Dentro San Patrignano per scoprire la nuova alba dell'artigianato Made in Italy

Tod's + Lugosis + Cuba Lab = il nuovo percorso dei ragazzi di San Patrignano in accessori artigianali impeccabili.

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Gabriele Bertoni

Partiamo da Emma che pianta i suoi occhi azzurri dritti nei miei: siamo nel refettorio dove più di mille persone mangiano risotto al radicchio. Lei è una delle tutrici che insegna l’arte della pelletteria, che ascolta i ragazzi quando “non ci sono con la testa” così come li incoraggia quando “hanno mani di fata” su accessori minuscoli. Accento marchigiano, che sentirò spesso in questa giornata, e decenni di mani di fata su borse, portafogli, pochette, cinture da tempo offre il suo contributo per insegnare un mestiere. Siamo a San Patrignano dove borse, portafogli, pochette e cinture sono tra le creazioni dei laboratori che impegnano quotidianamente le persone che scelgono un percorso, “un’università della vita come dice mia mamma. Ci sono giorni che vedersi allo specchio fa paura" mi riassume una ragazza di 25 anni entrata qui con il compagno (per le regole della comunità vivono separati) e il loro figlio di ormai 7 anni. L’opportunità di entrare in questo campus, laboratorio, centro assistenza fondato nel 1978 è scoprire le due capsule collection realizzate interamente a SanPa e ideate da Tod’s insieme al writer Lugosis e Cuba Lab (associazione di Promozione Sociale con il fine di creare un laboratorio a L’Avana per ragazzi che vogliono innovare la tradizione della artesanìa cubana) in vendita dal 21 novembre sull'e-commerce e negli outlet Tod’s. Forse, però, dovreste venire a comprare la pochette smart che indosserete in un viaggio compiendo il viaggio che arriva a lambire le colline riminesi dove sorge San Patrignano.

La lavorazione della capsule di Tod’s e Cuba Lab realizzata dai ragazzi di San Patrignano
Manuela Ravasio

Il negozio della comunità, Spaccio, è alle porte di questo centro dove ti aspettano le storie che donne, uomini, ragazze e ragazzi ti raccontano mentre toccano le pelli e scovano le imperfezioni: non vanno per il sottile, non cercano pietismo né giudizio, sono troppo impegnati a lavorare e imparare per cercare inutile commiserazione. C’è una ragazza con i capelli cortissimi che fieramente mi racconta di quanto non sapesse fare quel mestiere, di come apparentemente non le interessasse mentre ora è “capo-tavolo, mi occupo del controllo e della produzione delle costole, i bordi di borsa e pelletteria” un lavoro di precisione e dedizione. Ha meno di 25 anni. Fuori c’è un mondo di precisione ad aspettarla.

Gabriele Bertoni / Tod's

C’è un ragazzo che svela l’accento marchigiano di Emma e aspetta con impazienza l’avvio delle macchine “quando sono entrato qui avevo lo sguardo vuoto, vorrei che mia mamma vedesse ora il mio sguardo: vorrei averla lì - indicando un punto davanti a sé - si stupirebbe di me” mi racconta mentre prende le misure da un cartonato per manici di borse. Sono gli stessi manici che finiranno su tote-bag di paglia e tessuto stampato con la scritta Cuba-Lab sempre per la capsule che Tod’s ha messo in mano a questi ragazzi e i cui proventi saranno interamente devoluti al sostegno della comunità di San Patrignano (il cui ingresso e permanenza dalla sua fondazione a oggi sono completamente gratuiti). “In questo laboratorio, che è uno dei pochi dove lavoriamo misti uomini e donne, ho imparato un mestiere ma anche il rapporto tra sessi: sto capendo come trattare le donne, noi maschi siamo più diretti e rudi tra di noi, con le donne ci vuole un altro approccio, bisogna capire l’altro” prosegue questo 26enne che vorrebbe uscire per non rientrare più.

La lavorazione dei manici a supporto delle tote-bag
Manuela Ravasio


Il tasso di recupero per chi esce da una delle comunità presa tanto a esempio ma anche criticata per i suoi metodi rigorosi supera il 72%: lavorare, concentrare energie e pensieri su un nuovo progetto è la chiave di volta. Rispetto a 40 anni fa ci sono poi le nuove droghe, quelle sintetiche la cui evoluzione è continua, incessante, e i cui effetti sono ancora in parte imprevedibili: una spirale invisibile che si è insinua fuori e che sta scomparendo tra i banchi dove una ragazza minuta “entrata quando ho compiuto 18 anni” controlla le stampe dorate di piccoli portafogli della capsule marchiati da una rosa o da scritte “Free”- disegnate dal tatuatore e artista bresciano trapianto a Berlino Lugosis: “vedi? Questa ha il gambo storto, o questa, la scritta “Free” pende un pochino…” io non la vedo pendere ma mi fido di lei e della sua precisione nel voler vedere dritta la scritta FREE.

Manuela Ravasio

Qui si lavora otto ore al giorno in laboratori di pelletteria, falegnameria, sartoria; si pranza alle 12.30 nel refettorio dove le porzioni del cibo possono essere abbondanti, metà o meno di metà; non si beve caffè se non d’orzo e solo la mattina e a pranzo; si contano gli anni di permanenza in Natali (“il prossimo torno a casa in visita: manco da casa da 4 anni” mi racconta un mio coetaneo toscano); ci si fa un selfie collettivo con Lugosis che ha appena lasciato la sua impronta in un murales dove un mastino spezza le catene. Riassunto ingenuo di un percorso che rasenta l'impossibile? No, schiettezza d'intenti per una nuova alba che sorge ogni mattina a San Patrignano.

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