Apre a Parigi la biblioteca di Coco Chanel

Sono le parole e le attitudini a ispirare Virginie Viard per l’Haute Couture di Chanel: uno stile intellettuale molto femminile.

Karl Lagerfeld ha sempre creduto nel potere dei libri. Mademoiselle Coco Chanel pensava che anche nell’opera letteraria più povera si potesse trovare una verità interessante. Virginie Viard, direttore creativo di Chanel, deve avere riflettuto su questi concetti quando ha iniziato a pensare alla sua collezione di Alta Moda, la prima da solista. Dentro il Grand Palais è stata infatti alzata una rotonda struttura decorata da foto di libri. Non quelli più contemporanei della biblioteca di Karl Lagerfeld, ma i più preziosi e antichi volumi dell’appartamento di Mademoiselle Coco in rue Cambon, replicati all’infinito.

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Dentro questa libreria virtuale, alta 15 metri, e con tanto di scaletta per raggiungere gli scaffali più alti, hanno sfilato così i 70 look di Alta Moda la cui piacevolezza era tutta nella semplicità sartoriale, seduttiva e lineare di una donna che vuole piacere alle donne. I famosi tweed si incrostano di ricami come di porcellana e non hanno mezze misure: o sono tailleur al ginocchio o arrivano fino alle caviglie.

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Il bianco è una delle chiavi vincenti della collezione: poco esibito, diventa profilo o fodera interna fino a palesarsi in camicie sofisticate e imprevedibili. Monotinta invece gli abiti verde biliardo, arancio, glicine e bouganville che rendono più frizzanti i completi flou ovvero quelli in seta più fluidi e leggeri.

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Gli abiti da sera, che da Chanel sono sempre state sperimentazioni visive di forme e decorazioni, ritrovano un equilibrio e un fascino che Coco avrebbe molto apprezzato. Anche perché sottolineato da dettagli raffinati. Come gli orecchini di piume, i bottoni in argento o le calze bianche da esibire come leggeri cuissardes.

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E ultimo vezzo, anche per chi ha una vista da dieci decimi, gli occhiali Haute Couture, per la gioia del marchio italiano Luxottica che li produce da anni. Seppure si percepiva che non avevano lenti graduate, le montature a farfalla erano un inno alla lettura e a ripensare i grandi classici. Della letteratura come della moda di Chanel.


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