La favola della tiara Savoia messa all'asta, donata alla prima principessa triste 150 anni fa

Una corona appartenuta alla famiglia reale italiana dal 1867 verrà messa all'incanto a Ginevra per la prima volta nella sua storia.

Di gioielli magnifici appartenuti a membri di famiglie reali se ne vedono spesso all’asta, e ogni volta mozzano il fiato già solo a guardarli in foto. Raramente, però, si tratta di pezzi che riguardano la storia italiana, per questo l’annuncio che l'11 maggio sarà messa all’incanto da Sotheby’s una tiara appartenuta alla famiglia Savoia è qualcosa di inusuale e che merita un “tracciamento” di questa gioia tramandata di generazione in generazione a partire dalla sua prima proprietaria, la principessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna. Tutto iniziò quando questa nobildonna di famiglia aristocratica sarda, nata nel 1847, andò in moglie a Torino ad Amedeo di Savoia duca d'Aosta, il 30 maggio 1867. Poiché Amedeo era figlio di re Vittorio Emanuele II, Maria Carlotta acquisì il trattamento di Altezza Reale, aggiunse al suo nome quello di Vittoria, in omaggio al re, e ricevette in dono la tiara di diamanti e perle creata dai gioiellieri di corte Musy Padre & Figli di Torino, ancora oggi in attività e ritenuti fra i più antichi orafi d'Europa.

Courtesy Sotheby's

Maria Carlotta diventò così Sua Altezza Reale la Principessa Maria Vittoria d'Italia, Duchessa d'Aosta, ultima principessa dal Pozzo della Cisterna poiché, non avendo fratelli, il titolo venne annesso a quelli dei Savoia. Nel 1870 le accadde pure di diventare regina di Spagna. Quando fu deposta la regina Isabella II, infatti, e il trono sarebbe dovuto andare a Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen che invece rinunciò. Il terzo in linea di successione era Amedeo di Savoia che diventò re di Spagna e portò con sé la consorte (e la sua corona). Maria Vittoria non si trovò affatto bene a Madrid, città che non faceva per lei, e si distraeva con opere di beneficenza. Per la sua felicità, la coppia rientrò in Piemonte tre anni dopo con l’abdicazione di Amedeo, dopo di cui fu abolito l'Ordine Civile di Maria Vittoria che era stato istituito a suo nome per la promozione della pubblica istruzione e delle scienze, delle arti, della letteratura e dell’industria.

Courtesy Sotheby's

La principessa Maria Vittoria non visse a lungo: si ammalò di tubercolosi e fu portata a Sanremo per respirare l’aria salubre che si sperava l’avrebbe aiutata a guarire. Se ne andò nel 1876 a 29 anni, dopo aver dato alla luce tre figli. La sua tiara, che oggi è valutata circa un milione e mezzo di euro, rimase nella famiglia dei Savoia e non è mai stata ceduta per oltre 150 anni dalla sua creazione. È rimasta praticamente invariata, composta da graduati motivi a spirale, incastonata con diamanti a taglio cuscino, circolari e a taglio singolo, che incorniciano undici perle naturali a forma di goccia leggermente barocche, e si può indossare anche come collana. Impossessarsi di un oggetto così importante all’asta Magnificent Jewels and Noble Jewels che si terrà a Ginevra sarebbe un sogno, ma per la maggior parte di noi non è realizzabile nemmeno con una colletta fra amici. In compenso, la casa d’aste Sotheby’s ha messo a disposizione un filtro Instagram (sul profilo ufficiale @sothebys e sull'account dedicato ai gioielli @SothebysJewels), con cui è possibile provare virtualmente la tiara e scattarsi una foto mentre la si indossa sullo sfondo della Palazzina di Caccia di Stupinigi a Torino, la residenza reale di caccia di Casa Savoia.

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