Gosha Rubchinskiy porta la Mosca anni 90 in un paio di jeans Diesel

La collaborazione Diesel Red Tag x Gr-Uniforma è la crasi della moda di strada, della gentrification e dei sogni operai che diventano couture.

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“Quando ero adolescente possedere un paio di jeans Diesel era un sogno”. Siamo in una Mosca di fine anni Novanta e un Gosha Rubchinskiy che aveva appena salutato la pubertà si apprestava a salutare i cartelloni pubblicitari che venivano innalzati nella sua città, a celebrare le tele indaco icona del made in Italy. “Era l'epoca delle prime campagne Diesel, forti e decise, e del primo negozio del brand a Mosca”, ricorda il designer dello streetstyle illuminato (dall’avant-garde moscovita) mentre annuncia il lancio della collaborazione Diesel Red Tag x Gr-Uniforma, il suo ultimo progetto-etichetta multimediale. “Ora quei sogni si sono trasformati in realtà”. Una realtà che si concretizza nella capsule collection, svelata lo scorso 18 maggio, nel Diesel pop up store a Berlino mentre la capitale tedesca apriva le porte (di Brandeburgo) a un festival di 24 ore dedicato alla “creatività nell'infinito presente”.

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Quanto metafora di un certo status (quo) era il jeans sul finire dei Novanta, quanto “il denim è un elemento importante del guardaroba dei giovani di oggi”, continua il padre dell’utilitywear engagé. Ispirandosi, infatti, ai momenti e ai movimenti dell’avanguardia russa del ventesimo secolo - inclusi i riferimenti all’astrattista Kazimir Malevich, al direttore di teatro Vsevolod Meyerhold e al pionierismo musicale di Igor Stravinsky - la collezione di Diesel e Gosha Rubchinskiy prende spunto dal potente background culturale sovietico e vi stratifica una contemporaneità di forme e silhouette workwear di fine secolo. I 50 pezzi che compongono la linea in edizione limitata Diesel Red Tag x Gr-Uniforma sono i termini di un nuovo linguaggio codificato da Rubchinskiy in nome di una sensibilità che unisce la forma d’arte totale (la Gesamtkunstwerk) e l’incrocio tra mezzi di comunicazione e creazione alla piattaforma incubatrice di Diesel Red Tag, concepita per ospitare la nuova generazione di stilisti rivoluzionari che interpretano di volta in volta il dna del brand (esempi dorati sono state le capsule a cura di Shayne Oliver di Hood By Air e Glenn Martens di Y/Project).

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Creare una serie di “pseudo-uniformi” per una ipotetica “Opera” è l’obiettivo couture del designer moscovita che fa suoi i codici stilistici della maison fondata da Renzo Rosso. Dalle immersioni nell'effetto degradé al monopolio del patchwork, le giacche, le tute da lavoro, i pantaloni Diesel Red Tag x Gr-Uniforma seguono schemi color block bianco-nero-rosso dai tie-dye leggerissimi e un filo vintage. Vuoi per le scenografie minimaliste e dai fondali rétro degli scatti di campagna, dai sipari in velluto rosso pesante alle scuole di musica classica sovietica alle palestre di pugilato, i cui protagonisti sono cinturoni, canotte e calze a metà polpaccio dove è ricamato in maiuscolo un senso di nostalgia in cirillico.

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