Ballenesque di Roger Ballen! Un viaggio! (dove non siete mai stati)

Un libro e una mostra per 50 anni di immagini che scendono negli abissi della psiche, spiccano il volo con la poesia visionaria e la fotografia che spinge a guardare dentro di se

Roger Ballen, foto animali
Dogfellows, 2014 © Roger Ballen / Courtesy CENTRALE Brussels

Il nostro mondo, moderno, glamour e super accessoriato, nasconde luoghi inaccessibili e disturbanti sotto gli occhi di tutti! Pensate solo alle pieghe più oscure del nostro subconscio e a quanto è difficile guardare dentro di se. Non ci pensate! Guardate! Approfittate dell'ultimo viaggio di Roger Ballen, in libreria e mostra con un nuovo adattamento di Ballenesque per gli spazi del CENTRALE for contemporary art di Bruxelles (14 novembre 2019 - 1 marzo 2020). Scendete negli abissi della psiche (la sua e la nostra), scovate la grazia in ogni inferno, spiccate il volo con la poesia visionaria di uno degli artisti più stupefacenti del XXI secolo. Lui non sembra avere dubbi «Le mie fotografie ti porteranno in un mondo, che è stato per molti, inaccessibile».

Roger Ballen - Sneak, 2016
© Roger Ballen / Courtesy CENTRALE Brussels

Benvenuti a Ballenesque! Il palcoscenico della mente di Ballen e di cinquanta anni di esplorazioni fotografiche spaventosamente emozionanti. Al confine di generi, spazi e nascondigli dell'inconscio. L'universo di fotografie graffiate, disegnate, dipinte, scolpite, aggrovigliate, per dare una forma istintiva al flusso d'immagini quasi primordiale della psiche. Visioni d'umanità randagia che popolano i margini del mondo e della realtà, condividendo la tana con topi bianchi e ombre scure, cuccioli irresistibili e incubi che accarezzano il lato più sublime dell'esistenza.

Il palcoscenico ideale di tutti i progetti che raccoglie, ricorda e guarda con occhi nuovi, tornando ad attraversare la 'camera oscura' dell'esistenza, insieme ai tableaux sempre più scultorei di Boarding House, i voli di Asylum of the Birdsù. Tutti i cani, gatti, topi, serpenti, lucertole, papere, corvi, galline, conigli, ragni, colombi che vivono con Ballen e popolano da anni le sue visioni, ai margini di fotografie, libri, video e installazioni su larga scala.

Roger Ballen - Devour, 2013
© Roger Ballen / Courtesy CENTRALE Brussels

Animali di ogni genere, resi protagonisti assoluti del più recente progetto Ah Rats, come lo sono di Tommy Can't Sleep, l'ultimo video musicale diretto da Ballen per il gruppo rap-rave sudafricano Die Antwoord, con il quale intrattiene un fruttuoso sodalizio artistico dal 2011 e l'inotico video di I Fink U Freeky, estendendo la sua estetica viscerale a milioni di nuovi sguardi attraverso YouTube. Ballenesque è il mondo delle meraviglie inquietanti da scoprire in libreria e ogni tappa espositiva, in sintonia con il luogo che la accoglie.


Ballenesque: in libreria con un regno del sublime

Il libro fotografico omonimo edito da Thames & Hudson, offre una nuova lettura del singolare approccio visivo di Ballen, agli appassionati impenitenti e chi si avventura per la prima volta nel suo mondo. A far luce sugli stimoli e le esperienze che lo hanno influenzato, provvedono i testi dello stesso fotografo, con l'introduzione di Robert JC Young e più di 300 opere celebri e inedite.

Il viaggio nel tempo e nell'intera opera di Ballen, grazie alle fotografie inedite, torna alle controculture documentate sin dagli anni Sessanta e Settanta, dalle proteste contro la guerra in Vietnam ai nudisti di Woodstock. Guarda i bambini fotografati nel corso dei suoi viaggi da New York all'Indonesia, raccolti in Boyhood.

In modo analogo, il testo ricorda il fotografo nato nel sobborgo di New York (1950), cresciuto con la madre assistente di diversi fotografi Magnum (persa troppo presto). La prima macchina fotografica ricevuta a 13 anni e la foto scattata ad un gatto morto lungo la strada (la prima che veramente gli piace). I racconti che approfittano di tutti i supporti, seguono il geologo vissuto per anni in Sudafrica. Documentando l'apartheid, il modo in cui cambia l'esistenza dei neri, insieme al singolare patrimonio genetico e culturale dei poveri afrikan bianchi delle zone rurali che hanno reso celebre il progetto Platteland e Outland.

Gli esseri umani, gli animali, lo spazio, il caos e il complesso rapporto tra reale e non reale, condensano l'essenza della poetica visionaria di questo singolare esploratore degli angoli più bui e sfuggenti della natura umana, anche nel video a seguire, con la sua voce roca e suadente.

Ballenesque una retrospettiva per guardare dentro di se

Lo spirito che anima il libro, viaggia con il percorso espositivo di Ballenesque, passato anche per l'ultima edizione dei Les Rencontres d'Arles, trasfigurando un'intera casa abbandonata. (The House of the Ballenesque). Ogni nuova tappa è diversa dalla precedente, pronta a cambiare schema e creare nuove connessioni. L'adattamento della retrospettiva ospitata al CENTRALE for contemporary art, usa fotografia, video e installazioni, progettate in situ con oggetti trovati a Bruxelles, per intraprende un nuovo viaggio shock, nelle tonalità di grigio, distillate dagli abissi del bianco e nero e della psiche, insieme alle evoluzioni toccate con il colore e il 3D, il video e l'installazione.

Si avventura nell'esplorazione del legame tra il subconscio dell'artista e quello dello spettatore, con fotografie incapaci di stare ferme e video che ne amplificano le potenzialità. Offre agli spettatori visioni che scovano umanità e tenerezza dove nessuno si aspetterebbe di trovarla, con un impatto sulla psiche che spinge a guardare dentro di se.

La speranza di Roger Ballen e che il suo singolare approccio espressivo, consenta alle persone sensibili di avvicinarsi a quella parte della mente che li mette a disagio. Un primo passo importante per imparare a fraternizzare con le sfumature più fragili e controverse della nostra umanità.

Roger Ballen - Addict, 2014
© Roger Ballen / Courtesy CENTRALE Brussels
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