Le sneakers 2018 sono già LE sneakers da collezione (che costano 12 mila dollari, almeno)

Comprereste un paio di sneakers che costano come un'opera d'arte (abbordabile)? Il mercato corre veloce, MOLTO veloce.

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Allef Vinicius on Unsplash

Avete presente Stadium Goods, il negozio online di sneakers da collezione in cui tutti vorremmo svuotare il portafogli, ma in pochi abbiamo il "coraggio" (o la testa) per farlo? Bene è notizia recente che un paio di Nike Jordan 1 bianche, della collaborazione con Virgil Abloh (leggi anche Off-White, ops, Louis Vuitton), dalla modica cifra di 190 dollari, siano state vendute per circa 2.500 dollari. Ah: in una teca di vetro. Si tratta di una vera e propria opera d'arte, a quanto pare. Ma siamo davvero tutti d'accordo? Tra quanto vedremo sneakers e altri feticci rubati alla street culture esposti nei musei? A quanto pare siamo già in questa fase, tra le Jordan a 2500 dollari, le adidas PW Human Race NMD TR da collezione disegnate da Pharrell, a circa 12.ooo dollari, arrivando alle aste prestigiose di Supreme a Parigi. Sì, le scarpe di Pharrell erano (giustamente) conservate in una teca di vetro, nel famoso negozio di Soho.

Anche gli uomini iniziano a dare peso a ciò che indossano?

ADIDAS PW HUMAN RACE NMD TR "PHARRELL", 12000 euro circa
Courtesy flightclub.com

Abbiamo ormai capito che il giro di business che c'è attorno alle sneakers da collezione (e tutto il loro mondo corollario) è ormai quasi paragonabile al giro prestigiosissimo che ruota attorno alle gallerie d'arte e alla compravendita di quadri et similari: tra scambi & reselling abbiamo vissuto - e tutt'ora viviamo - in una fase di crescita esponenziale di questo mercato. Un quadro è un'opera d'arte e, già detta così, lascia intendere che solo in pochi possono permettersela: mentre delle sneakers bianche 2018 no, sono vicine, sono per tutti (o lo erano) tutti ne abbiamo (almeno) un paio e quindi è a portata di tutti. Ma, pian piano, anche la "scarpa da tennis" ha acquisito valore, proprio grazie ai suoi consumatori facilmente associabili ai collezionisti e quindi eccola li, la sneaker, arrivata nell'olimpo degli oggetti (ancora per poco) quasi irraggiungibili.

AIR JORDAN 11 RETRO PREM "JETER", circa 38.000 euro
Courtesy flightclub.com

Questo è stato possibile anche grazie a casi, appunto, come Stadium Goods e Flight Club, per esempio, noti marketplace newyorkesi, che hanno ben cavalcato quell'onda: addirittura, notizia molto recente, SG ha da poco chiuso un accordo con Farfetch, e-commerce di lusso, che offre una selezione di sneakers molto "pregiate" ai propri utenti. Sì un mercato di sneakers da collezione che entrano di diritto nella couture (ciao, addio sportswear tout-court).

Diciamo che i personaggi che sono dietro certe operazioni non vengono proprio dal nulla, anzi: tra esperienze in noti colossi di athleisure, imprenditori, genietti fondatori di startup, il loro successo era presocché prevedibile. Anzi, più che il loro successo è stato proprio il loro fiuto a essere vincente. C'è anche chi si sbilancia un po' e afferma (tra loro Business of Fashion) che tutto questo fermento nasce quando alcuni modelli di sneakers di tendenza non sono mai arrivati in alcuni Paesi, aumentando, così, in modo esponenziale, la richiesta (leggi anche Cina, un cliente ha speso 10k dollari per una scarpa da SG): ma non possiamo esserne certi, o comunque sappiamo che non è il singolo caso a poter scatenare e dare il via a una scena così importante. Ma sì, ha sicuramente contribuito.

NIKE BLAZER SB SUPREME "SUPREME", 1000 euro circa
Courtesy flightclub.com

Tra Stadium Goods, Flight Club, GOAT (acronimo di Greatest of All Time, quanta gioventù ragazzi) il commercio e l'hype intorno alle sneakers è sempre maggiore. E questa cosa fa molta paura. La sneaker ha ben altra storia, viene dalla strada: venivano abbandonate le scarpe stringate, gli stivaletti, le classicone insomma, e si indossavano le scarpe da ginnastica anche fuori dalle palestre. E quindi la comodità era simbolo di easylife: con quelle scarpe si poteva (e si doveva) fare tutto, avevano dei costi mediamente contenuti, erano scarpe di rivoluzione, per camminare, giocare, fare sport, andare in giro. Fa una certa impressione pensare che invece, oggi, le compriamo per esporle in casa, le compriamo per rivenderle a prezzi esorbitanti, o che in un attimo diventano pezzi cult che neanche una borsa Birkin e indossarle dicono chi sei e quanto puoi permetterti di spendere. Che amarezza.

AIR JORDAN 5 "MOTORSPORT", 4000 euro circa
Courtesy flightclub.com

Il mercato sta cambiando, è evidente, ci sono realtà che hanno un volume d'affari di circa 2 milioni di dollari AL GIORNO: l'industria diventa sempre più seria e sensibile a questa "evoluzione" (fa un certo effetto chiamarla così) e da lì via alle più svariate collaborazioni tra i più impensabili brand indie o meno indie e i colossi più affermati del settore. C'è di certo che, ci piacciano o meno, certe cose vanno decisamente ridimensionate. E non si tratta di essere bigotti, chiusi, integralisti o contro l'evoluzione, anzi, c'è solo che ogni cosa ha un determinato valore e, forse, e bene ristabilire le priorità?




						
								
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