È morto Karl Lagerfeld e il Grand Palais di Parigi ha perso il suo re

La storia dell'uomo che ha rivoluzionato la maison di Coco Chanel senza mai oscurare madame Gabrielle e che ha cambiato il modo di disegnare/condividere/parlare/postare la Moda.

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Getty Images

Karl Lagerfeld è morto a 85 anni, fermate tutti gli orologi, tagliate i fili del telefono, fate tacere il cane con un osso succulento (cit). La vedova è sua maestà la Moda, che ha perso il suo re, l’ultima delle sue icone, i suoi capelli candidi, i suoi onnipresenti occhiali da sole, i suoi guanti, i suoi colletti rigidissimi. Direttore creativo di Chanel ma anche direttore creativo di Fendi, dall’inizio della sua gloriosa carriera Karl Lagerfeld non si è mai fermato. Il suo mito, che si è concluso nell'Hôpital Américain di Neuilly-sur-Seine, alimentato giorno dopo giorno, show dopo show. Gloriosa carriera che era iniziata vincendo un concorso di fashion design nel 1955 grazie al quale era stato notato da Pierre Balmain che lo aveva assunto come assistente. Era rimasto nella maison per tre anni per poi iniziare una nuova avventura da Jean Patou, per firmare con il nome Roland Karl due collezioni di Haute Couture all’anno. Fischiato, all’inizio, come capita solo ai più grandi. Nel 1963 è con Tiziani, maison romana fondata dall’inglese Evan Richards dove cominciò a conquistare le prime celebs: Liz Taylor, Gina Lollobrigida, la principessa Marcella Borghese. Nel 1964 incomincia a collaborare per Chloé, prima pochi capi, poi l'intera collezione, ma anche per Curiel, per la quale fa sfilare le modelle con parrucche bionde a caschetto, tutte uguali, tutte meravigliose. La collaborazione con Fendi inizia l’anno dopo e non verrà mai interrotta fino a oggi. Karl Lagerfeld si conquista la nomea di stakanovista mostrando la capacità di portare la moda, la sua idea di moda, in ambiti ben diversi dalle sfilate: tra le N attività le sue collaborazioni teatrali, anche per la Scala di Milano, disegnando costumi di messe in scena fiabesche. Poi arriva la lovestory delle lovestory: Karl Lagerfeld e Chanel, un grande amore che sancisce usando il logo delle due C intersecate come motivo di un tessuto. Con lui Gabrielle Chanel, la Coco che ha liberato le donne, rivive, ritorna, ri-affascina.

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Courtesy Photo

Quanti anni aveva Karl Lagerfeld è stato a lungo un mistero. Uno dei suoi (adorabili) divertimenti è stato sempre quello di barare sull’età, e anche sulle discendenze avvolte nel mistero ma che poi vennero portate alla luce: suo papà Otto era di Amburgo, un uomo d’affari nel campo del latte in polvere, la mamma Elizabeth era casalinga, e insieme a loro, alla sorella maggiore Christel e alla sorellastra Thea ha sofferto i disagi della Seconda Guerra Mondiale. Nel 2013 si è “arreso” e ha dichiarato di essere nato nel 1935. Subito dopo il giornale tedesco Bild am Sonntag ha pubblicato il suo certificato di battesimo con il verdetto finale: 1933, e non se n’è parlato più. Quindi Karl Lagerfeld aveva 85 anni compiuti lo scorso settembre. Ma non è mai veramente invecchiato. Nel 1993 si prese gioco dell’opinione pubblica facendo indossare, durante la sfilata di Fendi, due costumi da bagno alla pornodiva Moana Pozzi. Ha aperto la sua etichetta Karl Lagerfeld, jeans neri, ballerine borchiate, guantini anni 80. Nel 2004 ha disegnato i costumi per il tour di Madonna e di Kylie Minogue e ha firmato una capsule collection edizione limitata per H&M: è stato tra i primi giganti della moda a farlo, a dialogare con il fast-fashion, lui garante del lusso e dell'intelligenza couture.

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Sognava un mondo abitato da persone eternamente giovani, non nel corpo ma nella mente e negli atteggiamenti. Ha portato il rap in prima fila all'Haute Couture rendendo Pharrell Williams influencer del mondo di Coco. Ha celebrato la fluidità di Kristen Stewart e la perfezione boho-chic di Caroline De Maigret. Non ha posto limiti a nulla, ha sognato supermercati del futuro e navi da crociera: e quei sogni li ha fatti edificare nel Grand Palais quali scenografie di sfilate che sembravano film. Non doveva rendere conto di niente a nessuno per cui diceva quello che pensava senza censure. Per lui la cantante Adele era “ grassottella” ma per coerenza, nel 2001, si è sottoposto lui stesso a una dieta drastica “per indossare cose che non ho mai messo”. Perse circa 42 chili e lo fece indossando Hedi Slimane. Adorava Kate Middleton ma non sua sorella Pippa. Disegnava su numerosi iPad ma vanta una delle collezioni di libri d'arte più imponente e sublime al mondo. Nella vita privata, è famosa la sua storia d’amore con l’affascinante Jacques de Bascher, conteso con Yves Saint Laurent nella Parigi degli anni 70. Il suo ultimo grande amore però è stato una gatta, la leggendaria Choupette di razza birmana che, come disse lui stesso, avrebbe sposato, “se solo fosse legale”.

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