Chiedereste a questo brand di rattopparvi i calzini?

Dal servizio di riparazione a quello di riciclo sulla porta di casa, passando per le produzioni etiche e certificate: quando indossare dei calzini è anche un atto politico.

lafetiche
Courtesy lafetiche.com

Il reparto calzini di ogni guardaroba, è senza dubbio la nota dolente delle cabine armadio di tutte le latitudini. Considerati spesso solo come utili – anche perché non sempre si mostrano all'occhio di chi guarda – giacciono alla rinfusa in un cassetto. Lanciati in lavatrice ad ogni uso, ci guardano così già esausti, coi tessuti sfilacciati, fin quando non ci decidiamo senza troppe remore a buttarli, e comprarne dei nuovi. L'abitudine al riciclo o al riutilizzo, che così spesso ci viene in mente quando si tratta di altri capi dell'armadio, con loro, semplicemente, non esiste. Eppure, dovrebbe, perché ad oggi sono molteplici i brand che ci danno la possibilità di muoverci in una direzione più consapevole, recuperando anche l'abitudine antichissima, ormai nelle mani delle madri e delle nonne, di rattoppare i buchi. La Fetiche, brand fondato nel 2017 dalla scozzese April Chrichton, ex direttrice creativa di Sonya Rykiel, e la francese Orély Forestier, anche lei con la Rykiel nel cv, crede ad esempio che il guardaroba si possa concentrare in 37 pezzi senza tempo, dei classici che si aggiornano stagionalmente, ma che tendono a rimanere dentro l'armadio per molti anni. Insospettabilmente, tra questi pezzi ci sono anche i calzini, realizzati nello stesso filo di lana dei loro maglioni. E infatti, quando il pezzo si rovina, e necessita una riparazione, può essere inviato per posta al loro studio: l'unico caso nel quale la "pezza" è migliore del buco, si può scegliere il colore del filo con il quale si deve eseguire il rattoppo, per lasciare un'impronta grafica di una cicatrice riassorbita dal pezzo.

Courtesy lafetiche.com

All Birds, invece, marchio nato dall'idea del neo-zelandese Tim Brown – appassionato dalle qualità di sostenibilità della lana merino – e dall'approccio pratico di Joey Zwillinger, ingegnere americano esperto di fonti rinnovabili, ha per prima cosa realizzato delle sneakers minimaliste e totalmente eco, aprendo poi la strada ai calzini. Realizzati in lana, tencel, poliestere e nylon riciclati si declinano nelle varianti fantasmino, alla caviglia, o anche in colori fluo con calze al ginocchio, per chi vuole orgogliosamente mostrare al mondo la propria anima green.

Manrags va addirittura oltre: perché quando non è più possibile metterci una pezza, almeno si può riciclare, evitando lo spreco tessile. Così quando il calzino è ormai consunto dall'uso, si può rispedire al mittente, in questo caso ai fondatori Michael e Tina Elias, che provvederanno a regalare ai pezzi una seconda vita. Da quando l'iniziativa di riciclo dell'azienda è stata lanciata nel settembre dello scorso anno, si sono risparmiati 10 mila kg di tessuto (per ogni kg di tessuto salvato, in percentuale, si evitano le emissioni di 3-4 kg di gas serra nell'ambiente). Inoltre, le calze sono realizzate esclusivamente in cotone egiziano – lì da dove quel cotone arriva, in Egitto, seguendo degli standard etici che evitano così lo sfruttamento degli operai.

Infine, la missione di Conscious Step è chiara sin dal nome: fare del bene, passo dopo passo. Così, se la produzione, etica, avviene in India, i materiali che compongono i pattern geometrici e iper colorati dei pezzi mischiano cotone di origine certificata e Fair Trade, elastane e poliammide, con una catena di produzione totalmente vegan. Acquistando ognuno di loro, si compie però una scelta politica, aderendo ad una causa: quelli total black con l'arcobaleno, appena prodotti, sostengono ovviamente la comunità LGBTQ+ e una parte dei profitti viene donata al Trevor Project, associazione che si occupa di sostenere la gioventù della comunità e abbassare il tasso sempre più preoccupante di suicidi. Quelli con la micro stampa canina, invece, vedono i proventi dirigersi verso Best Friend Animal society, associazione che lotta per evitare l'uccisione dei cani e degli animali randagi nei rifugi. Quelli con la stampa a goccia, infine, aiutano a portare l'acqua potabile nelle zone più remote del mondo grazie alla collaborazione con Water.org. Muovendosi, dichiaratamente, nella direzione di un futuro più consapevole, e sostenibile.

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