L'editoriale del numero di agosto 2019 di Marie Claire

"Quando avete un attimo di tempo, mi scrivete?"

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Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi a parlare. Il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ad ascoltare. Winston Churchill

Nell’ultimo mese mi sono capitate cose che mi hanno fatto venir voglia di fermarmi. Per ascoltare e poi dialogare. Un’ex lettrice di Marie Claire, incontrata a un evento, mi ha detto che da qualche anno non ci legge più, che in generale legge meno. Le ho regalato una copia e le ho chiesto di dirmi cosa ne pensava, visto che anche Marie Claire è cambiata. Diligentemente Tiziana mi ha scritto: ritornerà a leggerci e io terrò a mente i suoi consigli. Un’altra, fedelissima, mi ha suggerito una buona idea. Sai che facciamo, Laura? Da questo mese trasformiamo questa pagina in dialogo. Così ci conosciamo meglio.

Sul coraggio di parlare e su quello di ascoltare cosa ci diciamo? A me pare spesso di essere in una commedia dell’assurdo di Ionesco dove ognuno dice la sua, incurante della risposta degli altri. Non so se si tratti di una mutazione causata da un eccesso di social, dove mi imbatto spesso in commenti che fanno rabbrividire. Va tutto accettato in nome della libera espressione? Io, per esempio, difficilmente mi butto in diatribe infuocate su Instagram o Facebook, anche quando il tema mi è caro. Non mi piace il metodo. E ho deciso che voglio rapporti gentili nella mia vita. Da curiosa mi interessano sempre le idee degli altri, mi dispiace sentirmi confinata in una cerchia di persone che la pensano come me. È rassicurante, ma trovo prezioso parlare di politica con un’amica che ha opinioni diverse. Per trovare i punti di unione su cui potremmo convergere. E aggiungere punti di vista che non avevo considerato.

Ascoltando gli studenti finalisti del nostro progetto Bodytelling (ma anche esaminando i lavori di tutti gli altri) ho capito che di coraggio ne hanno. Parlano di argomenti di cui la mia generazione si è molto vergognata: ha vinto Color, un mini-film sulle mestruazioni. Basta dire che per noi erano “le mie cose”. Il ciclo mensile che determina il passaggio più importante della crescita, la fertilità, gli umori, la menopausa è una cosa?

Ho ascoltato belle ragazze dalle curve morbide dire che ne hanno abbastanza degli stereotipi sul corpo femminile. Ho ascoltato ragazzi darci consigli perché a volte siamo noi le peggiori nemiche di noi stesse. E dire che lavorare a questo progetto li ha aiutati a crescere.

Alziamoci a parlare, sediamoci ad ascoltare. Leggete questo numero, ricco di spunti e di personaggi da scoprire (anche quelli che pensavamo di conoscere). E quando avete un attimo di tempo, mi scrivete?

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