta con divertimento da Huang Xi, uno dei responsabili delle ferrovie nazionali cinesi, che l’ha definita quantomeno “creativa” nel suo intervento radiofonico: “Tutti i mezzi pubblici si troveranno ad affrontare una situazione simile. Le proposte per il trasporto pubblico ci sono, come ci sono un sacco ispirazioni per migliorare il lavoro. Per creare un buon ambiente di viaggio abbiamo bisogno di lavorare insieme” ha concluso diplomaticamente il rappresentante delle ferrovie. Quello che è emerso seguendo l’hashtag #ChineseNewYearTravel2019 non è un kinder verboten o un’iperbole per vietare ai bambini di viaggiare. Non è così radicale (e stupido, e attaccabile). Quello che si propone è la possibilità che ci siano una carrozze dedicate ai bambini in viaggio, poco avvezzi a sopportare lunghe attese o distanze senza adeguato intrattenimento. Un baby wagon, insomma. Magari con tutti i comfort: qualche culla, fasciatoi strategici, giochi. Nulla è stato ancora pianificato dalle ferrovie della Cina, per ora è solo un topic estremamente discusso sui social. Un tema caldissimo che non ha faticato ad arrivare in una porzione di mondo dove si è spesso argomentato di invadenza dei bambini, di mancanza di controllo dei genitori e di inadeguatezza per il contesto in cui spesso si sceglie di trascinare i figli, col risultato che anche i bambini più corretti e tranquilli si trovano in situazioni scomode o snervanti e reagiscono di conseguenza. Tipo in viaggio, appunto.

Quello che infastidisce dalla Cina all’Europa fino all’Australia è l’ineducazione in certi luoghi, a maggior ragione se pubblici. I milioni di commentatori su Weibo hanno sottolineato il fastidio che devono subire da bambini viziati che non hanno freni e si comportano male sui mezzi. La discussione è nata in un momento specifico dell'anno cinese in cui i treni sono parecchio imbottiti, ma non è che su aerei europei o autobus sudamericani cambi molto. La maleducazione -di bambini o di adulti in scala generale- è un segno di triste mancanza di rispetto dello spazio pubblico. Nella sgranata di interazioni tra l’ironico, il provocatorio e il propositivo è sorto un problema comune: per evitare di incappare in tremendi viaggi devastati dagli urli degli infanti, si potrebbe pensare a vagoni child-free e a scompartimenti dedicati ai bambini. Al tempo stesso, sia chiaro. Non si parla di ghettizzazione dei bambini, piuttosto di una semplificazione dell’esperienza del viaggio per loro: d’altronde la poesia dell’ammirare il mondo dal finestrino filosofeggiando sulla propria vita è qualcosa che si può acquisire dall’adolescenza in avanti. Pretendere che un bambino stia immobile per anche solo un’ora di treno ad alta velocità è impossibile.

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Photo by Zac Ong on Unsplash

Eppure l’Europa degli Interrail è già abbastanza avanti per quanto riguarda lil comfort dei bambini in treno. Accorgimenti che non solo migliorano il loro viaggio, ma anche quello dei loro genitori e, a maggior ragione, non inficiano quello degli altri passeggeri. Gli esempi più recentemente virtuosi arrivano dalla Deutsche Bahn in Germania, che ha riservato scompartimenti dedicati per i genitori che viaggiano con bambini piccoli da 0 a 5 anni. Si chiamano Mutter/Klein Kind e si trovano sui treni più nuovi: alla modica cifra di 9 euro di prenotazione oltre al prezzo del biglietto offrono spazi appositi per giocare e gattonare, spazi più ampi per sistemare carrozzine e i passeggini, prese elettriche sicure per attaccare gli scaldabiberon e fasciatoi pieghevoli sia nella carrozza, sia nei bagni vicini. Oltre agli spazi appositi per gli infanti, sui treni tedeschi sono state introdotte anche le carrozze con aree famiglia (da 8 a 24 posti) per accogliere comodamente genitori e figli che viaggiano tutti insieme. Un modo facilissimo per evitare l’imbarazzo di subire la riprovazione degli altri viaggiatori, lavoratori o semplicemente vogliosi di riposare, che di certo non hanno voglia di subire l’entusiasmo dei pargoli altrui. Stessa intuizione già in uso in Svizzera, dove sugli Intercity a due piani o singoli ci sono apposite carrozze allestite in stile parco giochi libero per i bambini che viaggiano con i genitori, mentre sui treni più piccoli ci sono comunque spazi esclusivamente per loro. Compasso d'oro all'inventiva alle ferrovie della Finlandia, che ha sperimentato da tempo i vagoni per bambini nei treni a lunga percorrenza: al piano superiore c’è una vera area giochi e negli scompartimenti per famiglie si trovano sedili reclinabili, seggiolini per i più piccoli, biblioteche a bordo, prese per gli scaldapappa e addirittura le toilette dedicate ai bimbi, munite di mini-wc e fasciatoio. Da lacrimuccia totale da parte di tutti i genitori costretti a stipare figli e valigie sui trasporti regionali: perché in Italia di carrozze dedicate e di scompartimenti appositamente child-friendly non si parla. Ci sono solo sconti per viaggiare in treno con bambini, ma di miglioramenti strutturali delle carrozze per accogliere i piccoli esploratori e alleggerire i lunghi attraversamenti del paese verso mete dentro e fuori i confini, non se ne parla. La speranza è che l’onda lunga virtuosa degli altri paesi travalichi le Alpi e migliori le condizioni di trasporto di tutti. A lunga percorrenza o meno.

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