Andrea Incontri: siamo tutti "tipe umane"

I variopinti personaggi femminile del designer: nati su Instagram, trasformati in ricami e ora celebrati in un volume d'arte presentato a Milano.

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Courtesy Skira e Tommaso Calabro

Ognuna ha un nome - Azzurra, Gilda, Miranda – e un codice estetico puntuale: c’è la minimalista, la barocca, la fashionista e quella-che-la-moda-no. Ma soprattutto ognuna ha una diversa personalità, un interesse specifico, una localizzazione precisa, un momento in cui è “congelata” (mentre torna dal supermarket o fa passeggiare i cani) ed elevata a exemplum artistico. Sono le Tipe Umane: persone più che personaggi, disegnate da Andrea Incontri, uno dei pochissimi creativi italiani il cui lavoro si situa tra arte, moda, design, cultura umanistica e tecnologica. Nel 2016, comincia a disegnare sul proprio account Instagram delle silhouette femminili, alcune addirittura sovrapposte alle stories e quindi destinate ad avere vita breve. La curatrice d’arte Caroline Corbetta che - riprendendo Balzac e la sua Comédie humaine - le ribattezza proprio Tipe Umane a sottolineare la tassonomia antropologica di un varoiopinto universo femminile.

Gilda, San Siro: una delle tipe umane di Andrea Incontri disegnate prima sul suo account Instagram e poi trasformate in opere d’arte tessili, in mostra alla galleria Tommaso Calabro a Milano.
Courtesy Skira e Tommaso Calabro.

Quegli schizzi nati sui social prima vengono trasformate in stampe digitali e presentate alla trattoria riflessiva Il Carpaccio che una volta al mese diventava Il Crepaccio, epicentro delle più fertili menti in città (e infatti adesso la trattoria c’è ancora, ma Il Crepaccio no). Poi, l’idea del leonardesco Incontri: trasformarle in vere e proprie opere d’arte applicata, facendo ricamare a mano le sue eroine in quadri incorniciati da scampoli di tessuti preziosi ed esponendole in una delle gallerie più sensazionali per bellezza architettonica e intelligenza di proposte, quella di Tommaso Calabro in piazza San Sepolcro. Ed è qui che sono esposte in questi giorni in un’ennesima versione: quella che le immortala definitivamente in un libro, edito da Skira, di cui esiste un’edizione limitata. È composta da un volume illustrato contenuto all’interno di un prezioso contenitore in tessuto, arricchito da una serigrafia numerata e firmata in cinque diversi soggetti, realizzati da Andrea Incontri per l’occasione.

Courtesy Skira e Tommaso Calabro

Accompagnate dai testi di Beppe Sala, Daria Bignardi, Concita de Gregorio e dalle testimonianze di Caroline Corbetta e Tommaso Calabro, il progetto si è esteso anche a piatti in porcellana e a complementi d’arredo, sempre più demograficamente densi di Tipe «che a un certo punto» riflette il designer «hanno cominciato a vivere di vita propria. È come se chiedessero di venire alla luce per testimoniare la loro esistenza: così è nato prima il loro account, poi la loro trasformazione in lavori di alto artigianato e infine la consacrazione sulle pagine di un libro tutto loro (sul sito letipeumane.com). Divo "loro", ma tutti noi siamo tipe umane perché portatori di identità peculiari e singolari».

Un immagine dell’allestimento della mostra Le Tipe Umane di Andrea Incontri alla galleria Tommaso Calabro di Milano.
RICCARDO GASPERONI

Al di là della gradevolezza delle figure svettanti e curate, e di un soffuso sense of humour che pervade ogni protagonista del progetto, quella di Incontri appare come una riflessione molto profonda su un tema del contemporaneo che sta diventando urgente. Se è vero, come affermano gli apocalittici, che tra 50 anni saremo l’unica civiltà di cui si farà fatica a trovare traccia perché affidiamo i nostri messaggi a dispositivi pervasivi e veloci ma inevitabilmente volatili, tanto da far dire a Sergey Brin, uno dei fondatori di Google: «Volete conservare una foto? Stampatela!», come si può mantenere viva l’emozione di un’idea nel corso del tempo, perché ne si possa godere più e più volte? E ancora: se la tecnologia appiattisce e omologa tutto in un linguaggio universale, come trattenere la memoria del saper fare, della manualità, della cultura artigianale?

Un’altra doppia pagina del libro Le Tipe Umane di Andrea incontri con testi di Beppe Sala, Daria Bignardi e Concita de Gregorio.
Courtesy Skira e Tommaso Calabro

Le signore e signorine longilinee e nonchalant disegnate da Andrea Incontri sembrano offrirci una soluzione, visto che balzano dallo schermo del cellulare e planano sulle pareti di un'aristocratica galleria. E ci regalano anche una speranza, quella di saper gestire la vita con leggerezza e poesia, ma anche il desiderio di ricordare un certo momento. Forse la sanno più lunga di noi. E si stanno assicurando, se non l'eternità, una lunga, divertente, individualissima esistenza.

Victoire, Winkle, Illinois, è una delle mille Tipe Umane sgorgate dalla fantasia di Andrea Incontri.
Courtesy Tommaso Calabro e Andrea Incontri

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