"Viaggio", "viaggiare", "ogni mai", "insieme". "Quarantena", "senza", "2020", "parlare". Queste sono le due squadre di parole che si sfidano nella nostra testa e, in pratica, sui social formato hashtag. Sono due gruppi di parole: le prime associate a emozioni positive, le seconde associate a sensazioni negative. Il campionato è quello del “torneremo a viaggiare?” tema che nella Fase 2, dopo che le incognite attività motoria e Maturità 2020 sono state sciolte, crea reazioni comuni e differenti su bacheche di Facebook, regram di post e stories, live tour su IGTV. Partiamo dalle ricerche sul tema del viaggio di Pulsar (il software di audience insight con il quale Hearst Italia ha creato il progetto Barometro) per parlare di come sarà l’estate 2020 perché è innegabile che le reazioni iniziano a spostarsi dalle hard news sulle emergenze alla condivisione di sentimenti per la ripartenza. Nella settimana in cui il dibattito mediatico era in mano alle notizie dei lidi re-allestiti con divisori di plexiglas, e conseguenti polemiche, titoli urlati e caccia alla “soluzione”, abbiamo provato a leggere tra i commenti social il tono più intimo di noi singoli: al momento il viaggio non è ancora in cima ai temi della ripartenza ma si ritaglia uno spazio nel tema dell’evasione, del sogno e dell’immaginazione che fa riscoprire sempre più luoghi d’Italia a cui tornare, futuri viaggi sognati made in Italy e lontani dai cliché esotici. Un esempio è dato dalle analisi che vanno dal 14 al 20 aprile in Italia dove gli status update della nuvola relativa ai viaggi sono stati oltre 7 mila con post dedicati ai ricordi di viaggi e alla prospettiva di volerne vivere presto altri (l’88% di reazioni sull’associazione alla parola “viaggio” è gioia).

Nostalgia e visione del futuro sono le chiavi per capire come vivere oggi il tema delle vacanze estive 2020 nell’attesa di capire norme di sicurezza e limiti territoriali. I post con maggior engagement sul tag #viaggio sono molto diversi tra loro: in primis l’ex premier Lamberto Dini sulla pagina Facebook del Corriere della Sera con il titolo “ex premier era in vacanza quando è scoppiata l’emergenza (bloccato dal lockdown in Costa Rica) è l’unica hard news rilevante sulla combo Covid & Viaggio prima del ciclone spiaggia&plexiglas. A questo seguono molto più i #tb di IG per il viaggiare con la fantasia tra angoli di Mediterraneo e accettazione del non ritorno alla normalità (ma non per questo vietato postare foto di spiagge affollate dell’estate scorsa), viaggi virtuali proposti da agenzie e il viaggio in cucina, unico tema immediatamente attuabile che crea connessioni con le proprie origini. Gli hashtag più rilevanti su FB sono di fanpage di agenzie e gruppi di viaggio più che singoli, e si riassumono in #Liberidisognare, #betravel, #ricominceremoaviaggiare. Questo ultimo hashtag conquista anche Instagram con bandiere italiane come emoticon a corredo di tutto ciò nella consapevolezza, decreto dopo decreto, che sarà sempre più un’estate italiana. Esempio di #proudtobeitalian e viaggi è anche il post di Eleonora Ammanito, ricercatrice dell'agenzia spaziale italiana, che dalla fanpage dell’Embassy to Italy, ambasciata americana a Roma, ci porta ancora più altrove, #FromHomeToSpace e la diretta dei racconti di viaggi su Marte. Partendo da questo desiderio digitale e personale abbiamo chiesto a tre donne della politica italiana previsioni e proposte per capire come viaggeremo nei prossimi mesi.

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“Che ne sarà della nostra estate? Cominciamo dal punto di vista istituzionale: stiamo facendo un piano per il turismo, che in tutti i paesi del mondo è quello che sta subendo di più”, parte subito Laura Castelli, viceministra dell’Economia e delle Finanze, il ministero da cui in questo momento passa praticamente tutto. “Secondo i dati di marzo della piattaforma di business information Cerved, i dieci settori che hanno subito il maggiore impatto dalla crisi Coronavirus sono tutti legati al turismo: alberghi, agenzie di viaggi, tour operator, strutture ricettive e alberghiere, allestimenti, concessionarie di trasporti, aerei. Le performance migliori le hanno avute il commercio online, la distribuzione alimentare a domicilio, le specialità farmaceutiche, la produzione di ortofrutta. Questi dati ci dicono che sono andati in crisi alcuni dei settori già in parabola discendente; i tour operator, ad esempio, visto che la gente ormai si organizza i viaggi da sé. Sono settori che stavano già faticando a riconvertirsi mentre hanno performato bene quelli che rappresentano le innovazioni, come l’eCommerce e la distribuzione alimentare innovativa. Cosa c’entra tutto questo con le nostre vacanze? C’è che nella fase 2 dovremo fare i conti con il ritardo nelle innovazioni che andava già avviato dieci anni fa. Esempio: in Cina stanno offrendo dei pacchetti vacanze con nuovi vantaggi economici: si paga subito, per cui i privati finanziano il settore, ma ne fruisci quando puoi, magari nel corso di anni. Questo modello prenderà piede in tutti i paesi che devono reinventare il turismo. Io non riesco a fare le vacanze da quattro anni, soprattutto l’anno scorso con la formazione del nuovo governo, ma secondo me, quest’estate scopriremo l’Italia. I posti del cuore o posti mai visti. Io sono nata nel 1986, sono una millennials e la mia generazione è sempre stata appassionata dell’estero e poco incline a girare l’Italia: troveremo angoli di paradiso vicino casa. Lo so, siamo spaventati dal tema delle spiagge-plexiglas. Credo che si debbano adottare metodi di minore impatto psicologico possibile, già la mascherina cambia il nostro comportamento perché dimezza la mimica facciale, figuriamoci dei divisori tra noi e gli altri, c’è il rischio che scoraggino del tutto la voglia di mettere piede in spiaggia. Ma bisogna innanzitutto risolvere il problema delle spiagge libere: controllare le distanze in uno stabilimento è facile, ma non tutti se le possono permettere. E poi, mica possono contenere tutti...".

“È vero, non basta concentrarci sul qui e ora e sul dolore che stiamo provando soprattutto qui da noi, dobbiamo pensare anche all'estate”, racconta Paola Bocci, consigliera della Regione Lombardia, “noi delle istituzioni dobbiamo sforzarci di produrre visioni di ripartenza in sicurezza per tutti. Una visione che si snodi senza fretta mentre ognuno fa la sua parte; le istituzioni devo farla con i controlli, immaginando che ci sarà chi a fine emergenza non troverà più il suo lavoro e chi dovrà lavorare per recuperare quello che ha perso in questi giorni; la gente deve farla rendendo reale un mondo in cui le regole vengono rispettate e i cittadini riescono a sentirsi responsabili di un destino che non è solo il proprio. Le regole vanno rispettate ancora perché questo nemico è veloce, non sta a guardare chi sei e che fai. Sarà un’estate di ricostruzione delle speranze attraverso la riscoperta della bellezza, dell’arte, della natura, soprattutto per chi ha trascorso lunghe settimane chiuso in scatole con le finestre come unico varco verso il mondo, a volte anche con bambini e altri membri della famiglia. Ci vuole ancora un po’ di pazienza per realizzare il motto di Ermanno Olmi: “torneranno i prati”. Torneranno anche le spiagge, le colline, le montagne”. “Intanto, le probabilità di volare verso località lontane sono molto basse", continua la consigliera Bocci. "Sì, ognuno dovrà calpestare la terra vicina alle proprie radici. Qualcuno pensa che in Lombardia non ci siano occasioni per godersi l’estate, invece è bellissima e oltre alle città offre una natura da scoprire e riscoprire. Non c’è il mare, che io adoro, ma pazienza. Faremo altre esperienze, soprattutto quelle della vicinanza familiare e ci cureremo dalla frustrazione provata nel non poter stare vicino alle persone a cui vogliamo bene, soprattutto i più giovani. Io spero che sia anche un'estate di riflessione su quello che abbiamo imparato, e che non si ripete mai abbastanza: la solidarietà spontanea, i rapporti di vicinato, la necessità di avviare uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale. Anche le vacanze dovranno diventare sostenibili. Abbiamo scoperto di poter fare a meno di molte cose. Come sarà la mia estate? Da qualche anno sono legate ai luoghi delle mie origini familiari, dieci giorni nella casa del mio papà nelle Marche, dove mi sono sempre goduta in agosto il festival Summer Jamboree di Senigallia - immagino che quest’anno dovrà essere rivisto -, e dieci giorni a Bobbio, di cui è originario mio marito. Spero di avere la possibilità di fare un po’ di vita familiare in questi due luoghi che amo molto. E di andare in bici, un mezzo che consente la mobilità con la distanza sociale. Voglio fare una profezia: secondo me la soluzione dell’estate 2020 potrebbe essere il camper. Abbiamo fatto le prove generali di convivenza in spazi ristretti e possiamo continuare a farlo spostandoci con la famiglia per visitare le bellezze della nostra regione. Se vedremo un boom di affitti dei camper vorrà dire che in tanti l’hanno pensata come me”.

“Previsioni infallibili non se ne possono fare, tra una settimana gli scenari potrebbero essere diversi. Se la situazione dovesse migliorare drasticamente, piccoli spiragli di concessioni supplementari potrebbero arrivare, ma sulle vacanze 2020 è tutto ancora da pensare. La politica per ora può solo formulare una serie di proposte da tradurre in scenari possibili”, mette in chiaro la sottosegretaria per i rapporti con il Parlamento Simona Malpezzi. "Le mie figlie hanno quasi 15 e 13 anni, la più grande è abituata a fare la vacanza studio all’estero ogni estate e per un puro caso, quest’anno non avevo ancora prenotato: sarebbe saltata comunque perché non sappiamo quali protocolli saranno messi in atto dai paesi di destinazione. Entrambe, poi, sono abituate alla lunga vacanza in Croazia a casa dei nonni, mio marito è per metà croato: anche questo non sappiamo se potremo farlo. I rappresentanti della politica ragionano ogni giorno sulla curva dei contagi; in questo momento in Italia sta scendendo, anche se a una velocità minore rispetto a quella che prevedevano gli epidemiologi. Ma non tutti i paesi europei stanno adottando il nostro stesso tipo di calcolo per valutare come stanno andando le cose. In Italia, poi, la mappatura è diversa da regione a regione, un elemento con cui dobbiamo fare i conti", prosegue la senatrice Malpezzi. "La Lombardia e il Piemonte sono le regioni in maggiore sofferenza, ma in altre come la Basilicata e la Campania c’è stato un contenimento drastico, per cui fare previsioni che valgano per tutta la nazione quando il contesto è disomogeneo, non si può. Mettiamola così: la Fase 2 sarà flessibile e monitorata in continuazione in base ai numeri forniti dalla scienza. In base a quei numeri, la politica formulerà delle scelte e darà delle linee guida nazionali, che poi vanno rettificate tramite le istituzioni locali. Bisogna aggiungere che le vacanze sono importanti anche perché rappresentano un comparto importante del mondo del lavoro, ma come si sta facendo per tutti gli altri, anche questo deve essere messo in sicurezza. Certo, l’idea dei confini chiusi fa pensare a come siamo sempre stati abituati a pensare “oltre confine” ma ora i confini non esistono. C’è una barriera, basti pensare che Francoforte è uno dei pochi aeroporti rimasti aperti da cui transitano gli italiani all’estero da rimpatriare, che avevano scali a Mosca o in altre città blindate, e da cui ora si può rientrare solo facendo seguire 14 giorni di isolamento. Forse questo ci aiuterà ad apprezzare di più la bellezza della libertà di movimento fra stato e stato, che qualcuno sottovaluta?”.

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