"Basta modelle, benvenute portavoci" Victoria's Secret dice addio ai suoi Angeli

Basta alle sfilate, alla mascolinità tossica dei suoi (ex) direttori marketing, a un sogno che non apparteneva più alle donne: da Megan Rapinoe a Paloma Elsesser, chi sono le nuove portavoci del brand che inaugura una nuova era.

"Basta modelle, benvenute portavoci": una novità, quella della fine degli Angeli di Victoria's Secret, che sembra l'epilogo per niente a sorpresa di una storia incapace – fino ad ora – di tenere il passo con una società in veloce cambiamento. Ad annunciare la novità è stato il CEO Martin Waters, parlandone con il New York Times: «Quando il mondo si stava evolvendo, noi siamo stati troppo lenti nel rispondere» ha ammesso. E in effetti, il brand ha faticato non poco, nonostante le pubbliche accuse, a modificare una rotta che era diametralmente opposta al sentire comune, più che ai trend in materia di bralette e tanga. Basta ai faraonici show che mettevano in passerella modelle dei quali rigidissimi regimi alimentari pre-sfilata si sussurrava, nonostante i post Instagram che pullulavano di goduriosi risotti agli scampi, uova e avocado, glutine in libertà; basta ad una lingerie aerodinamica, che, in pandemia più che mai, ha mostrato i suoi limiti, fornendo un agevole passaggio di consegne a brand ben più incentrati sulla soddisfazione della sua cliente finale, che di quella dell'uomo che quei corpi guardava (dall'intimo shaping di Kim Kardashian, Skims, alla pletora di brand body positive nati negli ultimi due anni); basta al razzismo e alla misoginia esercitata con una certa sfacciata sicurezza dal precedente direttore marketing Ed Razek, settantenne silurato dai vertici dopo un'inchiesta del New York Times che aveva scoperchiato i suoi comportamenti abusivi, le pressioni e le molestie sulle modelle (non ha aiutato la dichiarazione nella quale affermava che il brand non avrebbe mai messo in passerella modelle curvy o trans perché "lo show è una fantasia").

Una fantasia che però è velocemente evaporata, sparendo anche dalle liste dei desideri delle donne di tutto il mondo – e non di certo dalle angeliche e inarrivabili modelle che lo indossavano – e che quei prodotti hanno smesso di comprare. La nuova strategia, pensata per uscire da un cul-de-sac nel quale il brand si è testardamente infilato per anni, parla finalmente un linguaggio diverso. Non più meramente corpi perfetti, a raccontare un sogno fatto di pizzi e merletti, ma voci, che rifletteranno tramite podcast e altre attività che vedranno il loro inizio ufficiale la prossima primavera, su una femminilità moderna: i nomi sconfessano le dichiarazioni di Razek, inglobando la modella curvy Paloma Elsesser, così come Valentina Sampaio, prima mannequin trans a finire sulla copertina di Sports Illustrated. Alla voce attivista figura Adut Akech, modella sud-sudanese, mentre vengono dal mondo dello sport Eileen Gu, sciatrice cinese, e la star del calcio americano Megan Rapinoe. Per concludere una carrellata poliedrica, di certo molto più aderente alla realtà delle sfilate del marchio parte del gruppo di L Brand, ci sono l'attrice Pryianka Chopra-Jones e la fotografa inglese Amanda De Cadenet, fondatrice di GirlGaze Network. Un dream team, ribattezzato VS Collective, che manda in pensione il concetto stesso degli Angeli, fantasie che non sono mai state neanche lontanamente aderenti alla realtà, e, secondo lo stesso Martin "non più culturalmente rilevanti". Un finale già scritto che l'universo femminile ha atteso per fin troppo tempo.

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