L'orologio Chanel che segna l'ora preferita da Coco

Storia e innamoramento del primo vero accessorio genderless della Maison di Rue Cambon.

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Courtesy Chanel

Le Ritz est ma maison, il Ritz è casa mia. Il refrain di Gabrielle Chanel s’inframmezza tra le strofe della sua canzone d’amore a e con Parigi. Al centro di Place Vendôme, al centro del mondo della couture, al centro del microcosmo dell’haute joaillerie che si corteggia, si indossa carezzandola, si tramanda. È proprio tra quei corridoi che furono anche casa di Hemingway, Scott Fitzgerald, Proust che si danno appuntamento Alice Dellal, Nozomi Iijima e Alma Jodorowsky, muse della Maison di rue Cambon per presentare la nuova versione dell’orologio Chanel Code Coco.

Courtesy Chanel

Un omaggio alla storia, allo stile, all’allure di Gabrielle, l’orologio Chanel Code Coco declinato in ceramica nera, interpretato dalla legeresse di spirito di tre giovani artiste, che fanno l'amore con il lusso dell'hotel parigino, tra una hall e una suite, sotto un piumone o sotto una cloche da servizio in camera. Che trovano il tempo per accarezzare la punta di una baguette con un ricciolo di burro, per meditare attraverso le bollicine di una flûte, per attendere l'ora migliore, l'adesso.

Courtesy Chanel
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