E indosseremo bucket hat come in un film sulla subcultura inglese

Micro storia del (fu) cappello alla pescatora, oggi omaggio alle Teddy Girls by Maria Grazia Chiuri per Dior.

Tagli à la garçonne, blazer spessi color caviale, gilet damascati, jeans a sigaretta e creeper stringate ai piedi, il look delle Teddy Girls nato imitando lo stile dell'epoca edoardiana tra i sottoboschi della subcultura rivoluzionaria e, quindi, giovanile ammetteva uno e un solo accessorio: il cappello bucket hat. Alla pescatora per i dizionari nostrani, il cappello a tesa stretta indossato dagli uomini del country side irlandese prima e dai rapper anni Novanta poi, attraversa le decadi e viene plasmato da esse, a loro immagine e somiglianza couture. Fino ad arrivare a oggi, rilanciato dalle tendenze sporstwear, dalla moda athleisure, dalle passerelle del prét-à-porter, a partire da Maria Grazia Chiuri per Dior.

Dior Courtesy

(Ri)visto sul défilé della sfilata Autunno Inverno 2019/2020, il bucket har Dior (680 euro su Dior.com/it)cappello in cotone con veletta goth inspired è l’omaggio di Stephen Jones, modista devoto agli accessori per la maison francese, alle tradizioni del suo Regno Unito. Dalla declinazione vinilica della vernice a quella cocoon del tartan, le trame e le stampe dell’it-accessorio di maison rispettano i nuovi codici stilistici scritturati dalla stilista romana. La donna che tesse elogi alla femminilità “nascondendoli” dietro poncho XXL, collant 100 denari, coltri di cachemire...

Dior Courtesy

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