«Sono stato a lezione da Chanel a Parigi: ecco cosa ho imparato»

Un pomeriggio di segreti e consigli per chi vuole lavorare in rue Cambon fra Coco, Karl e... Bruno!

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Alessandro Argentieri

C'è sempre un gran fermento al Grand Palais. Il merito, più che di fashioniste in attesa di una sfilata, è stato soprattutto di studentesse francesi (e qualche studente straniero) che si sono ritrovate per partecipare a una conferenza privata in cui Chanel ha risposto alle domande delle più curiose.

Il Grand Palais di Parigi
Alessandro Argentieri

Coco ovviamente non c’era e neppure Karl Lagerfeld ma, a parlare per loro, in cattedra è salito il presidente moda del marchio francese, il brillante quanto di solito riservato Bruno Pavlovsky. Un pomeriggio in cui per la prima volta a Parigi le scuole di moda si sono trovate ad ascoltare e poi a discutere con quello che potrebbe essere il loro futuro capo.

Il presidente moda Chanel Bruno Pavlovsky con Elisabeth Quin allo #ChanelStudentDay
Alessandro Argentieri

“Brunó” (in Francia il nome lo accentano sempre) ha fatto capire come la base di tutto sia sempre e solo la creatività. «Non c’è ricetta di marketing, consiglio di gusto: da noi vincono le proposte più diverse e più varie. Impossibile piacere a tutti, non ha senso, l’importante è farsi conoscere, essere autentici e credere in quello che si fa».

Un dettaglio dell’allestimento dentro il Grand Palais nel giorno del Masterclass #ChanelGeneration
Alessandro Argentieri

Nessuna glorificazione personale piuttosto complimenti per quelle persone che lavorano con lui o che di sabato (era il 5 maggio 2018), senza obblighi o paghe, sono venute a partecipare alla giornata dedicata agli studenti. E fra tutti c'è stato Eric Pfrunder, direttore dell'immagine moda Chanel e braccio destro di Karl da più di 30 anni, che Pavlovsky ha pubblicamente ringraziato, invocando l'applauso, per tutti i contributi apportati alla maison. A seguire anche le persone che lavorano internamente all’azienda, sono state lodate a ricordo di come il valore del lavoro, della ricerca e dell’innovazione devono essere ancora i cardini del successo della #Chanelgeneration hashtag creato dalla maison per celebrare gli studenti e tutte le persone che, unite da una doppia c, vogliono vivere la moda creata in rue Cambon.

Una studentessa, che sta già facendo uno stage da Céline, alza la mano e chiede: «Con dieci collezioni all’anno se lavorassi da voi potrei mai avere una vita privata?«. Dopo l’applauso e le risate, Pavlovsky si fa serio e dice: «In Francia si lavora 35 ore alla settimana, quando abbiamo avuto delle emergenze legate al tempo o alle lavorazioni, abbiamo preso più gente».

Uno dei momenti in cui gli studenti delle scuole di moda hanno osservato da vicino e in anteprima le creazioni della sfilata crociera Chanel 2018
Alessandro Argentieri

E ancora: «Ma quante sono le quote rosa da Chanel? Karl Lagerfeld è uomo!» La risposta è tutta in un sorriso di stupore: «L’85% sono donne e non abbiamo mai avuto problemi ad assumere gente di nazionalità o età diverse. Quello che conta è che siano le migliori. O che lo diventino».

Gli hashtag creati da Chanel per il masterclass che si è tenuto a Parigi al Grand Palais
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Le mani si agitano e continuano a chiedere i microfoni: «Perché avete fatto un’alleanza con il sito di e-commerce Farfetch quando non avete intenzione di vendere online?» «Vogliamo che studino per noi un modo per sedurre ancora di più le potenziali clienti. Il mondo è grande ma abbiamo bisogno di gente che lo conosca in ogni sua sfaccettatura».

Una vista dall’alto della nave da crociera "La Pausa" ricostruita all'interno del Grand Palais
Alessandro Argentieri

«Come pensate di trarre beneficio dal sostentamento del museo della moda Galliera e dalla ristrutturazione del Grand Palais?» «L’abbiamo fatto per Parigi. Qualcuno doveva iniziare a rendere a questa capitale quello che abbiamo potuto mostrare al mondo grazie a questa fantastica metropoli».

Uno degli schermi su cui è stata proiettata la conferenza, all'interno della nave "La Pausa", dentro il Grand Palais
Alessandro Argentieri

«Scusi ma se riuscirò a lavorare da Chanel, avrò qualche riduzione sugli acquisti?» «Chi lavora con noi, propone sempre prima il meglio agli altri. E poi a sé stessi. Spero non sia la sola ragione per la quale vorrà lavorare con noi...» e la saggia risposta si smorza in una risata.

La piscina creata all’interno della nave "La Pausa" per la sfilata Chanel Cruise 2018 e animata da studentesse delle scuole di moda
Alessandro Argentieri

Bruno Pavlovsky, per una volta, non sembrava essere di fretta ma qualcuno gli ha ricordato l'ora per un impegno personale: «Scusate, mia figlia ha un saggio di danza e vorrei essere con lei» ammette pubblicamente. Un finale che ha scatenato un'ovazione: in molti hanno capito che da Chanel oltre alla creatività e al business, c'è anche il tempo per passioni e affetti.

Un oblò della nave "La Pausa" con due look Chanel Cruise 2018
Alessandro Argentieri
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