L’Australia va a fuoco. I pericoli del cambiamento climatico qui e ora

Il global warming sta stravolgendo l'ambiente in Australia e nel mondo da anni, ma molti leader restano indifferenti.

Firefighters Remain On High Alert As Bushfire Conditions Ease Across NSW
Brett HemmingsGetty Images

Sono uno scienziato del clima e, in vacanza sulle Blue Mountains, osservo i cambiamenti climatici in corso. Dopo anni di studio sul clima, il mio lavoro mi ha portato a Sydney, dove sto studiando il nesso tra il cambiamento climatico e i fenomeni meteorologici estremi.

Prima di cominciare il mio periodo sabbatico a Sydney, durante le vacanze di Natale ho colto l’occasione per andare in Australia in vacanza con la mia famiglia. Abbiamo deciso di andare a vedere la Grande barriera corallina, una delle meraviglie del nostro pianeta, finché siamo ancora in tempo: a causa dello sbiancamento e dell’acidificazione degli oceani provocati dall’aumento delle temperature, e se non si cominceranno a ridurre in modo drastico le emissioni globali di carbonio, potrebbe scomparire nel giro di pochi decenni.

Siamo poi andati sulle Blue Mountains, un’altra delle meraviglie naturali dell’Australia, con le lussureggianti foreste pluviali temperate, le maestose formazioni rocciose e una vista mozzafiato con cui poche cose al mondo possono competere. Anche qui incombe la minaccia del cambiamento climatico. L’ho visto con i miei occhi. Al posto delle distese di foresta pluviale incastonate nelle montagne dalle sfumature blu, ci sono valli piene di nebbia, mentre le creste e le cime in lontananza sullo sfondo appaiono sbiadite come fantasmi. Al leggendario colore blu (prodotto dai terpeni emessi dagli alberi di eucalipto, qui presenti in grandi quantità) si è sostituita una foschia marrone che ha invaso anche l’azzurro del cielo.

Darrian TraynorGetty Images

La gente del posto, che ho trovato molto socievole, sostiene di non aver mai visto nulla di simile prima; alcuni di loro hanno pronunciato spontaneamente l’espressione “cambiamento climatico” senza che io facessi alcun commento.

Le canzoni di Peter Garrett dei Midnight Oil [gruppo rock australiano N. d. T.], che ho avuto modo di conoscere diversi anni fa, oggi assumono per me un significato completamente nuovo e, alla luce di quello che sta accadendo in Australia, risuonano come inquietanti premonizioni.

Questo cielo marrone sulle Blue Mountains è una conseguenza del cambiamento climatico provocato dall’uomo. Prendete un calore record, aggiungeteci una siccità senza precedenti in regioni già aride e avrete incendi come quelli che stanno distruggendo le Blue Mountains e che stanno divampando in tutto il continente. Non è poi così difficile da capire.

Il riscaldamento del nostro pianeta ‒ e i cambiamenti climatici associati ‒ sono dovuti ai combustibili fossili che stiamo bruciando: petrolio (che sia a mezzanotte o a qualsiasi ora del giorno), gas naturale e carbone, il peggiore fra tutti. Neanche questo è complicato da capire.

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Quando si estrae carbone ‒ come nel caso del controverso progetto della miniera Adani, che potrebbe come minimo raddoppiare le emissioni di CO2 in Australia ‒ si sta letteralmente estraendo il blu dei nostri cieli. La miniera Adani potrebbe essere giustamente ribattezzata Blue Sky mine [gioco di parole ispirato dal brano Blue Sky mining dei Midnight Oil, N. d. T.].

In Australia beds are burning [titolo di un brano dei Midnight Oil, N. d. T.]. E bruciano intere città e foreste insostituibili, preziose specie animali in via di estinzione come il koala (senza dubbio l’unico peluche vivente al mondo) stanno morendo a causa di incendi mai visti prima. Il continente australiano è in fiamme, a livello figurato e in senso letterale. Eppure, incredibilmente, il primo ministro Scott Morrison sembra indifferente all’emergenza climatica che sta assediando l’Australia e sceglie di partire in vacanza alle Hawaii lasciando gli australiani in preda a temperature e incendi senza precedenti.

Morrison ha dimostrato di essere legato agli interessi del settore carbonifero e si pensa che la sua amministrazione abbia cospirato insieme a un piccolo gruppo di petrostati per sabotare la recente Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi a Madrid (COP25), un ultimo disperato tentativo di mantenere il riscaldamento planetario al di sotto del livello da molti considerato pericoloso (1,5 ° C).

Brett HemmingsGetty Images

Per gli australiani, tuttavia, basta svegliarsi la mattina, accendere la televisione, leggere il giornale o guardare fuori dalla finestra per vedere quello che ormai è sotto gli occhi di tutti: i pericoli del cambiamento climatico, in Australia, sono già in atto. Si tratta solo di capire in che misura siamo disposti ad accettare che la situazione peggiori. L’Australia è in preda a un’emergenza climatica e sta letteralmente bruciando.

Questo paese ha bisogno di un governo capace di riconoscerlo e di agire. E di elettori che puniscano i politici alle urne, votando contro la classe politica dei combustibili fossili, che è parte del problema, e scegliendo invece politici che difendano il clima e che vogliano trovare una soluzione.

CCNow

Questo articolo è apparso originariamente sul Guardian e viene ripubblicato qui come parte di Covering Climate Now, una collaborazione giornalistica globale per rafforzare la copertura della questione climatica.

Michael E. Mann insegna Scienza dell’atmosfera presso la Pennsylvania State University. Ha pubblicato di recente il libro (con le vignette di Tom Toles) La terra brucia. Perché negare il cambiamento climatico minaccia il nostro pianeta, Hoepli 2017.

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