La storia del Paris Dress di Grace Kelly, l'abito più bello indossato in un film

A quasi 70 anni dalla prima, il vestito bianco e nero della futura principessa in La finestra sul cortile detiene ancora un record imbattuto.

Le dive di Hollywood, i loro look, i loro make-up geniali e ammalianti hanno lasciato un segno nella femminilità che ancora permane. Ma fra tutte, è ancora lo stile di Grace Kelly a essere considerato universalmente il più incantevole dell’epoca e questo è accaduto grazie ai suoi tanti look firmati Dior, ma anche per un abito in particolare che disegnò, invece, qualcun altro. È quello che gli esperti di costume e cinema (prima fra tutte Carmel Snow, storica direttrice di Harper's Bazaar dell'epoca) chiamano il Grace Kelly Paris Dress, che la futura principessa ha indossato in La finestra sul cortile e che oggi è citato come l’abito più bello indossato in un film. Siamo negli anni 50, decennio che detiene ancora una fantastica reputazione, popolato da una generazione intenzionata a non cacciarsi mai più nei disastri bellici delle due precedenti e che vuole esprimere in tutti i modi possibili la voglia di vivere. La cosa che forse oggi invidiamo di più alle donne dell’epoca sono le full circle skirt, dette anche swing skirt, le gonne a ruota che se dotate di appositi supporti o sottogonne, negli abiti da sera, potevano regalare davvero la sensazione di essere delle ragazze di sangue blu. Il sogno che Grace Kelly realizzò davvero.

Sunset BoulevardGetty Images

La figura cesellata di Grace Kelly sembrava progettata per la moda di quell’epoca e la musa di Alfred Hitchcock ne era così consapevole da indulgere spesso negli abbinamenti a contrasto fra il corpetto aderente, quasi austero, e la gonna a ruota ampia, spensierata, vaporosa e regale allo stesso tempo. L’effetto contrasto era straordinario. Quando nel 1954 la Paramount e Hitchcock la scritturarono per girare il film La finestra sul cortile insieme a James Stewart, la pellicola destinata a passare alla storia per molti motivi (tra cui la costruzione di uno dei set più vasti di sempre che riproduce un intero quartiere) il guardaroba della futura principessa di Monaco per questa pellicola venne affidato alla leggendaria Edit Head, la costumista sotto contratto della Paramount che nella sua carriera porterà a casa otto premi Oscar. Head disegna per il personaggio di Lisa Carol Fremont, interpretato da Kelly, una serie di cinque look mozzafiato con cui entra in scena ogni volta che va a trovare il protagonista Jeffries, costretto su una sedia a rotelle da una frattura alla gamba.

Michael Ochs ArchivesGetty Images

Quelle cinque mise verranno tutte ricordate nella storia di Hollywood. Ma il colpo al cuore, quando gli spettatori andavano a vedere il film al cinema per la prima volta, lo procurava il vestito che Lisa indossa al ritorno da Parigi. Head disegnò per lei un corpetto nero a maniche corte dallo scollo a “V” riprodotto anche sulla schiena ampia dell'attrice (ereditata dalla figlia minore, Stephanie), accessoriato dalla stola bianca in chiffon e i guanti morbidi in seta che si fermano poco prima del gomito, la gonna in vari strati, anche questa in chiffon, è candida ma impreziosita da un ramage nero che parte dalla sottile cintura in vernice che segna il punto vita. Al collo, le immancabili perle bon ton, ai piedi décolletées nere con strisce incrociate. Il momento in cui Grace si gira su stessa davanti a James Stewart per mostrare l’abito è un’immagine indimenticabile che ispirerà, fra i tanti, la costumista di Mad Man Janie Bryant, che disegnerà un abito simile per January Jones, colleghe nate decenni dopo come Lindsay Lohan, che se ne farà confezionare la copia esatta per indossarlo all’amfAR gala a Cannes nel 2017, ma soprattutto lo stilista preferito della principessa Grace, Christian Dior che con gli occhi pieni di quell’apparizione disegnò la Ligne Corolle, la collezione del 1954 di cui la stessa Grace Kelly sarà una delle ambassador. Sicuramente la preferita.

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