Dal "Non sono mai stata particolarmente bella" a oggi Aurora Ramazzotti svela come è diventata Wonder Woman

Dalle critiche all'amore che ti chiede di essere felice incontro fiume con Aurora, volto della nuova campagna digital di Trussardi Jeans. In esclusiva a MarieClaire.it la figlia di col sorriso più spiazzante ci racconta che...

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Ci sono divani da cui ti alzeresti a fatica. Nel bene e nel male. Soffici abbracci di design quanto trappole per pigrizie mortali. Poi c’è una ragazza che poche settimane fa volava nel cielo di Milano in modalità Wonder Woman che in quel soffice divano color mou ti inchioda: è Aurora Ramazzotti, la figlia di che forse è la voce più completa della sua generazione (per N motivi che ci elencheremo vicendevolmente). Aurora Ramazzotti non se ne accorge di scomporre tutti i cliché che la riguardano con il semplice - e spiazzante - sorriso piantato in faccia, con le luci e ombre di una 21enne che ti fissano pupille nelle pupille. Quella Wonder Woman che aleggia su Milano è la figlia di Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker volto (e corpo) della campagna pubblicitaria di Trussardi Jeans per la nuova DreamBox bag il cui nome è nato da un contest social (e in esclusiva su MarieClaire.it vi sveliamo le foto del making of). “Mi ci riconosco perché è un progetto cucito addosso a me: è bello che io stessa rispecchi il progetto in maniera divertente” voli in cielo come Wonder Woman, messaggio diretto, positivo “sì, è la rappresentazione della Wonder Woman moderna che non fa niente di speciale se non quello che facciamo tutte noi, certo aggiungendoci un po’ di magia. Siamo donne normali che quotidianamente ci facciamo carico di imprese impossibili e soprattutto noi donne giovani che acquistiamo potere, emancipazione. Io sono una grande sostenitrice di questo messaggio e mi fa piacere endorsare questo concetto” sorride Aurora mentre accavalla le gambe in maxi sneakers figlie dei suoi anni e jeans tie&dye, lavaggio di un’era geologica che non le appartiene.

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Aurora invece appartieni a una generazione che ha fatto i conti subito con la “sfiga millennial” economica e lavorativa, dei social come cassa di risonanza, e possiamo dirlo che per quanto tu sia figlia di la vita non ti ha sempre dato carezze ma c’è chi è stato molto crudele con te?
Guarda la mia sfortuna è stata una fortuna: nel senso che sono una persona molto fortunata, non ho mai dato per scontato quello che ho avuto. Logicamente sono cresciuta in un ambiente che ha stimolato le mie dote creative, forse meno delle mie doti logiche e matematiche…(ride ndr). Ho sempre respirato un clima artistico, dai tour ai backstage, l’ho sempre saputo ma l’ho anche un po’ spinto altrove per tanto tempo. Perché non è facile buttarsi in una scelta del genere: ho iniziato da poco e vengo messa davanti a ostacoli che non sono le critiche, di quelle non me ne frega niente perché ci sarebbero state comunque anche se avessi scelto di fare tutt’altro.

Sono stati bravi i tuoi genitori a preservarti da tutto questo per molto tempo?
Assolutamente: devo tutto ai miei genitori soprattutto al loro sostegno: mia madre al contrario di quello che si pensa non mi ha mai spinto a seguire le sue orme: idem mio padre, anzi lui è un osservatore, mi diceva “okay” ma si vedeva che in quell’okay si aspettava qualcosa da me e ancora adesso, dopo 4 anni che ho iniziato a lavoricchiare, mentre mia madre è un’entusiasta di natura, mio padre sento di doverlo rendere fiero, e mi rende felice farlo, btw lo è!”.

La DreamBox Bag della nuova campagna Trussardi Jeans
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Possiamo dire che sei più consapevole del tuo ruolo, a partire dalla campagna della Trussardi Jeans quanto del tuo gestire haters e critiche?
Non è che sono auto immune alle critiche però, ti devo dire, mi viene difficile rapportarmi alle persone della mia età perché non le capisco: le critiche social non mi danno così fastidio come a loro, forse perché sono cresciuta conoscendole già. Non so come sia il rovescio della medaglia, sono agevolata perché se tu cresci che le critiche sono la normalità sai come gestirle.

Le critiche ti sono piovute addosso anche in tempi in cui non c’erano i social…
Sì, ma non cambia, non mi sono mancate neanche le critiche di chi te le dice in faccia.

Ti sei creata una corazza sui commenti negativi o addirittura protezioni nei confronti del bullismo che hai rivelato di aver subito?
Sì, ho subito diverse forme di attacchi, alcuni anche più lievi del bullismo. Poi durante l’adolescenza ho proprio detto “basta”. Non sono mai stata particolarmente magra, particolarmente bella, particolarmente curata, sono sempre stata un maschiaccio e questo, unito all’attenzione che i media avevano sulla mia famiglia, mi ha portato ad avere riscontri negativi per cui mi sono abituata in fretta. Ovvio che per una ragazza di 14 anni non è bello essere sbattuta sulla copertina di fianco a sua madre mentre indossa lo stesso costume, che voleva essere una cosa tenera (precisa con occhi dolcissimi e voce roca ndr), con lo zoom sul tuo sedere con la ritenzione idrica e il titolo è più bella la mamma della figlia, mi ricordo che ai tempi me ne sono comunque fregata perché a oggi non compro e non leggo quello che scrivono di me.

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E ha funzionato visto che oggi sei Aurora versione modella: perché ora, perché per questa storia di moda?
Non c’era momento più giusto di questo: ho anche lavorato in Trussardi e mai come ora in azienda c’è un momento di radicale cambiamento che va di pari passo con il mio cambiamento: prima non avrebbe avuto senso.

E da dove arriva questo tuo cambiamento?
Te lo dico tranquillamente: un po’ perché ho dovuto cambiare da un giorno all’altro per via della minaccia (arrivata a Michelle Hunziker di sfregiare con l’acido la figlia ndr) senza poter più vivere da sola. Ho dovuto cambiare anche perché avrei rischiato di perdermi e qualche rotellina che era fuori posto si è aggiustata.

A 20 anni qualche rotellina te la potevi concedere….
Sì ma una persona come me ha delle responsabilità con se stessa, con la sua famiglia e con il lavoro che fa. Se io, figlia di una conduttrice e di un cantante, decido di fare la conduttrice lo devo fare bene e senza prenderla alla leggera.

È questo il peso dell’essere figlia di?
Diciamo che per me, cresciuta in quell’ambiente, il rischio era di farlo con troppa leggerezza. E non me lo potevo concedere: la mia presenza in questo mondo è data dalla fortuna di essere nata in questa famiglia, NON dalla loro spinta.

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Per la tua età hai un concetto di famiglia molto maturo, soprattutto per il fatto che si tratta di una famiglia allargata , specie in un’Italia che ha ancora molti preconcetti sulle famiglie allargate.
Non lo so, non voglio sembrare una della famiglia Mulino Bianco ma i miei genitori sono stati davvero bravi, con tutto quello che è successo, che ci è successo e che non si sa, hanno sempre mantenuto un equilibrio incredibile, mi hanno sempre messo al primo posto, amata tantissimo. Poi sai quando ti nasce un fratellino, come fai a non amarlo? Ho vissuto da figlia unica 14 anni, diventare sorella è stato uno dei primi shake della mia vita: ed è stato bello perché la prima gravidanza di Marica è stato un miracolo, perché è un miracolo. Non voglio fare la romantica però…

Però sei iper-romantica basta seguirti sui social.
Io la trovo una figata: due case dove poter andare, al cui interno esistono due mondi bellissimi, totalmente diversi ma uniti da un fattore che sono io.

Ambisci ad avere questa vita?
In questo momento no: ho talmente tanti fratelli e già assistere alla loro crescita è una responsabilità molto grande: io voglio esserci nei momenti delle loro vite il che non è sempre facile. Ora ho bisogno di concentrarmi su me stessa, di viaggiare, di fare esperienze: sì al tradizionalismo ma la famiglia tra un bel po’.

Milano rimane la tua città?
Qui si sta troppo bene, calcola che io sono un’amante dell’America, sono stata concepita lì, mia madre mi dice sempre che io sono una Los Angeles Girl, ci sono stata per due mesi seguendola sul set di Natale a Beverly Hills, sono andata anche a scuola lì, ma la amo perché non è quotidianità”.

Questa Milano la vedi cambiata, proiettata nel futuro?
Ieri è successa una cosa che mi ha fatto ridere: stavo guardando Instagram e Miley Cyrus stava rilasciando il nuovo singolo pubblicando nelle Stories tutti i fusi orari delle capitali mondiali in cui usciva il pezzo: e per l’Italia ha scelto Milano, non Roma!

A proposito di Instagram come ci si sente a vedersi spalmati sulle campagne social (la DreamBox bag è una campagna 100% digital)?
Ti senti che ti è stata cucita addosso, poi ti senti in famiglia, è bello sentirsi protagonisti di una campagna soprattutto se il prodotto ti rispecchia.

Insomma consapevolezza di sé, posa Wonder Woman e viral-social cancellano quelle copertine che ti hanno ferito?
Ma quali? Ahhh, quelle, ma va tutto fa brodo, se non ci fossero state quelle copertine forse oggi non sarei qui, sarei meno forte, poi al tempo si dava meno peso a queste cose.

Hai molte amiche donne?
Il giusto, diciamo che ho scremato ma che gli amici, che, specie se si fa questo lavoro, sono essenziali. Anche il fidanzato, diciamolo aiuta. Se è un bravo fidanzato…Sai anche quello mi ha cambiato perché va bene l’amore degli amici, va bene l’amore della famiglia ma a un certo punto ti manca un tassello dell’essere amati da una persona, che non deve amarti come imperativo, semplicemente ti ama perché sei tu: e questa è una botta di autostima pazzesca anche per chi come me dovrebbe averne ma…magari ne ha un po’ meno.

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