I migliori look di Cindy Crawford, regina di cuori anni 90, sinonimo dell'American dream

Binomi stendhaliani tra rosso e nero, trittici austro-ungarici, ma anche vinile (di ritorno) varsity jacket e mom jeans: la grammatica a stelle e strisce del guardaroba di Cindy, a cui Prince dedicò una canzone...

Cindy Crawford
Images PressGetty Images

La ragazza della porta accanto, la teenager dell'Illinois dal sorriso aperto e dai lunghi capelli castani, un corpo atletico, acerbo e insieme prepotente, come quel continente dal quale viene, e quel neo sulle labbra, inconfondibile punteggiatura epiteliale che sanciva, punto e a capo, una sensualità naturalissima, e per questo pericolosa. Cindy Crawford è divenuta sin da subito l'espressione in carne e ossa dell'America che, con una certa grinta reaganiana, si affacciava agli Anni 90, nei quali sarebbe divenuta presenza fissa di tutte le passerelle che contano e dei sogni degli uomini, insieme ad altre donne che, come lei, necessitano solo del nome per essere evocate: Linda Evangelista, Naomi Campbell, Claudia Schiffer... Una carriera ormai quarantennale la sua, che ha saputo proseguire con coerenza, tramutandosi da top model a imprenditrice di bellezza, con il suo brand di skincare Meaningful Beauty – passando per la necessaria, e dolorosa fase dei tentativi come attrice, subito saggiamente abbandonati – e madre mai troppo presente e ingombrante di Kaia Gerber, erede del suo Dna e di una certa nonchalance sulle passerelle mondiali, raggiunte ancora prima dei 18 anni nei quali sua madre debuttò.

Sinonimo di un certo assolutismo cromatico di matrice stendhaliana (il rosso e il nero sono indubbiamente i colori con i quali ha sempre amato presentarsi alle première e alle sere di gala, al fianco di Richard Gere prima, e di Rande Gerber poi, Cindy è in effetti sempre stata un classico esempio dell'attitudine americana alla vestizione: pratica, priva di inutili leziosità, atletica e dalle linee agili, adatte all'esercizio fisico, ma capace di tramutarsi, con il calare del sole, in consumata femme fatale.

Cindy Crawford alla 63esima edizione degli Oscar, nel 1991, con Richard Gere (e un abito rosso fuoco di Versace)
Ron GalellaGetty Images

La sua prima apparizione pubblica con l'allora fidanzato Richard Gere, agli Oscar del 1991, ha una sua voce Wikipedia, e non è difficile capire il perché. L'abito di Versace è un vademecum illustrato, a linee pericolosamente curve, di come schivare con sensualità la palla curva del rosso sul red carpet. Secondo il Telegraph, che lanciò un sondaggio nel 2008, l'abito si piazzò al 12esimo posto nella lista dei migliori vestiti da red carpet, di tutti i tempi. E in effetti, appena dopo quell'apparizione il pezzo divenne oggetto di infinite copie e falsi – tanto che lo stesso marchio della medusa l'ha rieditato recentemente, colorandolo di nero e accorciandolo.

Cindy Crawford alla decima edizione degli Mtv Music Awards
Ron Galella, Ltd.Getty Images

Nel 1993, gli Mtv Music Awards erano una cosa seria, serissima, e di conseguenza ad alto tasso di glamour. Un'edizione leggendaria, a guardarne il red carpet oggi, dove sfilarono con la solita reticenza, Kurt Cobain con l'iconica maglia a righe e gli occhiali rossi dalla montatura tonda – bonus track, il biberon per la figlia Frances Bean –e Courtney Love, Winona Ryder in salopette di jeans, il gigante del basket Shaquille O'Neal, Dave Gahan dei Depeche Mode. Cindy Crawford, come l'anno prima, fece da presentatrice, intervistando insieme a Lenny Kravitz, chi arrivava sul red carpet dell'evento. E, senza volerlo, metteva in ombra tutti, pur con un sottile velo di nero trasparente, del quale era fatto il suo abito con micro-spalline e ricami sul corpetto. A incorniciare il look, due collane dalle diverse lunghezze, a dare un twist rock, negli anni nei quali la scena musicale era lontana dall'essere dominata dagli eccessi dai trapper, ma viveva nell'adorazione della rivoluzione a tinte dark di Nirvana e REM.

In varsity jacket e minigonna, nel 1990
Ron Galella, Ltd.Getty Images

Se gli americani, e poi gli uomini del resto del mondo, hanno amato Cindy sin dall'inizio, è stato perché, meglio di molte attrici e celebrities dell'epoca è stata l'impersonificazione dell'American dream, la self-made woman capace da sola di costruirsi una carriera di estremo successo, senza però dimenticare le sue origini a stelle e strisce. E in effetti, il look che indossa nel 1990, per lanciare una linea di sportwear con JH Collectibles, è un inno alle gloriose tradizioni americane, celebrate dalla varsity jacket con maniche a contrasto abbinata a t-shirt bianca, minigonna e cinturone texano. Un dna genetico, che ha trasmesso nella sua interezza alla figlia Kaia, alla quale non è mai assomigliata così tanto come in queste immagini.

Al Love Ball, nel 1989
Ron GalellaGetty Images

Il throwback trentennale che punta dritto al cuore, e dimostra come Cindy Crawford ci aveva visto lungo, nel 1989, è questo: si presenta al Love Ball, evento di beneficenza per sostenere la lotta all'AIDS, calibrando i volumi. Da una parte la minigonna, dall'altra la maxi-giacca nera in vinile, coup de coeur di Saint Laurent per questa primavera. Un fiuto sui trend futuri che le si "scipperebbe" con piacere.

Con Claudia Schiffer nel 1992
Ron Galella, Ltd.Getty Images

Maglione rosso fuoco in cachemire, camicia bianca immacolata e pantaloni neri: il trittico dalle cromie austroungariche che a Cindy piace, si indossa nel 1992 in tandem con la collega e amica Claudia Schiffer, ad un evento promozionale di Revlon, di cui Cindy sarà testimonial fino al 2000. Ispirando tutte le future Bree Van de Kamp, che non ambiscono ad divenire Desperate Housewives ma di certo amano quell'approccio rétro che rivitalizza i Fifties.

Nel 1993, all’aeroporto di Los Angeles
Jim SmealGetty Images

Il look da viaggio più chic per eccellenza: Cindy Crawford dà lezione sfilando involontariamente agli arrivi dell'aeroporto di Los Angeles, dove atterra nel 1993. Mom jeans, del quale è da sempre maestra indiscussa, maglione nero a collo alto, blazer e occhiali scuri. Nient'altro da dichiarare, Vostro onore.

Al Love Ball del 1991
Ron Galella, Ltd.Getty Images

Al Love Ball del 1991, al quale Cindy partecipa sempre in qualità di inviata speciale di MTV, arriva il colpo di scena, per una donna abituata a puntare su trittici assoluti, quello di rosso bianco e nero, e raramente sulle stampe o sugli eccessi: il minidress nero ha dei patch a contrasto sul seno, e dei ricami laboriosi e barocchi sui fianchi. Nulla che la fisicità di Cindy non possa rendere ultra-pop, e mai volgare. D'altronde, per meritarsi una canzone ad hoc, Cindy C, scritta dal folletto di Minneapolis, Prince, nel 1987, non può essere meno che straordinaria.

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