L'epica dei quattro cambi d'abito di Lady Gaga al Met Gala 2019

Autocitazioni, omaggi LGBTQ, défile trionfale/artistico/teatrale, Lady Gaga è (già) l'unica vera regina dell'essenza Camp.

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Getty Images

Go big or go home, riscrivere il motto prego. Go big or go Lady Gaga al Met Gala 2019, praticamente un trattato di camp fashion in forma di performance artistica di lampi ciclamino. Un assoluto di Lady Gaga con sorprese e autocitazioni. Dopo aver sdoganato la nuvola periwinkle, sul red carpet del Met Gala 2019 il l'abito fuxia di Lady Gaga by Brandon Maxwell è la quintessenza della perfezione. Tema centrato, che domande, d’altronde se c’era una in grado di giocare praticamente in casa e autoproclamarsi regina della situazione, non poteva che essere lei. Prego passare avanti e rimirare come con un ennesimo azzeccatissimo look Lady Gaga sia riuscita a riscrivere le regole. Della puntualità, innanzitutto, anticipando praticamente tutti sul red carpet (tranne Anna Wintour) e riportando le lancette dell’orologio lontanissime dal capriccio da diva in perenne ritardo in cerca di attenzioni sulla scalinata d’onore. A Lady Gaga tutto questo non serve.

A maggior ragione, per la sua entrata in scena e proverbio da reinterpretare, Lady Gaga al Met Ball è arrivata presto. E mentre si lasciava illanguidire dai fotografi che non sapevano più quale grandangolo montare per catturare i metri di tessuto purple haze croccante che nemmeno una goccia d’acqua è riuscita a macchiare, il premio Oscar 2019 con Shallow ha svelato il suo tema camp: svestirsi sul red carpet. Cosa c'è di più camp di un percorso a ritroso della propria carriera? Un reveal dal sapore drag, un omaggio LGBTQ per cui solo lei può avere la vera sensibilità tributo senza hidden agenda. Liberarsi dalla cappa svelando un abito nero couture lungo, rigoroso, autocitazione del look rétro da trionfatrice dell’Academy Awards. Ma c’è oltre, c’è altro, l’abito nero si smonta anch’esso e diventa un nuovo abito a tubino magenta, con occhiali da sole, collana in oro giallo e diamanti della collezione Tiffany Blue Book 2019 e bag a forma di telefono in mano, di nuovo un self-quote, di nuovo quell’era Telephone che la rivelò come la popstar più artistoide, meno popolare e più culturalmente pop di tutte. Lo spoglio (letteralmente) finale verso la shocking Lady Gaga in lingerie nera e calze a rete, issata su zeppe vertiginose mentre posa con il carrellino “House Of Gaga” contenente i cappelli rosa. Il ritorno a Joanne, il titolo del suo ultimo album, la purezza di Gaga. Il cerchio che si chiude in una vera performance artistica, perfettamente a tema della quale non smetteremo mai di cogliere tutti i dettagli. I social sono già pieni di approvazione. Chiudete Internet e il red carpet del Met Gala 2019, Lady Gaga ha vinto tutto. Ancora una volta.

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