La nuova frontiera dei gioielli sostenibili in 10 brand

Dall'Australia all'Italia, i monili contemporanei sono etici, realizzati a mano e vantano delle creatrici che li plasmano e sublimano per noi.

Laura Lombardi

Se è da una manciata di anni che nel mondo della moda si parla di sostenibilità, in quello della gioielleria, specialmente se d’autore, la recente tendenza è sempre stata una caratteristica imprescindibile. Grazie all’insegnamento delle grandi maison che da tempo seguono un approccio fair trade, sia per quanto riguarda i materiali utilizzati, specialmente i diamanti e altre pietre preziose, che la realizzazione, ancora in loco, ovvero nei laboratori orafi di proprietà, le piccole realtà si stanno via via affermando come veri e proprie ambasciatrici di gioielli etici. Dal gusto libero di esprimersi attraverso creazioni talvolta uniche oppure realizzate a mano, imbastite con metalli riciclati o gemme a cui è attribuito un certificato che ne garantisce l'eticità, in termini di estrazione e lavorazione. L’aspetto più interessante e anche vagamente romantico, è che questi piccoli brand di gioielli provengono da tutto il mondo, determinando così una visione comune: dagli Stati Uniti, passando per i paesi scandinavi, sfiorando le coste italiane, dove emerge il saper fare unico e inimitabile delle orafe. Al femminile, esattamente. Infatti, a porre la pietra miliare di progetti legati al gioiello sostenibile sono perlopiù donne, alcune specializzate proprio in scuole ad hoc, altre hanno invece imparato il mestiere mettendosi alla prova e giocando con i materiali. Ma al di là delle differenze tecniche, ciò che le accomuna è il dettaglio che veramente conta: realizzare preziosi unici nel loro genere pensando al nostro Pianeta e prendendosene cura. Vi abbiamo selezionato 8 indie brand di gioielli etici da conoscere (e su cui investire). À vous!

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1 Laura Lombardi
Laura Lombardi

Dall'Italia a New York City e ritorno. Se nella Grande Mela Laura Lombardi fonda la sua omonima maison di gioielli nel 20210, in Italia la designer ha il cuore, attraverso il quale esprime tutta la passione per il lavoro oltre che il magistrale savoir faire nostrano. Anche in termini creativi. Originaria di San Giovanni Valdarno (Toscana), località a cui è molto legata e alla quale torna sempre molto volentieri, Laura immagina e realizza un progetto di preziosi hand made dall'estetica contemporanea e dall'animo etico. Attingendo a un background artistico piuttosto eclettico, radicato nella scultura e nell'assemblaggio di diversi medium, la designer ricontestualizza materiali riciclati e oggetti trovati in giro per il mondo. Specialmente uno dei protagonisti delle sue collezioni, l'ottone, interamente recycled.

2 Maraismara
Maraismara

"La ricerca del significato nascosto è l’anima di quello che creo". Comincia così a spiegare il suo progetto di gioielli etici Mara Bragaglia, fondatrice di Maraismara. Una donna che usa prendere "sempre il tè alle 16, anziché alle 17, perché penso si debba avere il coraggio di provare a fare le cose diversamente". E lei lo ha fatto. Nel 2012 precisamente, quando l'approdo alla gioielleria etica sostenibile è stato - e resterà ancora - necessario, perché, dal canto suo, "non posso concepire la bellezza come separata da ciò che è buono e da ciò che è vero: l'estetica ha bisogno di un adeguato analogo nell'etica". Ogni suo monile è realizzato a mano in Italia, in oro fair trade, diamanti responsabili, perle sostenibili e argento riciclato.

Info su maraismara.it

3 All Blues
All Blues

Fondato nel 2010 dai due designer e amici Fredrik Nathorst e Jacob Skragge All Blues è il brand scandinavo tra i più affermati nel mondo dei gioielli sostenibili. Perché ormai è sulla cresta dell'onda da più di 10 anni ma anche per via di un primato a cui va tutto il merito: essere stati gli anticipatori di un uso oggi piuttosto comune, ovvero quello di riciclare le materie prime con cui realizzano i loro monili dalle linee essenziali, pure. Nordiche insomma. Infatti l'argento e l'oro vengono interamente riutilizzati. Della loro essenza non viene sprecato nulla, nemmeno un chicco di polvere. Quella che inevitabilmente rilasciano quando vengono lavorati.

4 Monica Vinader

Anche il packaging merita attenzione. È la filosofia sostenibile di Monica Vinader, brand con sede in UK ma nato dall'animo spagnolo dell'eponima fondatrice, la quale decide di stabilirsi a Londra, a seguito di un percorso di studi in Fine Arts. Tornando al modo in cui vengono rivestiti i pacchetti dei monili, questi sono creati con materiali 100% riciclati e le pouches con cui vengono abbelliti sono riutilizzabili. Ma c'è di più. La maison, ogni anno, pubblica un report sui progressi in quanto a sostenibilità. Oggi vanta diverse certificazioni, tra cui la Positive Luxury che attesta ogni 365 giorni quali brand sono degni di fiducia quando si parla di temi così delicati.

5 Nialaya
Nialaya

Come molte storie di successo, anche quella di Nialaya comincia con un viaggio. Dalla Danimarca, il designer e fondatore del brand Jannik Olander, vola a Los Angeles, dove pone le basi del progetto di gioielli sostenibili nel 2009. Esattamente a Hollywood, tra un set cinematografico e Martini ghiacciati. Ma tra i due paesi ne passa un terzo, l'India, paese nel quale incontro uno sciamano locale di nome Nialaya che lo incoraggia a perseguire i suoi sogni e smettere di inseguire dio denaro. Et voilà. La maison realizza collezioni il cui intero processo di creazione è tracciabile oltre che misurabile in termini di inquinamento. Ad esempio, ogni pezzo venduto dalla Into the Blue Collection recupererà e finanzierà direttamente la pulizia di 5 kg di plastica oceanica. L'equivalente di 400 bottiglie di plastica, tra gli elementi più devastanti dell'ecosistema marino al giorno d'oggi.

Info su nialaya.com

6 Natalie Marie Jewellery
instagram.com/nataliemariejewellery/

Nata e cresciuta nel sud dell'Inghilterra, Natalie Marie Fitch si trasferisce in Australia a 20 anni, dopo una serie di lunghi viaggi post-diploma. Nella terra dei canguri e dei paesaggi selvaggi, si laurea in Jewellery and Object, lanciando subito dopo la sua etichetta omonima, la quale oggi realizza bijoux fatti a mano (anche per la sposa) e in modo etico. Valore imprescindibile che racchiude molte azioni, alcune delle quali è possibili seguire anche nella vita quotidiana. Tanto che questa parte la designer la chiama education, educazione. Una su tutte? L'abolizione dell'uso della plastica o ridurre il più possibile l'emissioni di CO2. Inoltre la maison non crea stock che andrebbe ad accumularsi ma realizza ogni anno dei pezzi-campionari i quali poi se, e solo se, vengono ordinate sono realizzati. E questo non solo perché è fondamentale oggi essere il più attenti possibili all'ambiente ma anche perché ogni gioiello racconta una storia, la quale diventa ancora più unica quando lo si indossa, poiché dice qualcosa di sé. Di tutti noi.

7 Pippa Small
instagram.com/pippasmalljewellery

Rimaniamo nella terra della regina Elisabetta II per scoprire la realtà di Pippa Small, regina del riciclo. Potremmo definirla esattamente così, visto che i suoi bijoux sono creati con metalli e pietre riciclate, trovate in giro per il mondo. In particolare in paesi come Panama, Giordania, Myanmar, Afghanistan e Bolivia, luoghi a lei molto cari in cui ha la possibilità, grazie ai viaggi, di incontrare gli artigiani locali e intessere con loro una collaborazione unica nel suo genere, in cui loro comprendono la visione di lei e la designer le tecniche da questi utilizzate. E così, anziché sfruttare l'economie di scala, Small lavora local pensando global.

Info su pippasmall.com

8 Märta Larsson
instagram.com/martalarssonofficial

L'arte della natura caratterizza l'approccio di Märta Larsson. In particolare, l'ispirazione di quella selvaggia del paesaggio svedese, dove nasce la designer, che si scontra con la creatività e un tocco di decadenza per creare un marchio davvero unico. La fondatrice ha fondato la sua omonima casa di gioielli (e ora anche di moda) nel 2013, nonostante il suo background eclettico, dato che prima fa tutt'altro, dalla ballerina alla cantante di una band rock'n'roll a Londra. Märta, cresciuta in Lapponia produce a mano gioielli inediti, alcuni realizzati con pietre grezze colte proprio da lei. La produzione è interamente locale, puntando così a valorizzare il saper fare del territorio. Inoltre non vengono utilizzati materiali tossici e l'uso della plastica è ridotto al minimo. Anche il processo di spedizione dei gioielli è sotto attenta cura, tanto che si affidano a corrieri che s'impegnano a essere il meno possibile impattanti sull'ambiente.

Info su martalarsson.com

9 Avel Lenttan
Avel Lenttan Jewelry

Dalla Slovenia all'Italia. È nel Bel Paese che la designer Avel Lenttan fonda il suo omonimo brand di gioielli, dalla doppia anima: sostenibile ed eterna. Il progetto, infatti, unisce i due valori attraverso il made in Italy e l'avanguardia: ogni creazione nasconde un dettaglio tecnologico grazie al quale si possono tracciare dati tecnici ed emozionali attraverso quella che la maison ha ribattezzato My Memory Forever. Si tratta di un chip collegato ad un'app dedicata, che legge tutte le informazioni custodite nel gioiello, al fine di dimostrare l'eticità delle materie prime e la volontà di trasparenza della founder, che ha scelto una produzione etica anche nel rispetto delle condizioni dei lavoratori intorno alle miniere. Alla visione sostenibile si unisce appunto l'intento di "eternizzare" le creazioni. Come? Attivando l'app e attraverso un servizio di customer care personalizzato si possono far trasferire infatti sul micro tag dediche, foto, video. Un gioielli per sempre.

Info su avellenttan.com

10 Wonther
Maria Cunha/Wonther

Una storia di successo quella di Olga Kassian, madre di Wonther, un progetto di gioielleria made in USA. Olga nasce in Ucraina per poi trasferirsi in Portogallo, dove rimane diversi anni prima di salpare e giungere a New York City. L'ultima collezione si chiama Golden Identity ed è interamente realizzata con oro etico, certificato dal RJC (Responsible Jewelry Council). Fili sottili enfatizzano lettere dell'alfabeto essenziali, contemporanee. "Un gioiello come questo è senza tempo, ecco perché abbiamo creato questa collezione in oro 18 carati". Spiega l'orafa, la quale aggiunge: "L'iniziale è parte della nostra identità, anche se non deve necessariamente rappresentare il proprio nome, piuttosto raccontare una storia. Potrebbe essere un omaggio a nostra nonna, una celebrazione dei nomi dei figli, o anche un'amicizia". E il fatto che sia etico e fatto a mano rende tutto ancora più bello.

Info su wonther.com

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