Tilda Swinton può indossare qualsiasi cosa e sembrare una regina (e ne abbiamo le prove)

L'attrice britannica è eterea, androgina e chic e potrebbe stare bene anche con qualsiasi look.

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Di Tilda Swinton non si sa cosa invidiare di più. Il trasformismo? Il fisico asciutto? Il marito Sandro Kopp più giovane di 18 anni con cui va d’amore e d’accordo da 10? Il fatto che sono 25 anni che la vediamo sempre maledettamente giovane? Oppure la sua capacità di indossare bene tutto? Come l’amico David Bowie, con cui aveva girato il videoclip del brano The Stars (Are Out Tonight), Tilda Swinton è infatti carismatica anche con un grembiulino dell’asilo. Ma quale magia le ha concesso questo dono invidiatissimo?

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Tilda Swinton, la biografia. Tanto per cominciare, la più diafana e androgina attrice del mondo è britannica fino al midollo. Nata a Londra il 5 novembre 1961 è figlia di un Lord, Sir John Swinton of Kimmerghame, mentre sua madre, Judith Balfour, australiana di nascita, proviene da una delle più antiche famiglie anglo-scozzesi. Con il corredo di tale retaggio, Katherine Matilda Swinton (questo è il nome completo) viene mandata a studiare in collegio, al West Heath Girls School dove anni dopo verrà educata anche Diana Spencer. Colleziona voti alti e finisce il percorso scolastico con la laurea in Letteratura inglese a Cambridge. Una secchiona di classe.

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Tilda Swinton, attrice. A questo punto, Tilda Swinton frequenta la prestigiosissima Royal Shakespeare Company (altri punto nel suo album). Fa gavetta in teatro e nel 1985 approda al cinema con Derek Jarman che le offre un ruolo in Caravaggio. Seguiranno una serie di ruoli nei successivi film storici diretti da Jarman. Nel 1992 interpreta Isabella di Francia in Edoardo II, che le vale la Coppa Volpi come miglior attrice alla Mostra del cinema di Venezia. Fra lei e Jarman si instaura una collaborazione professionale strettissima che durerà fino alla morte del regista inglese per Aids, avvenuta nel 1994. Nel 1992 Swinton interpreta il ruolo che la rende famosa: è la protagonista di Orlando di Sally Potter, liberamente tratto dal romanzo di Virginia Woolf. Swinton interpreta un nobile inglese che sotto Elisabetta I, nel 1600, trent’anni cambia sesso e resta donna fino al 1928.

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Tilda Swinton filmografia. Dopo l’enorme successo ottenuto con Orlando, Tilda Swinton approda a diversi generi cinematografici. È un avvocato bisessuale in Perversioni femminili, è a capo di una comunità di figli dei fiori in The Beach al fianco di Leo Di Caprio e compare anche in Vanilla Sky con Tom Cruise. Fra le decine di pellicole in cui recita si possono citare la saga de Le cronache di Narnia (dal 2005), Burn After Reading di Joel e Ethan Coen (2007), Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, (2008), Io sono l'amore (2009), ...e ora parliamo di Kevin (2011), Solo gli amanti sopravvivono di Jim Jarmusch (2013), Grand Budapest Hotel di Wes Anderson (2014), A Bigger Splash di Luigi Guadagnino (2015) e Ave, Cesare! Ancora con i Cohen (2016). E poi c’è il caso cinematografico dell’anno: Okja, presentato a Cannes e boicottato dal presidente della giuria Pedro Almodovar perché prodotto da Netflix e destinato solo allo streaming.

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Nel 2007, inoltre, Tilda Swinton ha ricevuto l'applauso della critica per la sua interpretazione nel film Michael Clayton, per il quale ha vinto l'Oscar alla miglior attrice non protagonista e un BAFTA nella medesima categoria. Nel 2008 è stata candidata all'Oscar come spalla di George Clooney nel film Michael Clayton, ma anche protagonista di Julia in cui è un'alcolista alla scoperta del senso materno. Tilda Swinton oggi è una delle attrici più amate da due generazioni ed è riconosciuta, grazie al suo aspetto, come un’icona della comunità. Ma per Tilda Swinton, che è sposata e ha due figli, il cinema non è tutto. Sempre affascinata da progetti sperimentali, ha continuato con il teatro e anche lavorato nel campo della video arte. La sua performance più conosciuta è The Maybe, in cui è rimasta distesa a dormire in un contenitore di vetro per otto ore al giorno alla Serpentine Gallery di Londra. Una presenza magnetica anche nel sonno, quella di Tilda Swinton. Una dimostrazione di quanta benzina ci sia ancora nel motore artistico della Gran Bretagna.

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